ANGOLO NAPOLI – Metà dell’opera

Angolo del tifoso Focus On Htest Napoli
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Finisce a Salerno, in un piovoso pomeriggio di un sabato qualsiasi di gennaio, il girone d’andata del campionato 2022/2023 del Napoli di Luciano Spalletti.

Diciannove partite in cui gli azzurri hanno lasciato agli avversari solo sette punti in tutto, collezionandone addirittura cinquanta, più di quanti mai erano stati raccolti a metà stagione, con quarantasei reti segnate e quattordici subite.

Sono alla fine due i gol in trasferta contro la squadra granata nell’ultima apparizione d’andata, gara ricca d’insidie alla vigilia, sia perchè successiva alla grande prestazione contro la Juventus, ma anche perché da giocare contro una squadra di solito particolarmente motivata contro gli azzurri, in condizioni meteo quasi estreme.

Non è mai facile – in generale – affrontare una squadra che si difende con ordine e che concentra in 35 metri la presenza di undici giocatori (portiere compreso), tutti rigorosamente sempre dietro la linea della palla.

L’inerzia di partite così, di solito, viene interrotta dal capolavoro di un singolo, da un errore tecnico o da un episodio del tutto casuale. Tutte le regole, però, si sa, conoscono rituali eccezioni. E’ infatti una paziente manovra collettiva, condotta magistralmente da Anguissa e conclusa in maniera pregevole dal capitano azzurro, a portare in vantaggio il Napoli proprio alla fine del recupero concesso a chiusura del primo tempo.

E’ seguito, poi, ad inizio ripresa il raddoppio di Osimhen, che – aggiunto ad un pressing asfissiante nella metà campo granata e ad una costruzione continua in ogni angolo di campo – hanno garantito un pomeriggio sereno alla squadra nettamente prima in classifica, ma anche l’ennesima occasione a Guillermo Ochoa di mettere in vetrina la propria abilità all’interno dei pali.

Avversari mai in partita e quasi mai pericolosi, per meriti della corazzata azzurra più che per demeriti propri.

Come capitato a tanti altri avversari nella prima parte di stagione, la Salernitana ha pensato soprattutto a non prenderne, presentandosi davvero di rado dalle parti di Meret, superbo su una sbavatura difensiva che aveva regalato una invitante palla gol a Piatek.

A parte i complimenti ai tifosi di casa, che hanno urlato incessantemente sotto la pioggia, plauso ad un ritrovato Frank Anguissa ed alla serenità complessiva di un gruppo che ha mostrato autorevolezza, determinazione, organizzazione e carattere.

Domenica prossima inizia la seconda parte della storia, da affrontare come se si ripartisse da zero, dimenticando – se possibile – lo straordinario cammino fatto fino ad oggi. Chi ha visto, commentato ed apprezzato quanto è accaduto da agosto sino ad oggi, non potrà certo dimenticarlo nel cuore e nei ricordi. Importante, però, da adesso in poi sarà non sentirsi appagati nella testa e continuare a premere l’acceleratore sulle gambe, mantenendo qualità di pensiero e prezioso strapotere tecnico-tattico.

Il Napoli è a metà dell’opera e nel calcio – si sa – non si può mai stare tranquilli.

Come è bello, però, aver vissuto diciannove partite come queste, come è bello vedere Osimhen dominare in lungo e in largo sul rettangolo verde, come è bello ammirare Mario Rui pressare sulla linea di fondo altrui, come è bello osservare Lobotka ed Anguissa costruire occasione e come è bello, in definitiva, veder sorridere Meret, estremo difensore di dieci condottieri azzurri uniti come non mai nell’inseguimento del sogno.

 

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