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Angolo del tifoso

ANGOLO ATALANTA – Gli acini di sale

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Non è proprio il periodo adatto né per parlarne né tantomeno per mangiarne una scodella, ma la vecchia e cara minestra rappresenta una opportuna metafora per descrivere cosa sia l’Atalanta per il calcio italiano in questi ultimi anni. Ovvero, un piatto semplice costruito con ingredienti semplici senza svenarsi economicamente ma che, se ben cucinato, delizia anche i palati più difficili.

Ma la saggezza popolare afferma anche che una minestra potrebbe risultare immangiabile se non si dovessero dosare correttamente gli acini di sale destinati a insaporirla. E all’Atalanta – soprattutto in queste ultime tre stagioni – sono mancati tre importantissimi acini di sale. Che però potrebbero presto essere a disposizione della brigata di Zingonia e dello “chef” Gian Piero Gasperini.

Si parte dall’acino di sale della cattiveria agonistica, che manca dai tempi di Cristiano Doni. O, per meglio dire, mancava. Visto che Sead Kolasinac, primo colpo dell’Atalanta 2022/2023 a meno di un clamorosissimo dietrofront, potrebbe colmare questo vuoto. Fresco 30enne bosniaco con passaporto tedesco, Kolasinac è svincolato dopo l’ultima esperienza all’Olympique Marsiglia sebbene sia maggiormente noto ai più per le tre stagioni (tra il 2017 e il 2020) con la maglia dell’Arsenal. Un calciatore che porterebbe in dote a Gasperini tecnica, esperienza internazionale, duttilità tattica (potrebbe giocare in tutti e tre i ruoli della difesa) ma soprattutto quella sana “cazzimma” nei confronti di avversari e direttori di gara (quando occorrerebbe usarla, ci mancherebbe) che spesso è mancata in casa Atalanta.

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Poi, l’oramai celeberrimo acino di sale dell’esterno sinistro. Mitchell Bakker, olandese classe 2000 del Bayer Leverkusen, sembrerebbe essere davvero a un passo da vestire la maglia della Dea (10 milioni al sodalizio tedesco, quadriennale per l’esterno olandese a 2 milioni d’ingaggio). Ci siamo già espressi, sarebbe un colpo di fondamentale importanza per l’Atalanta.

Infine, l’acino di sale del “problem solver“, il calciatore di qualità tecnica superiore alla media che serve nelle partite dove si trovano avversari che si arroccano in difesa pronti a castigarti in contropiede. Il ruolo che fu di Josip Ilicic, per intenderci. In quest’ultima settimana, è fortemente rimbalzata la voce del prestito di Charles De Ketelaere dal Milan all’Atalanta.

Il 22enne belga ha fortemente deluso nel suo primo anno in rossonero ma il Milan continua a credere nel talento del belga, perciò non gli dispiacerebbe affatto affidarlo alle cure tecniche di un Maestro come Gian Piero Gasperini senza però perderne il controllo del cartellino (a meno di un’offerta importante che solo dalla Premier League, vedi Tonali, potrebbe provenire). L’Atalanta, dal canto suo, è disponibile ad accollarsi il “rischio d’impresa” ma vorrebbe almeno che venisse fissato il diritto di riscatto. Un muro contro muro che appare difficile sbloccare. Però, mai dire mai. E chissà che CdK non diventi quell’acino di sale che possa trasformare la minestra dell’Atalanta 2023/2024 in una pietanza davvero succulenta.

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