Angolo del tifoso
ANGOLO NAPOLI – Napule è… un pareggio psicologico
Esistono – nel calcio – pareggi che esaltano e sembrano vittorie, pareggi che deludono e somigliano a sconfitte, pareggi che sacramentano un’equivalenza tra le contendenti e che si definiscono – per questo – “giusti”.
Esistono, poi, pareggi come il 2-2 tra Sassuolo e Napoli, difficilmente categorizzabili o incasellabili, definibili – probabilmente – solo con un aggettivo, vale a dire “psicologico”.
Facile è raccontare il calcio un minuto dopo il novantesimo, complicato – invece – provare, nel corso del match, ad interpretarne le varie fasi.
Primo tempo di buona intensità per entrambe le squadre, con i padroni di casa che hanno confermato le recenti buone prestazioni e posto le premesse per la rabbiosa reazione finale.
Equilibrio complessivo rotto da cinque minuti straordinari di Dries Mertens, capace di danzare sotto la pioggia così come era accaduto domenica con la Lazio.
Per settanta minuti la squadra di Luciano Spalletti si è divertita giocando ed ha giocato divertendosi, come è accaduto tante volte in stagione, nonostante la crescente tempesta causata dagli infortuni di Insigne, Fabian Ruiz e poi addirittura Koulibaly.
“In psicologia” – amava dire Carl Gustav Jung – “si possiede solo ciò di cui si è fatto esperienza nella realtà”. Sarebbe bastato ricordarlo ai ragazzi vestiti di rosso negli ultimi venti minuti, quando una giocata prodigiosa di un bravo attaccante ha ridato speranza ad un collettivo che pian piano andava spegnendosi.
E’ successo tante volte in passato al Napoli di disunirsi da un certo punto in poi, non dovrebbe accadere in una stagione dove – sino ad oggi – gli errori sono stati quasi nulli.
Poco da rimproverare, in ogni caso, alla squadra che, nonostante tutto, comanda ancora la classifica. E ciò a prescindere dal fallo abbastanza netto chiamato poi contro sull’azione del pareggio, costata l’espulsione per l’allenatore azzurro, e da una direzione di gara apparsa in più momenti non all’altezza.
Preoccupano, piuttosto, le notizie che arriveranno dall’infermeria, perché la rosa quest’anno è certamente allargata, ma non può comunque far contemporaneamente a meno di cinque titolari del calibro di Osimhen, Anguissa, Insigne, Koulibaly e Fabian Ruiz.
Soprattutto se i prossimi avversari si chiamano Atalanta, Leicester e poi Empoli in casa prima del Milan in trasferta e le quattro partite si giocano una dietro l’altra.
Sassuolo – Napoli va in archivio con un punto che è difficile definire e qualificare, ma che serve – comunque – per restare ancora in vetta in una classifica che, però, non fa che accorciarsi sempre più.
In un anno dove non c’è tempo neppure per fermarsi un attimo a riflettere, il turno infrasettimanale lascia agli azzurri due azioni obbligatorie: non dimenticare gli ultimi rabbiosi minuti finali dei padroni di casa (che hanno dominato avversari che son sembrati tirare troppo presto i remi in barca) e pregare affinché i risentimenti muscolari dei titolari usciti anzitempo dal rettangolo di gioco siano trascurabili e facilmente superabili.
Si ripartirà da qui, in un tour de force fino all’Epifania che dirà a tutti, loro compresi, dove può davvero arrivare una squadra che – anche a Reggio Emilia – per più di un’ora ha disegnato calcio col sorriso sulle labbra.
Più degli uomini e delle gambe, conterà la loro testa, quella che – con improvviso black out – ha consentito il recupero del Sassuolo dopo la gran giocata al volo di Scamacca.
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