Approfondimenti
ZONA CESARINI – La grande Palombella di Lawson (#stateacasa)
Il portiere riprende il pallone dal fondo. Appoggia al libero che lancia lunghissimo per l’attaccante. La visione del match dall’alto fa vedere, mentre scorre il campo, come il pallone divenga via via più grande, mentre sfreccia verso la punta, per poi rimpiccolirsi piano piano e venire intercettato per l’appoggio successivo.

Stavolta la visione è laterale e notiamo un grande movimento dell’ala che scarta il suo avversario, crossa al centro per Patrick Mboma che controlla e serve Lawson, che insacca alle spalle del povero Barthez…
Cosa stiamo raccontando? Palloni che ingrandiscono? Chi cacchio è Lawson?
Bisogna risalire a fine anni Settanta per cominciare a trovare videogiochi di calcio. Uno dei primi era Soccer per Intellivision, piattaforma che è la definizione stessa di vintage. Cartucce filiformi da inserire nei joystick che avevano tabella numerica e una rotella in fondo per il movimento. Quanta nostalgia e… quanto sono vecchio.
Poi arrivarono Atari e Amiga, ma soprattutto i Personal Computer cominciavano ad entrare nelle case e, naturalmente, il primo motivo non era altro che “giocare ai giochetti”, così li chiamavamo, altro che “gamers”, noi giocavamo ai giochetti.
Leggenda il trio Microprose Soccer/Kick Off/ Sensible Soccer, con quest’ultimo con una piccola componente manageriale.
La loro visione dall’alto forniva un campo immenso dove lanciare i nanetti in 8bit col pallone che, appunto, si ingrandiva salendo in cielo.
Poi arrivarono forme più evolute con visione prettamente laterale o obliqua che aprivano alle nuove console, quindi Nintendo, Playstation e cose simili.
Entriamo nel mondo dei Proevolution Soccer, Winning Eleven e naturalmente Fifa, forse all’epoca il più giocato.
Io, dal canto mio, mi trovavo meglio con le versioni PES e soprattutto Winning Eleven ti permetteva di costruirti piano piano una squadra coi nomi dell’epoca. La squadra di partenza aveva dei nomi inventati o “taroccati” dai nomi famosi prima che arrivassero i diritti di immagine. Tra questi in attacco c’era Lawson, che io alla fine tenevo sempre, nonostante le caratteristiche infime rispetto ai campioni. Lo avevo in grande simpatia e mi ripagava con grandi prestazioni.
Piano piano ho perso un pò di vista i videogame. Prima si trascorrevano seratone a casa o pomeriggi interi, molto più facile che andare alla ricerca di ragazze, per noi nerd. Oggi ci sono grafiche sofisticate e possibilità incredibili, come addirittura le partite on line e io non saprei più da che parte cominciare a giocare.
Tutto questo per dire che, ad oggi, se sospendono il campionato, fanno bene. Le porte chiuse aiutano, ma non evitano assembramenti di tifosi fuori dagli allenamenti. Le partite in chiaro non tolgono il fatto che ci si raduni in case o locali per vederle. Il campionato va fermato e non sarebbe un dramma. Se vi manca il calcio spolverate le vecchie console o accendete le nuove: la compagnia, lo svago e la magia sono assicurati.
STATE A CASA
