ZONA CESARINI – SSHHTT S’è addormito er Sor Marchese

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Centenario importante in questo 2020, non solo a Roma ma in tutta Italia. Cento anni fa, il 15 giugno, nasceva Alberto Sordi, nel romanissimo quartiere Trastevere, precisamente dietro Piazza San Cosimato.

Vera e propria icona di cinema italiano ed anche internazionale, sdoganò il “romanaccio”, pigro, paravento e giovialone anche fuori dal raccordo e dai patrii confini.

Lavorerà con tutti i grandi registi della commedia italiana, dimostrando anche grandi doti drammatiche e malinconiche (basti pensare al finale de La Grande Guerra, 1959, Monicelli).

Teatro, radio e cinema, cominciato tutto con la classica gavetta. Pochi ricordano che lui vinse il concorso come voce ufficiale di Oliver Hardy, Ollio, rendendolo immortale anche in Italia col suo buffo accento.

E non si contano le battute che ancora oggi si citano a più riprese dai vari Americano A Roma o Marchese del Grillo, forse il più “saccheggiato” della storia del nostro cinema.

Proprio quest’anno si aprirà la sua splendida villa su Via dell’ Amba Aradan, tra San Giovanni e Caracalla, sotto Porta Metronia (casa di Totti e scusate se è poco), sarà possibile visitare questo luogo magico, chiuso ai più, chiuso come pare fosse Albertone, misantropo diranno, eppure compagnone, misogino addirittura, nonostante i molti “flirt” raccontati (“Sposarmi? E che me metto na sconosciuta dentro casa?” dirà). Inoltre pare sia in arrivo una fiction RAI e, personalmente, mi  incuriosisce la prova del bravo Edoardo Pesce (e terrorizzato per le prove degli sceneggiatori e registi RAI, veri e propri “piallatori di emozioni” solitamente).

Ma col calcio che c’entra? In effetti non sono qui a commentare chi era Sordi, anche perché c’è davvero poco da aggiungere. Ma si sa, che il nostro era romanista sfegatato, per quanto discreto e riservato e, da innamorato perso della sua città (sarà anche sindaco per un giorno sotto Rutelli e per il sottoscritto poteva pure continuare), non poteva essere altro.

Ricordo bene il 24 Febbraio 2003. Albertone si spegne per una lunga polmonite. Ricordo i giorni successivi col vero e proprio pellegrinaggio al Campidoglio, dove la salma era esposta per l’estremo saluto. Anch’io non so quante ore di fila feci per salutare Alberton, e non è una cosa da me. Ma lì moriva un pezzo di Roma, sì sì, un pezzo di storia di Roma, che qualcosa di storia ne sa.

Ricordo ancora meglio quel 2 marzo 2003, Roma-Empoli (3 a 1). Per onestà non ricordavo che partita fosse e lo sono andato a ricercare, ma ricordo, appena entrato all’Olimpico, i ragazzi della Curva che facevano il giro della pista di atletica, con un lungo striscione che recitava: “Zitti tutti. Er Marchese s’è addormito”, replicando il già citato Marchese del Grillo. Fu una bella emozione e una bella testimonianza.

Fa ridere oggi immaginare Nando Moriconi alle prese con la dirigenza americana, così come fece nella famosa scena del “maccarone”…

E sorrido al pensiero di quando Pallotta saluterà, chiedendosi chi sono mai, questi romanacci, questi “fucking idiots” che non lo hanno capito e soprattutto perchè…e la risposta sarà facile…