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Juventus, quando tre indizi fanno una prova

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Spalletti Juventus
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Cos’hanno in comune Lecce, Cagliari e Lazio? In apparenza niente ma all’atto pratico hanno avuto la capacità di ottenere punti contro la Juventus pur essendo dominati. È infatti questo il problema della squadra di Spalletti che domina in lungo e in largo ma non riesce sempre a concretizzare. E se tre indizi fanno una prova in mezzo c’è anche la trasferta di Bergamo in Coppa Italia che è costata l’eliminazione.

Penuria di 9

Non sono bastati 34 tiri (non tutti verso lo specchio della porta) per far conquistare i 3 punti alla Juventus contro la Lazio. Una carenza che è figlia di un problema che Spalletti aveva individuato prima di tutti: l’assenza di un centravanti. Quando è infatti iniziato il calciomercato un po’ tutti abbiamo creduto che il reparto da rinforzare fosse il centrocampo, visto che un playmaker vero non si vede a Torino dai tempi di Pjanic.

Spalletti invece ha subito detto no, il regista c’è e si chiama Locatelli. L’ex Sassuolo ha infatti alzato il livello delle sue prestazioni (eccezion fatta per l’erroraccio di ieri sera) e contestualmente è aumentata anche la produzione offensiva. Tuttavia affinché questa si tramutasse in gol sarebbe servito un bomber. Ed è qui che Spalletti si sarebbe aspettato un regalo dalla dirigenza.

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Se è vero che David ha acquisito fiducia in sé stesso realizzando anche qualche gol è altrettanto vero che il canadese non ha la struttura fisica per occupare l’area di rigore in modo pesante. Per questo si sono rincorsi i vari Mateta, En-Nesyri e via dicendo, senza che però nessuno sbarcasse a Torino.

La Juventus infatti avrebbe potuto chiudere un’operazione soltanto in prestito, visti i conti da tenere a posto e visti anche i 40 milioni spesi per un giocatore, Lois Openda, che non solo ha deluso le aspettative ma non ha nemmeno un vera collocazione tattica.

Ecco che quindi per la conquista di un posto in Champions, necessario sia per le casse che per la prosecuzione del progetto Spalletti, si attende in il ritorno di Vlahovic.

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Snodo cruciale

Dusan Vlahovic ha ricominciato ad allenarsi per proseguire l’iter riabilitativo, ma i tempi per il definitivo rientro sono ancora lunghi. Prima di marzo l’ex viola infatti non potrà essere a disposizione e nel frattempo la Juventus si giocherà una fetta di stagione importante. Da un lato il campionato con le sfida ad Inter e Roma decisive per restare in corsa al quarto posto, dall’altro il doppio confronto con il Galatasaray.

Per uscirne al meglio sarà necessario non vanificare la mole di gioco che da quando Spalletti siede sulla panchina della Juventus si è quasi sempre vista. Un bivio dal quale passa il futuro non soltanto di Spalletti ma anche di un progetto che in teoria sembra posto su basi solide ma che inevitabile dipenderà dai risultati.

(Foto:DepositPhotos)

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