Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – Ci vuole la faccia tosta
La Juventus vola ai quarti di finale di Coppa Italia battendo in casa per 2 a 0 la volenterosa Udinese. Luciano Spalletti, privato da un infortunio del suo centravanti titolare Dusan Vlahovic, è corso ai ripari non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello psicologico.
Ben consapevole che l’attaccante serbo starà fermo per almeno tre mesi e i due suoi sostituti, il canadese David e il belga Openda, finora non hanno brillato quando sono stati chiamati in causa, ha giocato d’astuzia punzecchiandoli nell’orgoglio. Entrambi, per impegno e dedizione negli allenamenti, hanno la sua stima. Ma gli ha fatto capire che, adesso che giocheranno con continuità, non gli basterà la mera diligenza per sfondare. Ci vuole qualcosa di più. Ci vuole la faccia tosta.
Questione di atteggiamento
A dire il vero, il tecnico di Certaldo ha utilizzato un termine più verace (nonché adeguato al suo carattere sanguigno) per indicare l’elemento che ancora manca alle due punte per fare il salto di qualità richiesto.
Ma il concetto rimane quello: li vuole più decisi, più disposti a prendersi dei rischi, persino più sfacciati. Per lui sono entrambi dei bravi atleti oltre che dei bravissimi ragazzi. Persino troppo bravi, e forse proprio per questo, troppo inclini a deprimersi a causa delle critiche ricevute. Ad ogni buon conto, lui preferisce i fatti alle parole.
E, quindi, anche in questa partita di Coppa Italia, ripresenta David al centro dell’attacco, affiancato dal genietto turco Yildiz, per l’occasione con i gradi di capitano. Il buon Luciano è convinto che il canadese possa farcela a sbloccarsi. E’ soltanto questione di adottare un cambio di atteggiamento. Basta esitazioni, ci vuole la faccia tosta.
Un autentico spauracchio
Adesso, sarà che l’Udinese è partita molto sulle sue, sarà che a centrocampo la Juventus, grazie all’inedita accoppiata Miretti – Koopmeiners, ha un giro palla nettamente più veloce ma davvero David sembra un altro giocatore. Vivo, ruspante, sempre sul pezzo. Si muove con rapidità ed intuito, offre sempre sponde interessanti ai compagni, crea con intelligenza gli spazi in avanti e, soprattutto, è sempre al posto giusto nel momento giusto. Non deve stupire se, in seguito ad un insidioso cross del sempre ottimo jolly McKennie, uno dei due terrorizzati difensori friulani finisce per infilare il pallone nella propria porta.
Entrambi finora erano stati martirizzati dalle iniziative del canadese, il loro unico pensiero era impedire che arrivasse per primo sulla palla. Anche questi sono gli effetti della terapia dell’allenatore toscano. Per impaurire gli avversari ci vuole la faccia tosta.
Questione di centimetri
La partita è di sicuro indirizzata sui binari giusti ma questo alla Juventus non basta. E nemmeno al suo ringalluzzito centravanti. Prima il tocco maldestro del terzino avversario gli ha negato la gioia della marcatura, adesso David ci riprova, tirando in porta ogni volta che gli capita la palla giusta. E da ogni posizione, anche da quelle che sembrano impossibili.
Come quando aggancia la sfera quasi sulla linea di fondo, a poca distanza dalla porta friulana. Ha un angolo di visuale strettissimo e, perdipiù, si trova il pallone sul sinistro che non è il suo piede preferito. Eppure ha fiducia e ci prova, anche se sembra non avere alcuna possibilità di riuscita.
Tuttavia gli viene fuori un tiro angolatissimo che fulmina il portiere avversario e si insacca nell’angolo opposto, quello più lontano.
Sarebbe un gol da cineteca se non saltasse fuori fuorigioco millimetrico che annulla tutto. Poco male, lui ha dimostrato padronanza tecnica e sicurezza di sé. Segue scambio di sguardi con il suo allenatore, sorrisi e ampi cenni del capo in segno di approvazione. Aveva ragione lei, Mister, ci vuole la faccia tosta.
Chiusura in scioltezza
I bianconeri la chiudono in scioltezza alla metà del secondo tempo, quando un rigore realizzato da Locatelli fissa il risultato sul definitivo 2 a 0 per la sua squadra. L’azione che aveva fruttato il penalty era partita da una ennesima iniziativa di un indiavolato David. Poco dopo il centravanti canadese lascia il posto a Luis Openda, l’altro “paziente” in cura dal Dottor Spalletti.
Anche lui ha qualcosa da dimostrare e la serata gli offre l’occasione giusta per farlo.
Si dimostra ben disponibile a fungere da punto di riferimento in attacco e mostra la solita propensione ad attaccare in modo efficace la profondità.
Alla fine di uno scambio in velocità con l’altro subentrato Joao Mario riesce anche ad infilare la rete, agganciando l’ottimo suggerimento del terzino portoghese. Purtroppo per lui, anche in questo caso un fuorigioco di pochi centimetri gli costa l’annullamento del gol. Ma il belga è comunque soddisfatto e il suo Mister pure. Anche con lui la terapia funziona, basta tirar fuori la giusta dose di grinta. Ci vuole la faccia tosta.
(Foto: Depositphotos)
