A(F)FONDO – Riparazione o rifondazione?

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Riparazione o rifondazione, questo è il dilemma

In casa Napoli l’umore è grigio tendente al nero. La stagione, che si annunciava come “quella buona”, ha preso una pessima china.
Napoli spezzato in tre tronconi: società da una parte, guida tecnica dall’altra, calciatori che si ammutinano.
Tronconi che sono quattro, se si considera la tifoseria organizzata tuttora in “sciopero”, in contrapposizione con la linea dura, probabilmente troppo, di società e Questura sul regolamento d’uso del San Paolo.
Cade la testa di Ancelotti, arriva Ringhio Gattuso.
Ma la fiducia della squadra è ai minimi storici, e la squadra centra, peraltro al fotofinish, un solo risultato utile su tre, continuando un trend terribilmente negativo, da far tremare i polsi.
In una situazione del genere, a calciomercato invernale in corso, la domanda è lecita: riparazione o rifondazione? Certamente entrambe.

La bussola smarrita

Il Napoli ci ha abituati, negli ultimi anni, a rendimenti di livello, sia sul campo che sul mercato.
Oggi, invece, ADL e Giuntoli sembra abbiano smarrito la bussola. Squadra e morale sono a pezzi e dalla società non arrivano segnali rassicuranti.
Dall’esterno appare chiarissimo che urgono interventi risolutivi, per chiudere la stagione salvando e riparando il salvabile nell’immediato, e ripartendo con un ciclo nuovo di zecca per il futuro.
Servono, nell’immediato, almeno un terzino sinistro di ruolo e due centrocampisti, uno di interdizione ed uno di costruzione.
E servono pronti all’uso.
Eppure, i primi segnali che arrivano sembrano a dir poco illogici.

Lobotka e Demme i primi, possibili, acquisti

E’ di queste ore la notizia di una probabile chiusura per Stanislav Lobotka, mediano slovacco in forza al Celta de Vigo, classe ’94, e Diego Demme, centrale tedesco del Lipsia, classe ’91.
Due acquisti apparentemente salvifici, ma la cui logica sembra poco chiara.
Se devi coprire ruoli scoperti, e devi farlo, occorre prendere giocatori pronti, che conoscono il campionato oltre ad essere abbordabili.
Un Soriano, per intenderci, avrebbe enorme senso.
Se poi vuoi anche iniziare un’opera di rifondazione, prendi prospetti oppure giocatori di sicuro rendimento, ma questo sempre che ci sia l’avallo della guida tecnica, ammesso che per la prossima stagione resti questa (e nutro forti dubbi).
Partendo da queste premesse, assodato che Demme e Lobotka non appaiono esattamente “pronti all’uso”, mi sono fatto aiutare dagli amici di Wallabies, di cui ho parlato in precedenza, per capire un pò meglio che giocatori fossero lo slovacco ed il tedesco.
Lobotka ha un indice di performance Wallabies (si tratta di un punteggio, da 0 a 100, che assomma una miriade di dati statistici sul singolo giocatore in termini di recuperi, duelli vinti, passaggi riusciti, ecc. ecc. in una stagione) del tutto mediocre.
Nelle ultime cinque stagioni è passato da un 56.8 iniziale ad un 33.7 dell’ultima, con un solo picco alcuni anni fa.
Demme parrebbe un pò meglio, con un indice che oscilla tra 64.7 e 61.3 nelle ultime quattro stagioni.

Qual è la strategia, se c’è?

Ebbene, a vedere i dati, si resta disorientati.
Riparazione o rifondazione? Nessuna delle due.
Non si tratta certamente di giovani promesse, tantomeno di ipotetici crack.
Avranno, inoltre, necessità fisiologica di un periodo di ambientamento, in un gruppo al momento fragilissimo.
Insomma, non si comprende bene, tenuto anche conto degli ipotetici costi, quale sia esattamente la strategia, se c’è una strategia.
Il tifoso che è in me soffre, l’amante delle statistiche e di questo sport è basito.
Dov’è improvvisamente finito il mio Napoli?

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