Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – La rivincita degli epurati
La Juventus fa il suo esordio casalingo stagionale allo Stadium con una vittoria per 2 a 0 a spese dello sfrontato Parma di Carlos Cuesta. Non era una partita facile da condurre in porto soprattutto a causa della difficile situazione ambientale nella stanza dei bottoni bianconera.
Una squadra con troppe falle per quanto riguarda l’organico a disposizione, un tecnico costretto a lavorare con un gruppo impossibile da amalgamare in tempi brevi a causa delle incertezze legate al mercato, troppi giocatori ancora in attesa di conoscere il proprio destino e impossibilitati a trovare la giusta concentrazione per dare il massimo.
Eppure, per uno dei casi singolari della sorte, proprio due di loro hanno dato la svolta decisiva al match. La rivincita degli epurati.
L’uomo con la valigia
La valigia lui non l’ha mai disfatta. Per tutta l’estate Nico Gonzàlez è rimasto in attesa della chiamata giusta per trasferirsi altrove. La destinazione prescelta era Madrid, sponda Atletico, dove l’anno scorso ha maramaldeggiato agli ordini del Cholo Simeone. Ma, causa incomprensioni tra le due società, la trattativa non si è mai conclusa e l’ala argentina si è dovuta rassegnare alla prospettiva di una nuova annata a Torino. Da vivere, però, non certo da comprimario.
Il suo orgoglio da hidalgo sudamericano non lo accetta, i suoi piedi da puntero neanche. Fa il suo ingresso in campo a circa mezz’ora dalla fine con il fuoco nelle vene e la voglia matta di cambiare faccia alla squadra.
Gli bastano poco più di cinque minuti per tenere fede all’impegno: prima un tiro respinto dal portiere avversario in angolo e poi una staffilata che coglie il palo, torna verso di lui e viene spedita di prepotenza in fondo al sacco. Niente male per uno che fino al giorno prima aveva il foglio di via in mano. La rivincita degli epurati.
Sicurezza tra i pali
Una volta sbloccato il risultato, sarebbe compito della retroguardia quello di tenere il punteggio a favore in attesa dell’eventuale rete del raddoppio. Compito non facile, alla Juventus negli ultimi tempi, soprattutto per l’estremo difensore.
La sciagurata alternanza della scorsa stagione tra Di Gregorio e Perin ha causato l’addio di entrambi i portieri, oltre a lasciare in dote una ingombrante eredità per il loro successore. Il nuovo arrivato, infatti, aveva l’obbligo di infondere sicurezza ai compagni di reparto nel più breve tempo possibile per far dimenticare i patemi dell’anno scorso.
Per fortuna, Guglielmo Vicario, neo custode della porta bianconera, ha, oltre alle manone d’ordinanza, anche spalle abbastanza larghe e forti da sopportare ogni pressione. Ieri si è presentato al suo pubblico con due parate salva risultato con la massima naturalezza. Bazzecole per uno che, nei mesi scorsi si era visto relegare in panchina dal tecnico del Tottenham dopo due stagioni da protagonista, ed è sbarcato a Torino con il preciso intento di dimostrare a tutti il suo valore a suon di interventi decisivi. La rivincita degli epurati.
Gol, questo sconosciuto
La rete della sicurezza, a questo punto, dovrebbe essere appannaggio degli attaccanti. E li davanti, la coppia è formata dal francese Kolo Muani e dal canadese Jonathan David.
Il secondo si è visto, finora, soffiare il posto dal primo, stavolta ha l’occasione di scendere in campo dal primo minuto e fugare le ironie sulla sua efficacia da bomber con una marcatura. Purtroppo per lui il feeling con la porta avversaria non è ancora tornato né, tantomeno, la freddezza in area da rigore per la quale era stato soprannominato “Iceman”.
Goffo, lento, sempre in ritardo sul pallone. I fischi dello Stadium sottolineano impietosamente la sua uscita prematura dal campo e il suo ennesimo fallimento. Per lui il gol resta uno sconosciuto e il suo ingaggio stratosferico amplifica l’intolleranza della tifoseria nei suoi confronti.
La dirigenza l’avrebbe volentieri spedito altrove per liberare il bilancio di una tale zavorra, lui ha puntato i piedi dichiarando di volersi riscattare ad ogni costo. Per adesso alle parole non ha fatto seguire i fatti. E, diversamente da altri, qui non c’è la rivincita degli epurati.
Il ritorno del panzer
A tranquillizzare tutti, in ogni caso, ci pensa il più inatteso dei bomber. L’olandese Teun Koopmeiners, una volta panzer inarrestabile all’assalto dell’area di rigore avversaria e adesso anonimo panchinaro scombussolato da prestazioni deficitarie e continui cambi di ruolo, fa il suo ingresso in campo.
La mossa dell’allenatore sembra obbligata data la cronica penuria di uomini in mediana che affligge da tempo immemorabile la squadra. Eppure, a dispetto di tutte le funeste previsioni, stavolta il ritorno del tulipano (da tempo anche lui in lista di partenza) produce gli effetti desiderati.
L’ex Robocop si presenta con il piglio giusto, si fa trovare pronto allo scambio e conclude a rete con un diagonale degno dei bei tempi passati. Partita chiusa e la chiara impressione che l’esempio dei compagni lo abbia strappato alla sua abulia. Buon per lui e per il gruppo. Continua la rivincita degli epurati.
(Foto: Depositphotos)
