Napoli
Napoli, cronistoria di un amore
“Se non fosse per te nulla avrebbe un senso sotto a questo cielo immenso niente più sarebbe vero….” così comincia una splendida lettera d’amore cantata da Sergio Cammariere qualche anno fa, ed in queste parole è racchiuso forse il sentimento di una parte dei tifosi del Napoli che si prepara a dire addio ad Antonio Conte.
Contro l’Udinese andrà in scena l’ultima puntata della bellissima e tormentata storia d’amore tra l’ex tecnico di Chelsea e Juventus e il Napoli. Ma ripercorriamo insieme le tappe che hanno costellato l’avventura di Conte al Napoli.
Una nuova era
Il film della recente storia azzurra è ben noto. Dopo il primo Scudetto il disastro, il decimo posto marchiato a fuoco sul cuore di tutti gli appassionati del mondo Napoli è una ferita difficilmente rimarginabile. Un solo nome scalda i cuori azzurri alla fine di quella terribile annata ed è quello di Antonio Conte.
I tifosi ci vanno con i piedi di piombo, non si fidano della società è tutto troppo oscuro. “E quando ci viene Conte qua”, “Conte vuole i calciatori”, “Conte è juventino” sono solo alcune delle frasi che corrono per i vicoli della città nella calda estate del 2024.
Si rincorrono le voci, Gasperini, Pioli, Italiano, Mancini in quell’estate almeno una volta hanno preso casa nel capoluogo partenopeo, fantasiose ricostruzioni di esperti comunicatori e illustri esperti di comunicazione sportiva, mettevano a ferro e fuoco la pazienza dell’animo già agitato del tifo partenopeo fino all’ultima settimana di maggio.
Il cinque giugno arriva l’ufficialità, Aurelio De Laurentiis ha ripreso l’unico uomo che poteva risollevare non solo una squadra caduta in una serie di sciagurate scelte, ma una città che brancola nel buio e si lecca le ferite appena un anno dopo l’incantevole Scudetto sotto la “stanca” guida di Luciano Spalletti.
Il cinque giugno arriva l’ufficialità dell’arrivo di Antonio Conte sulla panchina del Napoli.
Comincia lo spettacolo
Il 26 giugno 2024 la città è in fermento. Antonio Conte viene presentato in pompa magna nella meravigliosa location del “Palazzo reale” di Napoli. Si intuisce la sua emozione come quella di tutti i tifosi che non credono ai loro occhi.
Blinda gli scontenti Di Lorenzo e Kvaratskhelia, piazza i colpi Buongiorno, Lukaku e McTominay e lancia la sfida al calcio italiano. Le sue parole predicano calma “dobbiamo dare fastidio alle grandi” dice, ma in cuor suo il fuoco della vittoria arde come il caldissimo sole di quella giornata. L’era Conte al Napoli ha ufficialmente inizio.
Chi sognava di vedere una schiacciasassi sin dai primi incontri ufficiali resta deluso, nel primo match di agosto in Coppa Italia contro il Modena gli azzurri faticano maledettamente, vincono ai rigori grazie ad uno strepitoso Alex Meret che hai rigori respinge gli assalti di un Modena pronto a far nascere le prime crepe nella frastornata squadra partenopea.
Crepe che si concretizzano nella devastante prima giornata contro il Verona al Bentegodi persa per tre reti zero. Conte capisce che gli azzurri hanno ancora in testa quello il disastro della stagione passata e comincia a scavare a fondo negli animi dei suoi ragazzi fino alla settimana prossima quando fa il suo esordio al Maradona contro il Parma nella rocambolesca vittoria casalinga per due a uno, che ha fatto capire che qualcosa era cambiato, che se tutto si fosse incanalato sui binari giusti si sarebbe potuto ripartire insieme…per dare fastidio.
Le partite passano, il Napoli vince e convince, non per gioco, ma per sagacia tattica, per forma fisica e per concretezza. Volano gli azzurri sembrano inarrestabili, sono lo specchio del loro condottiero, si creano nuove gerarchie Anguissa domina il campo, McTominay lo imita e fa strappare i capelli ai fin troppo ingenui “Red Devils” troppo frettolosi a lasciarlo andare, Di Lorenzo ritrova smalto tutto sembra andare per il meglio fino al disastroso mercato di gennaio.
