Angolo del tifoso
ANGOLO SALERNITANA – È dura
Sbrigato il fastidio delle prime due giornate, ormai svilite ad apostrofo opaco tra le parole Calcio e Mercato, la Serie A comincia sul serio. Il Vecchio Comunale è palcoscenico tanto prestigioso quanto mistico.
Salernitana da copione. Stranberg al centro della difesa certifica la scelta di Castori di dirottare Gyomber: era la sua certezza, il dettaglio non è banale.
Il Toro pare speculare: dei sottopunta uno è Linetty, un tattico. Pjaca preferito a Verdi pure è circostanza di un certo momento.
Le difficoltà palesate dalle squadre si sintetizzano nei padroni del centrocampo: molto fumo Lukic, poco arrosto DiTacchio. Il quale prende il palo che scuote il Torino: Sanabria mangia in testa a Gagliolo e sfata la legge dello 0-0 al primo tempo. Che la dormita sia di uno dei pochi che si presuma adeguato fa pensare: non sono pensieri belli.
Parte dalla panchina Ribery, evidentemente non ancora presentabile: nemmeno Simy lo è ma lui gioca. Oddio, gioca è una parola grossa.
Il raddoppio tanto diverso non è: Ansaldi è giocatore troppo superiore agli avversari e Gagliolo si perde un altro cross. Entra Franck e se questo è un giocatore finito datemene pure altri dieci.
Ancora una volta la Salernitana prende l’imbarcata, ma è conseguenza naturale.
Di questo passo pagherà Castori, prima o dopo. Qualche colpa ce l’ha e qualche limite pure, ma la sensazione è che parlare di allenatore, con questa rosa, sia interrogarsi del sesso degli angeli.
La Salernitana è debole in difesa, inadeguata a centrocampo ed impresentabile nei ricambi. Resta una casella in lista over, vedrete che arriverà qualcuno in mediana ma le possibilità di salvezza giacciono altrove.
Gli attuali uomini in rosa devono crescere, cercare qualcosa che magari nemmeno c’è ma che l’anno passato è saltato fuori. Col quale racimolare più punti possibili fino a gennaio e di lì ricominciare con una squadra fatta per bene.
Fatta per bene, concetto semplice. Chi ha messo su questo organico lo ha fatto male.






