TUTTI IN REPARTO – Collateral Demmeg

Focus On Tutti in reparto
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Tempo di lettura: 3 minuti

Comincia male la stagione 21/22 del Napoli.

Durante una delle classiche amichevoli estive, contro la Pro Vercelli, Diego Demme ha dovuto abbandonare anzitempo il terreno di gioco.

Dopo il duro scontro di gioco con l’avversario, la situazione è subito parsa preoccupante.

Perchè così grave?

Cosa porta quello che sembra un normale contrasto a diventare un brutto infortunio?

Certo, i filmati non aiutano: non essendo una partita ufficiale, l’unico video a disposizione lascia molto all’immaginazione.

Ciò che però si intuisce è l’innaturale torsione del ginocchio destro dell’azzurro: e, vista la diagnosi, forse solo il non aver caricato pienamente il peso corporeo sull’arto interessato ha evitato guai peggiori.

E’ andata bene?

La diagnosi parla di “trauma contusivo-distorsivo con lesione di alto grado del legamento collaterale mediale del ginocchio destro”.

Arabo? No, peggio: medichese! Ma ve lo traduciamo noi.

Si tratta di un infortunio di media gravità: non grave quanto una rottura del legamento crociato anteriore, ma è comunque una brutta gatta da pelare.

Perchè quindi diciamo che, tutto sommato, è andata bene?

Non tutti i nostri lettori sanno (ed ovviamente sono giustificati!) che, in un’alta percentuale di traumi distorsivi del ginocchio con lesione del legamento collaterale mediale, anche il legamento crociato anteriore ed il menisco mediale tendono a rompersi.

Non crediamo sia dunque necessario sottolineare ulteriormente che…sì, poteva andare davvero molto peggio.

Sotto i ferri!

Lo staff medico di mister Spalletti era davanti ad una scelta: cercare di rimediare con un trattamento conservativo o puntare sull’intervento chirurgico.

La prima ipotesi avrebbe permesso al centrocampista tedesco di rientrare nel giro di circa 6 settimane, ma avrebbe anche portato con sè pericoli di recidive, dovute ad una non perfetta stabilità dell’articolazione.

Si è optato quindi per l’intervento: ciò avrà sì la conseguenza di uno stop più lungo (tra i 2 ed i 3 mesi), ma consentirà un miglior recupero sul lungo periodo; inoltre, non sono rari i casi in cui eventuali traumi al menisco mediale non emergono dall’imaging diagnostico, ma vengono alla luce con chiarezza solo in camera operatoria.

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