Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – Cercasi disperatamente concretezza
La Juventus pareggia il primo big match di questa stagione con un poco convincente 1 a 1 allo Stadium contro il Milan di Ruben Amorim.
Non che i ragazzi di Spalletti non ci abbiano provato a prendersi la vittoria e i tre punti. Tutt’altro: hanno messo alle corde gli avversari per quasi tutta la partita, hanno tenuto in mano il pallino del gioco in maniera costante, hanno collezionato numerose occasioni da rete, specie nel primo tempo.
Quello che è mancato per il successo è lo stesso ingrediente di cui ci si è trovati sprovvisti troppe volte la scorsa stagione. E, anche se siamo solo alla terza giornata, sembra di ascoltare un ritornello già noto. Cercasi disperatamente concretezza.
Minestra riscaldata
E’ un vecchio adagio che abbiamo sentito spesso: una minestra riscaldata non ha mai lo stesso sapore di prima. Nel nostro caso la pietanza incriminata ha le sembianze di Randall Kolo Muani, centravanti con movenze e ritmi da cecchino nella sua prima esperienza in bianconero e, allo stato attuale, pallida controfigura di sé stesso.
Cercato a lungo in sede di mercato estivo, invocato come unica soluzione all’anemia da gol della squadra e, infine, gratificato da un munifico ingaggio al suo sbarco alla Continassa. Gli si chiedeva, in cambio, di timbrare il cartellino delle marcature con confortante regolarità ma finora il suo nome non è apparso sul tabellone luminoso, nonostante il fatto che i palloni giocabili gli siano comunque pervenuti.
L’impegno da parte sua non è mancato, la buona volontà neppure. Manca solo una cosa, sempre quella. Cercasi disperatamente concretezza.
Ritmo basso
Il problema, in ogni caso, non è solo nella mancanza di spietatezza sottoporta della prima punta. La Juventus di Spalletti soffre, e non da ora, di un male oscuro chiamato lentezza. Nonostante la tenacia e il lavoro del tecnico di Certaldo non si vede traccia di quella rapidità d’esecuzione tipica delle squadre allenate dal mister toscano.
Il regista brasiliano Douglas Luiz si fa notare per pulizia nel tocco palla e alcune interessanti intuizioni, ma non è un fulmine di guerra nel rovesciare il fronte d’attacco. Di Capitan Locatelli sono noti i limiti nell’inventare aperture in grado di spaccare le difese avversarie. Cosi, non resta che affidarsi, in attesa che rientri Kenan Yildiz, alle serpentine di un Francisco Conceição abile nel procurarsi occasioni da rete e perfino diabolico nello sciuparle.
Se riuscisse a portare a felice compimento anche solo la metà delle sue iniziative non avrebbe rivali al mondo nel suo ruolo. Per adesso cercasi disperatamente concretezza.
Gol sbagliato, gol subito
E, sempre a proposito di vecchi adagi, ne esiste un altro sul calcio che non fallisce mai. Se si sbagliano troppi gol si finisce sempre per subirne uno. L’incontro di ieri non sfugge a questa regola non scritta.
Dopo aver sprecato più volte l’occasione di andare in vantaggio, gli uomini di Spalletti capitolano sull’unico, vero tiro in porta che gli avversari realizzano nel corso della ripresa.
Vero che l’azione che porta alla rete è forse macchiata ma un fallo commesso su Kolo Muani, altrettanto vero che Locatelli e Kalulu si dimostrano, nell’occasione, troppo morbidi nel contrastare l’iniziativa dell’attaccante rossonero.
Ma è innegabile che la velocità d’esecuzione degli avversari è un perfetto esempio di quanto, fino a quel momento, non avessero saputo fare i padroni di casa. Cercasi disperatamente concretezza.
Centravanti per disperazione
E meno male, a questo punto, che c’è lui. Stiamo parlando di Federico Gatti, quasi due metri di muscoli e grinta, professione difensore centrale.
Almeno nella maggior parte dei casi è quello, infatti, il suo mestiere. Ma, visto che il tizio dispone, oltre che di un fisico da culturista, anche di un caratterino niente male che lo porta a non arrendersi mai, Mister Spalletti, che lo conosce bene, alla bisogna lo butta dentro con il preciso compito di fare il centravanti dell’assalto finale.
Sembra la mossa della disperazione ma, intanto, in passato ha già prodotto i suoi frutti. E, anche questa volta, la sagacia del mister toscano, aggiunta alla grinta del difensore, raddrizza la partita.
Cross di Koopmeiners e imperiosa capocciata dell’indomabile Gatti per fissare sul pari il risultato finale dell’incontro. Per il futuro, invece, cercasi disperatamente concretezza.
(Foto: Depositphotos)
