Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – Le capacità dei giocatori
La Juventus ritrova finalmente la vittoria battendo l’Udinese per 3 a 1 nell’incontro casalingo del turno infrasettimanale del campionato.
Tre punti in più in classifica e una boccata di ossigeno puro per un gruppo al quale, nelle ultime settimane, è successo davvero di tutto.
Il defenestramento del tecnico Igor Tudor è stato motivato dalla dirigenza bianconera come l’unica soluzione possibile allo scarso rendimento della squadra. In altre parole, l’allenatore croato è stato bollato come inadeguato al ruolo, incapace di tirare fuori il meglio dalla rosa messagli a disposizione e accompagnato alla porta d’uscita della Continassa senza tanti complimenti.
Se davvero è lui l’unico responsabile della situazione attuale, adesso sta soltanto ai calciatori bianconeri ribaltarla. A prescindere da chi sia il prossimo a sedere in panchina, da qui a fine campionato conteranno solo le capacità dei giocatori.
Disciplina e buon senso
Al posto del gigante croato, e solo per questa sera e questa partita, c’è Massimo Brambilla. L’allenatore della Juventus Next Gen è un dipendente della società, quindi sempre a disposizione per evenienze del genere. Sa di dover gestire il gruppo solo per poco e che il suo compito principale è quello di infondere un minimo di serenità ai ragazzi.
Disciplina e buon senso, si affronti questa gara con responsabilità ed impegno e da domani si volta pagina, con una nuova guida tecnica.
Per aver ragione dei friulani si affida al consueto modulo 3-5-2, rispolverando Kostic per la fascia sinistra (con Cambiaso dirottato sulla corsia opposta), blindando l’area di rigore con il terzetto Kalulu – Gatti – Kelly, affiancando il tuttofare McKennie a capitan Locatelli in mediana e dando carta bianca al trequartista Yildiz alle spalle dell’inedita coppia d’attacco Vlahovic – Openda. Nessun stravolgimento tattico, nessuna variante inedita. Si punta tutto sulle capacità dei giocatori.
Supremazia iniziale
Per buona parte del primo tempo pare che ci sia un nuovo spirito che anima i padroni di casa. La manovra di gioco scorre meno lentamente, il pallone arriva con frequenza nella trequarti avversaria, i movimenti degli attaccanti sono quelli giusti per aprire gli spazi e puntare a rete.
Dusan Vlahovic è caricato a mille: si lancia in profondità, detta il passaggio e insidia i centrali avversari. Il belga Openda smania dalla voglia di mettersi in mostra ed è la sua degna spalla.
Una combinazione tra di due costringe un difensore friulano ad abbattere in area il centravanti serbo. Penalty inevitabile, trasformato dallo stesso Vlahovic e Juventus in vantaggio.
Una supremazia legittimata da altre svariate conclusioni a rete, che costringono il portiere ospite agli straordinari per limitare il passivo.
Un predominio interrotto sporadicamente da alcune puntate dell’Udinese che non producono alcunché, almeno sino al recupero della prima frazione di gioco, quando il pluri-redivivo Nicolò Zaniolo, a caccia dell’ennesimo rilancio di carriera, piazza una palla vagante nell’angolino giusto, dopo una confusa mischia in area bianconera, e trova il pareggio. Anche per i rivali valgono le capacità dei giocatori.
Le responsabilità del nucleo storico
Nella ripresa quello che fa la differenza è l’ultimo insegnamento dato ai suoi da mister Tudor. L’allenatore croato si era congedato dallo spogliatoio dopo un acceso confronto con i senatori del gruppo, accusandoli di non saper essere un punto di riferimento per i compagni più giovani ed inesperti.
Il richiamo era rivolto, oltre al capitano Locatelli, anche a Federico Gatti ed Andrea Cambiaso. Tre veterani, tre calciatori nel giro della Nazionale, ma, soprattutto, tre veterani che avevano ed hanno il preciso compito di prendere in mano la situazione nei momenti difficili e incitare gli altri alla riscossa.
Cosa che, fino a quel momento, non avevano fatto, sottraendosi alle tradizionali responsabilità del nucleo storico della squadra. Probabile che le parole del loro ex trainer siano risuonate nella loro mente, quando il terzino si è prodotto in un bel cross teso dalla destra e il poderoso centrale ha incornato con vigore la palla, infilandola perentoriamente sul primo palo.
Juventus nuovamente avanti, tra l’esultanza di Cambiaso e il ruggito belluino di Gatti. Per risalire la china c’è bisogno delle capacità dei giocatori.
Futuro capitano
E, in tema di qualità individuali, in questa squadra nessuno può vantarne più di Kenan Yildiz. Il talentino turco, attuale e legittimo proprietario della maglia numero 10, è da tempo al centro del progetto bianconero, nonostante la giovanissima età.
Tutti fanno affidamento su di lui per riportare la Juventus ai fasti del passato, l’unica cosa che gli ha impedito, finora, di prendere per mano la squadra è la continuità di rendimento ad alti livelli.
E’ già il leader tecnico del gruppo, gli manca solo il carisma per diventarlo anche dal punto di vista emotivo. Lui non si sottrae al suo destino di futuro capitano e, consapevole della sue doti superiori, lotta su ogni pallone che gli arriva per tramutarlo in una occasione da rete. Alla fine dell’incontro i suoi sforzi vengono premiati con un penalty che lui stesso trasforma per fissare il risultato definitivo del match sul 3 a 1 in favore della sua squadra. E dimostrare una volta di più che contano le capacità dei giocatori.
(Foto: Depositphotos)
