Fischi per fiaschi

FISCHI PER FIASCHI – I calci di rigore

FISCHI PER FIASCHI Focus On SERIE A
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Tempo di lettura: 2 minuti

Calci di rigore assegnati o mancati e Juventus – Napoli a parte, la terza di Serie A non è stata una giornata particolarmente complicata per i fischietti nostrani.
Tre sono stati i rigori complessivamente concessi: due nel match Sassuolo – Crotone, uno per parte; uno nell’anticipo Fiorentina – Sampdoria, in favore dei blucerchiati.
La gestione complessiva appare corretta, fatta eccezione, forse, per un rigore non concesso alla Roma per fallo in area su Lorenzo Pellegrini, che probabilmente andava fischiato.

I CALCI DI RIGORE – REGOLA 14

Ogni giornata di campionato vede almeno un episodio da rigore, presunto o concesso, sotto i riflettori.
Ma quanti conoscono esattamente cosa dice il “regolamento del giuoco calcio” in merito?
La regola di riferimento è la 14.
Prima di disciplinare nel dettaglio le modalità di esecuzione del calcio di rigore, con le relative sanzioni in caso di inosservanze, la regola si apre così: “Un calcio di rigore viene assegnato se un calciatore commette una delle infrazioni punibili con un calcio di punizione diretto, all’interno della propria area di rigore o fuori del terreno di gioco, secondo quanto previsto nelle Regole 12 e 13.
I riferimenti sostanziali li troveremo, dunque, nelle regole 12 e 13.

LE REGOLE 12 E 13 – LA CASISTICA

Proviamo, dunque, ad estrapolare la esatta casistica dalle regole 12 e 13, combinandole con quanto previsto dalla regola 14.
L’arbitro deve fischiare il calcio di rigore quando, nella propria area di rigore, un calciatore:
– carica, salta addosso, spinge, sgambetta, contrasta, colpisce o tenta di colpire in ogni modo, in maniera negligente, imprudente o con vigoria sproporzionata, un avversario;
– fatta eccezione per il portiere nella propria area, commette fallo di mano (sul fallo di mano torneremo, in maniera più puntuale, nei prossimi articoli);
– trattiene o ostacola, venendo a contatto con lui, un avversario;
– morde o sputa a qualcuno;
– lancia un oggetto contro chiunque in campo ovvero contro il pallone oppure tocca il pallone con un oggetto tenuto in mano;
– commette una violazione, tra quelle previste dalla regola 3, sanzionata con il calcio di punizione diretto (si tratta di casi rarissimi nel panorama calcistico, cui dedicheremo spazio a parte);

LA NEGLIGENZA, L’IMPRUDENZA, LA VIGORIA SPROPORZIONATA

Il regolamento chiarisce, in maniera esplicita, cosa debba intendersi per “negligenza”, “imprudenza” e “vigoria sproporzionata”.
Nella regola 12 può leggersi che:
• “Negligenza” significa che il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione. Non è necessario alcun provvedimento disciplinare;
• “Imprudenza” significa che il calciatore agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario e per questo deve essere ammonito;
• Con “vigoria sproporzionata” si intende che il calciatore eccede nell’uso della forza necessaria e mette in pericolo l’incolumità di un avversario e per questo deve essere espulso.

LE DISCUSSIONI

Questi ultimi concetti, insieme a quello di “fallo di mano”, sono quelli che, lasciando evidente spazio alla interpretazione, creano più di frequente dubbi.
Le accese discussioni sui calci di rigore concessi o meno, cui assistiamo spessissimo su stampa, web e nelle trasmissioni dedicate, quasi mai chiariscono gli episodi.
Seguite la nostra rubrica.
Proveremo ogni volta a fare chiarezza, regolamento alla mano.

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