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Angolo del tifoso

ANGOLO ATALANTA – Gasperini dittatore? Quel dettaglio non trascurabile

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Hanno fatto rumore le parole di Joakim Maehle (poi ritrattate, dando la colpa al traduttore, un classico) contro l’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, rilasciate nel ritiro della nazionale della Danimarca in preparazione alle partite di qualificazione ai prossimi Campionati Europei di Germania 2024. Parole alle quali anche un altro fresco ex, Merih Demiral, ha aggiunto il carico da novanta, dando ragione al laterale danese e promettendo di rivelare altri dettagli contro il tecnico piemontese. Parole delle quali spicca una, dittatore, imponente e, allo stesso tempo, terribile nella sua eccezione.

Sì, secondo il Maehle maltradotto, Gasperini detterebbe la sua legge in tutto, per tutto e su tutti in quel di Zingonia, relegando l’agire democratico in un cantuccio dello spogliatoio. Ma sarà proprio così? Vediamo un po’.

Maehle e Demiral si aggiungono a un elenco di ex atalantini (basti ricordare Castagne e Gollini, per non citare il classico Papu Gomez) che certo non sono stati teneri con Gasperini. Non vivendo quotidianamente lo spogliatoio di Zingonia, non sappiamo dove sia la ragione e dove sia il torto (ammesso e non concesso che si possa parlare di ragione e torto in questo caso). Ma analizziamo un semplice dettaglio.

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In qualunque campionato di calcio, professionistico o dilettantistico, che si disputa in qualunque longitudine e latitudine del globo terracqueo, se una squadra vuole cacciare un allenatore applica sempre la stessa tattica: perde apposta cinque o sei partite di fila e il tecnico fa le valigie.

Gian Piero Gasperini ha appena iniziato la sua ottava stagione alla guida dell’Atalanta, ottava, record nel calcio moderno. Se permane sulla panchina nerazzurra da tanto tempo, vuol dire che la maggioranza dello spogliatoio sta col tecnico piemontese (come confermato dalle dichiarazioni successive dei vari Toloi, De Roon, Ruggeri e persino il fresco ex Malinovskyi). Questo vuol dire che la minoranza non possa dire la sua? Assolutamente no. Con la consapevolezza, però, che rimane minoranza.

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