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Lazio, il sogno Insigne si scontra con i conti: priorità ai terzini e nodo Guendouzi
Le indiscrezioni su un possibile approdo alla Lazio di Lorenzo Insigne a parametro zero hanno acceso la fantasia dei tifosi, ma la realtà a Formello impone calcoli freddi. Al netto delle suggestioni, il mercato della Lazio di gennaio dovrà rispettare rigidi vincoli: non solo dovrà essere a saldo zero, ma secondo le stime servirebbero 30 milioni di plusvalenze per garantire operatività in vista dell’estate.
In questo scenario, l’attacco è l’ultimo dei problemi. Con Zaccagni, Isaksen, Noslin e Cancellieri, il reparto esterni è al completo. Le vere urgenze sono altrove: la batteria dei terzini non offre garanzie e il centrocampo è in emergenza totale. Tra lungodegenti (Rovella) e partenze per la Coppa d’Africa (Dele-Bashiru e Belahyane), la coperta è cortissima, costringendo agli straordinari la coppia Basic-Cataldi.
Proprio la necessità di fare cassa accende una spia preoccupante su Mattéo Guendouzi.
La sua posizione in vista di gennaio appare traballante: il francese potrebbe diventare, suo malgrado, la pedina sacrificabile per far quadrare il bilancio, trasformando il mercato di riparazione in un rischioso rebus tecnico.
La questione tifosi
L’aria all’Olimpico è irrespirabile, tra la società Lazio e i tifosi è ormai scontro frontale, senza esclusione di colpi. La Curva Nord ha deciso: contro il Lecce sarà sciopero, settori deserti e silenzio assordante. Una presa di posizione durissima, figlia di una ferita che la società ha riaperto con incredibile freddezza.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale al 4 novembre, anniversario dell’omicidio di Vincenzo Paparelli. In quell’occasione, il club ha negato l’accesso al campo alla nipote per la commemorazione contro il Cagliari. Un diniego vissuto dalla piazza come un affronto imperdonabile, un insulto alla memoria storica del mondo biancoceleste.
La risposta della dirigenza alla protesta? Benzina sul fuoco. Proprio nel giorno della diserzione annunciata, la società ha programmato il debutto della nuova aquila, a undici mesi dal caos del precedente falconiere.
Una scelta di tempismo scellerata che il tifo organizzato legge come l’ennesima provocazione: non un ramoscello d’ulivo, ma uno schiaffo in pieno volto a chi chiedeva soltanto rispetto. Il distacco tra vertici della Lazio e tifosi non è mai stato così netto.
(Foto: Depositphotos)