Il rapporto tra il Napoli e Conte comincia a scricchiolare nella prima sessione di mercato invernale. Da qualche partita Kvaratskhelia sembra l’ombra di se stesso, qualcosa attanaglia la sua mente ed è la voglia di andare via. Le sirene francesi sono troppo forti per essere ignorate sia per lui sia per i suoi “correttissimi” agenti che minacciando di esercitare l’articolo 21, mettono in condizione Adl di accettare la faraonica offerta da 70 milioni proposta dal Psg.
Il Ds Giovanni Manna lavora alacremente per trovare un sostituto degno: Adeymi del Borussia Dortmund rifiuta Napoli, Garnacho troppo costoso, Chiesa è incedibile, Zegrhova sfumato, il Napoli ripiega su Noah Okafor in prestito dal Milan e il tecnico salentino non la prende bene.
Si va avanti ma per chi è abituato a lavorare in club che a gennaio spende cifre astronomiche per accontentarti è davvero dura digerire questo colpo. Ma si va avanti da campioni d’inverno ma con un Kvara in meno.
Arriva il freddo inverno
La tempesta di infortuni e di scelte risicate costringe l’eroico Napoli ad una serie di inceppi che non gli permettono di proseguire la propria marcia. I pareggi romani con Lazio e Roma e la sconfitta contro il Como avrebbero spento ogni velleità ma non il fuoco di Antonio Conte, alimentato a forza d’animo e autoreferenza oltre che ad un invidiabile spirito di squadra. L’Inter ne approfitta e si prende la vetta poco prima dello scontro diretto del Maradona.
Il primo Marzo del 2025 è uno snodo cruciale per la stagione azzurra, o si riemerge o si sprofonda. La partita è dura, Simone Inzaghi è teso e nervoso, ma la sua squadre regge l’urto del Maradona e del Napoli, e a metà primo tempo trova il vantaggio con una splendida pennellata di Di Marco da calcio di punizione.
Il Napoli reagisce lotta e prende metri fino al minuto 87 dove un gigantesco Lobotka prende palla salta il pressing neroazzurro e mette un centrocampista di due metri arrivato nel totale anonimato nel maledetto mercato di gennaio davanti a Martinez. Primo tiro respinto, la respinta gonfia la rete e regala al Napoli la consapevolezza che si può sognare in grande. Il Napoli è li non molla e non mollerà di un centimetro.
Il trionfo di Pasqua
Gli azzurri ricominciano a trovare ardore e giocatori, il duello è serrato fino alla fine, fino a Pasqua dove il Bologna di Orsolini fa la sorpresa all’Inter al Dall’Ara e consegna al Napoli il primo posto.
La restante parte di stagione è fantastica, le due squadre si rispondono colpo su colpo a Parma alla penultima giornata, il Napoli non va oltre lo zero a zero, ma a Milano Pedro della Lazio non concede all’Inter il sorpasso facendo una doppietta guadagnandosi l’amore e la cittadinanza partenopea ad Honerm insignitagli dai tifosi azzurri, che poi “pagherà” (ironicamente) con una pallonata in faccia durante la finale di Coppa Italia di quest’anno,
Il Napoli la settimana successiva in una città tremendamente trepidante, ospita il Cagliari e vincendo si laureerà Campione d’Italia per la quarta volta. Il ventitre maggio 2025 gli azzurri conquistano il campionato.
La meravigliosa sfilata sul lungomare di Napoli vestito a festa per il suoi campioni, l’amore della sua gente e la promessa di una grande squadra, spingono Antonio Conte a rimanere ancora saldo sulla panchina azzurra, dopo una lunga serie di voci che lo vedevano già seduto sulla panchina della Juventus.
Si prosegue insieme per cercare l’impresa, per cercare di confermarsi e di stabilire una nuova gerarchia in Italia ed in Europa. Ma questa è un altra storia….
(Foto DepositPhotos)
