Carrà SOCIALVLAD

#SOCIALVLAD – Forte forte forte

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Noi Italiani di convinzioni granitiche ne abbiamo poche, persi talvolta in discussioni che non vorremmo fare, parole che non vorremmo sentire, divisioni che non vorremmo vivere.

Poi però c’era lei, molto più di una certezza. Raffaella Carrà è entrata nelle case di ognuno di noi, e nessuno di noi ha mai pensato che potesse prima o poi uscirne.

È entrata nel linguaggio comune, la Carrambata che prende piede ogni qualvolta ci si aspetti una grossa sorpresa o un incontro non programmato, la risata a testa all’indietro, quella che chissà quante volte abbiamo imitato nel cantare uno dei suoi pezzi storici. La musica che ha accompagnato tutte le generazioni, nessuna esclusa: perché non c’è novantenne o dodicenne che non sappia intonare gli auguri a chi tanti amanti ha. Non c’è donna che non abbia provato l’acconciatura alla Carrà, pur sapendo che nessun caschetto sarebbe stato abbastanza platinato da raggiungere il suo.

Come sapeva portarle lei certe cose, nessuno. I capelli, le paillettes, una vita vera, vissuta, in prima serata. La passione di una donna che ha valicato i confini nazionali, perché Raffaella Carrà era tale anche in Spagna. Dagli anni settanta in poi abbiamo condiviso con una parte d’Europa l’enorme affetto per lei, che fosse ciao o hola, Raffaella non si è mai divisa, si è moltiplicata.

Condividere il palco con Sordi, Benigni, con i mostri sacri della nostra cultura popolare che va ben oltre le frontiere. E del calcio: Raffaella riportò sul palcoscenico italiano Diego Armando Maradona a cui lo legava una lunga e solida amicizia. Venti minuti di show nel 1998, una sorpresa assoluta con gli ex compagni di squadra con cui Diego cucì lo scudetto sul petto del popolo partenopeo.

Raffaella confidò al mondo che quell’amicizia passò anche per qualche grana giudiziaria, con il giovane Diego che voleva a tutti i costi assistere allo show della dea italiana a Buenos Aires, forzando la barriera delle forze dell’ordine. Ma questo legame andava oltre, anche oltre i colori. Raffaella si sa, era una fiera tifosa bianconera. Aveva raccontato in uno dei suoi ultimi programmi televisivi la storia del difensore bianconero Leonardo Bonucci, vestita di tutto punto con i colori sociali, aveva esultato sui social all’ennesimo scudetto dei magici nove anni marchiati Juventus.

 

La Juventus ha affettuosamente salutato Raffaella come si farebbe con una di noi, perché del resto lei era proprio questo. Ha attraversato le televisioni dal tubo catodico allo schermo piatto da un numero improponibile di pollici, ha sfidato epoche, costumi radicati, ha guidato l’evoluzione di mentalità che per fortuna abbiamo dimenticato, ha vissuto con noi e per noi la storia, che non è altro che la nostra storia.

Non ci sarà più la sua tv, ma ci sarà sempre lei, in ogni risata fragorosa che ascolteremo, ogni volta che andremo dal parrucchiere a chiedere un caschetto, ogni volta che penseremo a come è bello far l’amore. Perché in fin dei conti, sempre di amore si parla.

Ciao Raffaella.

(Foto: Twitter Raffaella Carrà)

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