TUTTI IN REPARTO – Prognosi complicata

Focus On Tutti in reparto
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Tempo di lettura: 3 minuti

Domenica pomeriggio, durante Inter – Napoli, Victor Osimhen è rimasto coinvolto in un violento scontro di gioco.

I protagonisti, lui e Milan Skriniar, rimangono in terra.

E se dopo un po’ l’interista riesce a rialzarsi, il 9 azzurro sembra aver necessità della barella.

Iniziano i primi replay: dalle immagini si vede una fortissima testata tra i due.

Il nigeriano impatta infatti con il suo zigomo sinistro sulla nuca dello slovacco.

Pian piano il calciatore si rialza, e le videocamere mostrano, impietosamente, una scena per cuori forti.

Il lato sinistro del suo viso, dall’occhio in giù, è una maschera di tumefazione.

Subito gli accertamenti

La situazione è immediatamente parsa grave.

Una tumefazione che in così breve tempo si estende a tal punto non fa presagire nulla di buono.

Trasportato all’Ospedale Niguarda di Milano, viene sottoposto agli esami strumentali, che evidenziano fratture multiple scomposte dell’orbita e dello zigomo sinistro.

Per la precisione, si tratta di fratture pluriframmentarie e scomposte dell’osso malare, dell’arco e del pomello zigomatico, del pavimento e della parete laterale dell’orbita, e della diastasi della sutura fronto-zigomatica.

Sebbene non implichi infortuni agli arti, una diagnosi del genere non è per nulla positiva.

Per lui non c’è scelta: l’unica opzione possibile è l’intervento chirurgico.

Si torna a Napoli

Molta apprensione si crea attorno a Victor: la singolarità dell’accaduto, unita all’importanza del calciatore, porta i tifosi a cedere alla confusione.

Sarà grave? Quanto tempo starà fuori?

In un primo momento, le notizie che trapelano sembrano confortanti: è lo stesso mister Spalletti a infondere speranza agli appassionati, ipotizzando di poter riavere il giocatore in campo già prima di Natale.

Ma una volta uscito dalla sala operatoria, il chirurgo gela tutti.

Il dottor Tartaro infatti dipinge uno scenario terribile: 90 giorni e “si naviga a vista”.

Tale prognosi è dovuta alla complessità dell’intervento, che ha richiesto l’applicazione di ben 6 placche e 18 viti per ricomporre tutte le fratture.

Adesso, il calciatore rimane in osservazione per il primo post-operatorio e verrà dimesso nei prossimi giorni.

Traumatologia maxillo-facciale

Cercheremo ora di addentrarci nei meandri di ciò che è accaduto, e di proporre la nostra valutazione.

Traumi di tale gravità al massiccio facciale non sono frequenti nel calcio.

Ciò che è accaduto a Osimhen ha infatti richiesto una forza d’urto davvero fuori dal comune unita ad una particolare dinamica dell’impatto.

Da un punto di vista atletico, il ragazzo potrà allenarsi e mantenere la forma generale già pochi giorni dopo la sua dimissione.

Inoltre, anche se per semplice sicurezza, il coinvolgimento dell’orbita potrebbe dover essere valutato anche a livello oculistico.

Ma per il suo pieno recupero, le problematiche più importanti sono legate all’assorbimento dei mezzi di sintesi: le placche e le viti dovranno infatti “saldarsi” ai frammenti ossei fino a diventare tutt’uno con essi.

Fino ad allora, ogni urto, anche di media entità, potrebbe provocare un nuovo distacco dei frammenti.

E di certo un rischio di questo tipo male si accompagna alla professione di calciatore.

Si potrebbe quindi ipotizzare l’utilizzo di una mascherina protettiva, anche se è presto per approfondire tale eventualità.

Infine, andrà valutato anche l’impatto estetico di tale intervento: ma questo poco ha a che fare con il calcio giocato.

Quando torna?

Questa è la classica “domanda da un milione di dollari”.

E ci perdonerete se, in questa occasione, ci risulta difficile fornirvi delle previsioni accurate.

D’altronde, non abbiamo accesso alle TAC pre e post-operatorie, nè possiamo fingere di averlo avuto.

Abbiamo però l’impressione (e non la semplice speranza) che il recupero possa essere più breve di quanto ipotizzato.

Data infatti la giovane età del giocatore e in assenza di complicanze, stimiamo che potrà tornare in campo entro la fine di gennaio 2021.

Ci riserviamo ovviamente di integrare la nostra valutazione man mano che emergeranno nuovi dettagli.

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