ZONA CESARINI – LS37

Focus On Roma Zona Cesarini
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GENTE DE FOLIGNO

Leonardo Spinazzola nasce nel piccolo comune umbro il  25 marzo del 1993 e nella Virtus Foligno comincia il suo cammino, lungo, verso Euro 2020.

Notato dal Siena nel 2007 in soli tre anni viene accolto nelle giovanili della Juventus. Miglior giocatore al Torneo di Viareggio nel 2012, Leo assaggia in vari prestiti la serie B: Empoli, Lanciano, di nuovo Siena, Perugia e Vicenza.

Tra il 2016 e il 2018 l’exploit a Bergamo dove si esalta con Gasperini collezionando presenze e gol, ma nella primavera 2018, comincia il suo calvario con gli infortuni: legamento crociato anteriore.

L’Atalanta in queste condizioni non lo riscatta e torna alla Juventus dove, pur giocando poco, ottiene Supercoppa e Scudetto.

ROMA

Nell’estate 2019 Petrachi porta a Roma il ragazzo, tralasciando la farseca operazione finanziaria da fuoco e fiamme (soprattutto gialle) di pagare un giocatore con poche presenze 29 milioni, a fronte di uno scambio per l’imberbe Luca Pellegrini a 21, finito poi nell’oblio.

Il ragazzo ha una prima parte di stagione tra alti e bassi, molto contratto e poco abile nella fase difensiva. Solo grinta e determinazione si evidenziano. Tanto che già il gennaio successivo si ritenta di coinvolgerlo in altro arzigogolo di mercato, stavolta con l’Inter, che avrebbe dovuto riportare all’ovile, per ipotetici 30 milioni, l’allora sacrificato per pochi bruscolini Politano.

Leo non passa le visite mediche e l’affare salta… come qualcosa “salta” nella testa di Spinazzola.

LS37

Il ragazzo non ci sta e la sua strada cambia quel giorno. Già la domenica successiva fa un partitone col Genoa, trovando anche il gol e fa un finale di stagione incredibile fino a poche settimane prima.

Nel biennio Fonseca, tragico per la squadra, lui è uno dei pochi a beneficiare di dettami e insegnamenti del portoghese. Uno dei pochi ad eccellere in una stagione disastrosa che, forse anche a causa di alcuni problemi muscolari del nostro nel girone di ritorno, crolla nel finale.

Velocità di piede e di pensiero ne fanno un esterno alto fantastico. Capacità di visione di gioco e di adattamento, bravura nel ripiego con grossi miglioramenti nelle diagonali ne fanno quello che oggi è il terzino titolare della Nazionale di Mancini. Rimangono lacune nella marcatura e purtroppo nella finalizzazione del tiro altrimenti (sigh) temo non giocherebbe ancora nella Roma e sarebbe davvero un CR7 umbro. Peccato anche i cronici problemi muscolari.

EURO 2020

Due partite su tre votato Miglior Giocatore del match (col Galles ha riposato) è, al momento, il miglior giocatore della Nazionale per distacco. Una Nazionale per giunta che sta esprimendo un grande calcio, grande carattere e spirito di gruppo. Attualmente ai quarti contro il Belgio, gli azzurri cominciano a creare problemi ai bookmakers per la pur difficile vittoria finale.

Tra progressioni, dribbling e assist (l’ultimo per lo splendido gol di Chiesa contro l’Austria) primeggia su compagni che stanno facendo grandi cose in campo.

Tra i primi critici di questo ragazzo, come ho già avuto modo di dire, mi levo il cappello di fronte a questo sportivo che, col lavoro, l’abnegazione e (non ultimo) un sorriso sempre stampato in faccia, ha scalato le gerarchie del calcio, ha sofferto, è caduto e si è rialzato, prendendosi una meritata rivalsa, al di là di ciò che farà l’Italia. Se non è questa una storia di sport non so che altro.

 

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