ROSSETTO E CAMPIONATO – Poco morbidi

Focus On Rossetto e campionato Social
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Tempo di lettura: 4 minuti

Vi vedo, tutti con il vostro spritz in mano, a piluccare patatine e arachidi salate dalla ciotola. Si percepiscono l’attenzione, la cura e l’affetto che nutrite per i vassoi colmi di pizzette sfoglia all’aperitivo, per la gelateria all’angolo della strada che propone quel gusto al caramello salato di cui non potete proprio fare a meno. Per gli uramaki con i gamberi in tempura che ormai fanno parte della vostra dieta quotidiana, e sono pure instagrammabili. Lungi da chi scrive biasimarvi, assolutamente una di voi.

Siamo umani, per la maggior parte. Tralasciando gli irriducibili dell’alimentazione fit a cui va tutta la mia stima, ognuno di noi allo scoccare del primo giorno di ferie si sente seppur non totalmente, almeno parzialmente autorizzato a godere di una delle pù grandi gioie che questa vita sa donarci, il cibo. Cultura per eccellenza, il non plus ultra dei mezzi della socialità. “Andiamo a mangiare una pizza” non è una frase fatta: riuscire ad ascoltare qualcuno davanti ad un’esperienza mistica in piatto non è cosa affatto scontata.

Insomma, noi il temutissimo sgarro possiamo concedercelo. Torneremo con la coda tra le gambe in palestra a settembre per espiare i nostri peccati, dopo infinite leg press fatte sotto le gambe di un tavolo, decideremo di intraprendere quell’unica seduta del nuovo corso di funzionale, per poi renderci conto che Natale è troppo vicino. Cinque mesi sarebbero pur sufficienti, ma se la nostra deadline è l’inizio del campionato le cose cominciano a farsi un po’ dure.

Il problema social dell’ultima settimana sembra proprio essere parte di questo filone: difficile non aver visto in giro le immagini di un Neymar che si gode le sue vacanze con addome rilassato d’ordinanza. Qualcuno l’ha addirittura ingenerosamente paragonato ad Adriano l’Imperatore, ex stella dell’Inter, notoriamente rilassatosi dopo gli anni da atleta.

Il giocatore brasiliano non sarà né il primo né l’ultimo dei calciatori a prender peso prima dell’inizio della stagione: guardando in casa nostra, l’esempio più lampante attualmente è quello di Lobotka, non esattamente “tirato”, almeno per il momento, alla corte di Spalletti. Guardando indietro, chi non penserebbe a Ronaldo il Fenomeno, allo stesso Maradona. Alle battute che anno dopo anno si è tirato addosso Gonzalo Higuain, lasciandogli ancora appiccicati nomignoli veramente poco condiscendenti legati alla facilità con cui il bomber argentino accumulava chili da smaltire poi sotto il sole della Continassa.

La differenza non poco consistente è che questi ragazzi fanno del loro fisico e della loro prestanza il mezzo attraverso il quale rendono meglio in allenamento, e si conquistano un posto nel cuore degli allenatori e nella formazione titolare.

La similitudine, fin troppo consistente, è che invece non si può prescindere dal fatto che pur restando dei professionisti, c’è dell’essere umano di cui tener conto. Tenendo fuori le dovute eccezioni, vedi Cristiano Ronaldo che probabilmente non avrà mai conosciuto il sapore di una sfogliatella (contento lui…), che si possa vivere 365 giorni l’anno senza lasciarsi andare sarà probabilmente una chimera.

Che possano esistere invece degli alti e bassi anche nella vita di coloro che è vero, vengono pagati fior di milioni pur di tenere visibili gli addominali anche fuori stagione, è pure assolutamente innegabile. Di Cristiano Ronaldo non ne è pieno il mondo, statene pur certi. Siamo molti di più i Neymar, facilmente adescabili da parte di pastefrolle in vetrina.

Non fa paura la forza di volontà, non la fanno la costanza e la capacità di tener fede ai propri obiettivi. Fa paura la demonizzazione, la seppur minima possibilità che concedersi delle libertà gastronomiche nell’ambito di uno stile di vita sano possa far sì che ci si abbandoni a gogne gratuite e addirittura farsi assegnare delle patologie dai laureati all’università della strada.

Neymar saprà certamente cosa fare col suo corpo, ma altri potrebbero non saperlo così bene. Ecco, se magari cercassimo di lasciare che ognuno possa sentirsi bene nella sua pelle in santa pace, forse potrebbe essere un ottimo passo avanti per questa estate.

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