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CORNER CAFE’ – Questione di stile
Se fossi io l’allenatore del Milan, sentir parlare ogni giorni del nuovo tecnico e vedermi costantemente scavalcato da una dirigenza che di me non sa che farsene, un po’ me ne risentirei. Ancora di più, se vogliamo, quando poi viene scritto che, per una “questione di stile”, tutto quello che si è detto nei mesi è solo una linea teorica. Questo stile, però, non s’è visto. Nemmeno in precedenza.
Le parole di Rangnick ed il rimbecco di Maldini non sono certo passate sottotraccia, all’epoca dei fatti. Ma la società non ha mai mosso un dito per andare in contro al proprio dirigente. L’incapacità nel prender posizione si è ripresentata all’atto del diverbio tra Gazidis e Ibrahimovic. In poche ore viene riportato ovunque, ma la società perdura nel proprio -non-agire. Chiariamo un punto: la gravità dell’avvenimento non sta nella discussione in sé; il vero problema è aver lasciato inflazionare la vicenda senza nemmeno curarsi di quello che sarebbe accaduto poi. Sentir parlare quotidianamente di un nuovo tecnico a cui verranno dati pieni poteri, che avrà a disposizione un budget di quelli importanti, che da alcuni viene addirittura definito “salvifico” per il Milan, è un altra grave mancanza della società. Mancanza, stavolta, di stile. Proprio quello che si voleva preservare. Fossi in Pioli, ora come ora, rassegnerei le dimissioni. Se non una scelta logica, quantomeno di orgoglio. Questione di stile, perché qualcuno dovrà pure averne.
