CORNER CAFE’ – Il borghese e il proletario

Focus On Rilievo
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Prendo una pausa dalla pausa estiva per raccontare una storia. Che i più di certo già conoscono, tanto s’è vista e sentita. Quella del borghese e del proletario, del riscatto sociale e dell’impatto con la realtà. L’homo novus che è riuscito a “sconfiggere” gli impedimenti della propria classe, le insidie della scalata sociale; è arrivato dove nessun altro ed è assurto al rango di coloro che prima guardava dal basso.

E’ un po’ la storia di Maurizio Sarri, Odissea calcistica dalla seconda categoria fino al club più titolato d’ Italia. L’impatto con la realtà lo ha prima cullato, dolcemente, macchinando in segreto quelle insidie che lo hanno poi reso nudo agli occhi della vita. Il proletario che si era eretto a borghese è crollato, alla fine. Lui ci ha provato davvero, ma in cuor suo sapeva benissimo che borghese, in fondo, non l’era. Sigarette, barba incolta e calli sulle mani, lui; la nobiltà mica lavora, gli altri. E non importa quanto si possa provare a stringere il panciotto: alla fine, la cravatta sarà sempre troppo stretta per un collo taurino allenato a colpi di scure.

Forse, dirò: è anche meglio così. Perché una rivoluzione nasce dalle ceneri dei fallimenti; perché l’assurge al Cielo comporta camminare sui corpi di chi non c’è riuscito. Un giorno arriverà un altro Sarri, preparato e conscio, a far sentire la propria voce in una riluttante Sala dei Marmi. Lo status quo non è fatto per durare. Forse qualcuno – e un po’ anch’io, ammetto – avrebbe preferito fosse stato il figlinese. Così non è stato, e un giorno un homo novus prenderà nuovamente le redini. E l’altro homo novus se la riderà tra sé e sé, spegnendo l’ennesima sigaretta.

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