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Lazio, è guerra totale: lo schiaffo alla memoria e la “provocazione” dell’aquila

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Lazio Stadio Olimpico
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L’aria all’Olimpico è irrespirabile, tra la società Lazio e i tifosi è ormai scontro frontale, senza esclusione di colpi. La Curva Nord ha deciso: contro il Lecce sarà sciopero, settori deserti e silenzio assordante. Una presa di posizione durissima, figlia di una ferita che la società ha riaperto con incredibile freddezza.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale al 4 novembre, anniversario dell’omicidio di Vincenzo Paparelli. In quell’occasione, il club ha negato l’accesso al campo alla nipote per la commemorazione contro il Cagliari. Un diniego vissuto dalla piazza come un affronto imperdonabile, un insulto alla memoria storica del mondo biancoceleste.
La risposta della dirigenza alla protesta? Benzina sul fuoco. Proprio nel giorno della diserzione annunciata, la società ha programmato il debutto della nuova aquila, a undici mesi dal caos del precedente falconiere.
Una scelta di tempismo scellerata che il tifo organizzato legge come l’ennesima provocazione: non un ramoscello d’ulivo, ma uno schiaffo in pieno volto a chi chiedeva soltanto rispetto. Il distacco tra vertici della Lazio e tifosi non è mai stato così netto.

(Foto: Depositphotos)

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