ANGOLO DEL TIFOSO ROMA – Il lupo si mangia i … gol e la zebra è salva

Focus On Roma SERIE A
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NEGATIVI IN BIANCO E NERO

Dino Viola, in piedi, ad ammirare uno stadio pieno di sciarpe giallorosse. Sebino Nela a far da muro a 3 bianconeri. La rovesciata di Pruzzo. La bomba di Totti sotto l’incrocio. Il 4 sventolato a Tudor… Tante le immagini di Roma-Juventus, molte anche negative, naturalmente, ma questa non sarà mai una partita normale e la tensione che porta nel tifoso romanista è pari, forse, a quella del Derby.

Si arriva alla partita con mille incognite, la Juve solo con quella di Pirlo il cui sicuro futuro radioso deve ancora scriversi. La Roma con i suoi passaggi di proprietà, un mercato difficoltoso (ma nessuno ride mi pare), un allenatore in bilico ancor prima di cominciare e, last but don’t least, la figura di pupù rimediata a Verona, con il 3 a 0 a tavolino per il mal inserimento di Diawara nelle liste. Inoltre il match si porta dietro le tensioni di mercato della scorsa settimana, con Dzeko già di fatto a Torino (per Milik) e invece anche quest’anno rimasto nella capitale.

Pronti via è la Roma ad aggredire con gli esterni, vivaci a proporsi e a riguadagnare subito la posizione in copertura. Il centrocampo muscolare bianconero fa gli straordinari e respinge gli assalti. Spinazzola ripete l’ottima prova di Verona con numeri importanti a sinistra. Al 12′ Mhkytarian prende palla dai 25 metri, si beve Bonucci e solo davanti a Szceszney onora la memoria di Schick, tirando sul polacco. I bianconeri provano a ripartire ma la difesa è attenta ed è sempre il folignate a creare pericoli a sinistra.

VERETOUTTO DA SOLO

Dzeko, lanciato a rete, viene atterrato da Chiellini da ultimo uomo, ma la trattenuta partiva dal bosniaco, il quale non ci sta e protesta a lungo. Un minuto dopo, in azione prolungata, il tiro di Veretout è respinto platealmente col braccio da Rabiot: rigore netto che lo stesso francese realizza all’angoletto, seppur il portierone polacco avesse intercettato. 1 a 0 e la Juve si sveglia alzando il baricentro e sollecitando la difesa romanista più volte, una delle quali stava per vedere un autogol di Mancini uscito di pochissimo.

Minuto 44, Ronaldo di Montecristo sfugge finalmente ai suoi aguzzini entra in area e mette al centro, intercetta Pellegrini anche lui col braccio: rigore altrettanto netto con cui il portoghese spiazza Mirante.

Sembra finito il tempo ma la Roma fa partire il contropiede, lancio delizioso di Dzeko per l’armeno che serve di esterno Veretout, entra in area e beffa Szcesney. 2 a 1 e la Roma c’è.

Ripresa di stampo giallorosso, prima Pedro dalla distanza e poi Dzeko di testa impensieriscono la Juve. Al 57imo grande progressione di Spinazzola che serve Dzeko, il bosniaco si libera di Cuadrado e dal dischetto del rigore centra l’esterno del palo. Sul capovolgimento Morata viene anticipato da Ibanez, il pallone a palombella arriva a Ronaldo che al volo non dà forza e Mirante si salva in tranquillità.

RAMBIOT

Se il francese si mette in testa una cosa è quella ed effettivamente, dopo l’ammonizione sul rigore, era certosina la ricerca di Telespalla Rabiot del secondo cartellino, con vari falli di varia entità. Ciò riesce al minuto 62, quando Di Bello non può che sanzionare l’intervento scomposto su Mhkytarian. Juve in 10 e Roma che spinge. Ancora Dzeko riceve stavolta da Santon e dalla stessa posizione di prima centra Szcesney. E da qui capiamo che Fonseca, bravo o non bravo, certamente non è fortunato: esce Santon, autore di un’ottima prova su Ronaldo, per Bruno Peres e, neanche un minuto dopo, Danilo crossa e il portoghese vola in cielo per il 2 a 2. Difficile pensare che con Santon potesse andare diversamente, ma ormai la flagellazione è già  avviata.

Baricentro di nuovo alzato a favore della Roma, ma poco di rilevante e solo tanta tensione quando invece la Juve, nel recupero, ha buttato molte palle in area. Finisce qui.

Con Mirante quasi spettatore, ottima prova della giovanissima difesa giallorossa, con Ibanez a dirigere con personalità, fisico e senso dell’anticipo, Kumbulla ottimo esordio e bene Mancini in aiuto di Santon sul lato di Ronaldo. Menzione speciale a Spinazzola, soprattutto nel primo tempo, e a Santon stesso che, dopo aver vissuto di rendita perchè dieci anni prima aveva fermato Ronaldo, ora ha altri dieci anni garantiti perchè il portoghese è stato molto limitato, nonostante la doppietta. Lavoro sporco di Pellegrini – peccato per l’ingenuità sul rigore – con Veretout mattatore di serata grazie a potenza e qualità, bene anche Diawara (sì, era in lista stavolta) nel finale.

Mhkytarian tanta quantità ma molto impreciso stasera, gol sbagliato (come a Verona), molte palle perse, ma suo l’assist per l’1 a 0. Pedro col pallone tra i piedi è una poesia, ma se con gli scaligeri aveva sorpreso per l’intesa con i compagni, oggi è stato fuori dal gioco per apparire solo a sprazzi.

Già mi immagino tutti a pensare “se li è magnati apposta, perchè voleva annà alla Juve”, “nun ce stava co la testa”. Dzeko ci metterà un pò a far metabolizzare la trattativa con la Juve, oggi si accendeva a intermittenza, non è stato lucido sulle poche palle arrivate in area, ma da trequartista ha giocato alla grande di sponda, ha fatto salire la squadra ed è suo il la al primo gol. Dzeko è il capitano della Roma, scelto dalla squadra e di diritto, unico fuoriclasse qui da 6 anni ma se, come dice qualcuno, “non la merita la fascia”, mi dicesse questo qualcuno anche chi la merita, chi ha lo spessore, il carattere e la storia in questo club per indossarla più di lui.

Ottima Roma, campioni d’Italia in grande difficoltà con la bomba Kulusevsky disinnescata (anche se temo sia veramente un crac). Se Pirlo e Ronaldo parlano di punto guadagnato, un pò di orgoglio è legittimo, anche se è triste pensare che con grande sforzo ti mangi 4 gol, mentre alla Juventus basta essere in campo, anche non al meglio, per portare via il minimo indispensabile. Ma il calcio è questo.

Dal punto di vista del gioco queste due partite mi hanno regalato più delle mie aspettative, seppur bassissime. Sono sicuro poi che nel prossimo week end, col mercato agli sgoccioli, arriveranno molte scosse inattese e improvvise e chissà che anche i giallorossi non si completino, ma ad oggi è comunque impensabile ragionare su qualcosa di più di un complicato piazzamento in Europa League. Vedremo se con Fonseca o meno, ma non credo che la croce la debba portare da solo, c’è poco da stare… Allegri.

Belli i Friedkin in tribuna.

P.S. È il 27 settembre.

Auguri Totti e buon Natale a tutti.

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