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Provedel e i suoi fratelli. Quando il portiere diventa bomber
Ieri sera è successo ancora. Il gesto dell’ultimo minuto, quando la disperazione si mischia all’ incoscienza. Uno sguardo con il mister in panchina e Ivan Provedel, portiere della Juve Stabia, sale in area avversaria. Il colpo di testa è perfetto, la palla finisce alle spalle del collega dell’Ascoli. Punteggio finale fissato sul 2a2 e gioia incontenibile per l’estremo difensore giallonero :
“Ero andato a saltare anche in precedenza, ho cercato di dare una mano: ho visto la palla in zona, ho provato a prenderla e credo di avercela fatta. Non ho capito più niente, segnare non è un sogno ma una chicca, un bel ricordo che mi porterò dietro: la cosa più importante è il punto che riusciamo a portare a casa, dopo una prestazione del genere perdere sarebbe stato un peccato. La dedica per il gol va ai miei compagni, alla mia ragazza, ai miei amici e a mia madre”
Ivan non è il primo e non sarà l’ultimo. Eroi per un giorno o protagonisti consolidati, andiamo a raccontare le lore gesta.
Portieri e goleador
Bisogna per prima cosa fare una distinzione importante. I portieri goleador si dividono in due sottocategorie. I bomber improvvisati e quelli seriali. Alla prima categoria appartiene ad esempio chi, spinto dalla disperazione di recuperare un risultato, cerca il gol dell’ultimo secondo su azione. In principio fu Michelangelo Rampulla: è il 23 febbraio 1992 a Bergamo quando Rampulla insacca di testa l’1-1 tra l’Atalanta e la sua Cremonese.
Poi venne la volta di Massimo Taibi. Il primo d’aprile del 2001 fu autore dell’1-1 nel finale di Reggina-Udinese. Reduce dalle esperienze con Milan e Manchester United, Taibi punì di testa il collega Turci per la gioia del Granillo.
Nel 2006 il primo collega italiano a lasciare il segno in Europa fu il portiere, campione del mondo del 2006, Marco Amelia. Il 2 novembre, a Belgrado, il Livorno perde 1-0 contro il Partizan in Coppa Uefa: ci pensa Amelia a realizzare di testa l’1-1 al minuto 87.
Come dimenticare poi Alberto Brignoli, il 28enne bergamasco, l’ultimo portiere a segno nella massima serie italiana: è il 3 dicembre 2017 quando, dopo 14 sconfitte in altrettante gare, Brignoli consegna il primo storico punto al Benevento ai danni del Milan. Suo di testa il definitivo 2-2 al 95’: Gattuso stregato, delirio al Vigorito.
Ci sono poi gli habituè del gol su calcio piazzato. In Italia il più prolifico fu Antonio Rigamonti che si prese il lusso di segnare tre volte su calcio di rigore ai tempi del Como allenato da Marchioro. Rigamonti punì i colleghi di Verona, Bologna e Milan nel 1976, lui che era il rigorista designato e andò a segno in altrettante occasioni in Serie B.
Bomber di razza con i guantoni
Il leader assoluto tra i portieri goleador (seriali) non può che essere l’ex bandiera del San Paolo, Rodigo Ceni. 1.237 gare disputate con il Tricolor e un bottino di 131 reti segnate in carriera. Il club ha ritirato la sua maglia numero 1, lui che è recordman per presenze e che curiosamente occupa la 10^ posizione tra i bomber all-time della società: rigori (69 centri) o punizioni (61) non faceva differenza, il piede destro di Rogério Ceni era quello di un fantasista.
https://youtu.be/WrkCqUB61p0
Poi troviamo José Luis Chilavert (67 gol). Unico portiere a realizzare 8 reti in Nazionale, exploit inedito come la tripletta in una partita riservata al Ferro Carril Oeste (28 novembre 1999) quando indossava la maglia del Vélez Sarsfield. Non servono presentazioni per l’ex bandiera del Paraguay, mancino incredibile dal dischetto e pure da calcio piazzato: Chilavert ci provò senza fortuna anche al Mondiale, ma era un pericolo annunciato.
Seguono nella classifica All-time Jorge Campos, il portiere messicano famoso per le sue divise multicolore negli anni 90 con 46 gol. Il numero dei gol segnati lo colloca al 3° posto, tuttavia Campos si disimpegnò sia tra i pali sia in attacco arrivando a collezionare 38 reti da punta. Un numero uno con licenza di offendere, vero rivoluzionario nel ruolo.
Ai piedi del podio incontriamo l’ex portiere bulgaro Dimitar Ivankov, (42 gol) classe 1975 giocatore sceso in campo dal suo Paese alla Turchia trovando sempre la rete. Merito dell’abilità da rigorista, qualità che gli ha permesso di segnare quasi in ogni stagione disputata con un picco di 4 centri nel Bursaspor 2009/10.
All’ultimo posto della top 5 troviamo un mito del calcio mondiale: Renè Higuita con 41 gol. l’ex portiere colombiano è ricordato soprattutto per il “colpo dello scorpione” ma non solo. Tra i colpi ad effetto dell’estroso Higuita c’erano pure i gol, tre dei quali segnati in Nazionale: indimenticabili le sue corse palla al piede in campo aperto, rischi talvolta controproducenti ma sempre esaltanti così come rigori e calci piazzati a lui affidati.
La lista degli estremi difensori goleador è molto lunga e pieni di anedotti. Quello che è certo che la figura del portiere nell’iconografia calcistica è sempre contornata da un aurea di bellezza particolare. Solitari protagonisti che alle volte sia trasformano in eroi e alle volte in colpevoli. Mai però banali, mai spettatori dell’arte altrui ma sempre attori della scena principale.
