Napoli
Napoli: Conte si, Conte no
E’ quasi tempo di bilancio in casa Napoli, soprattutto dopo la clamorosa ed (in)aspettata sconfitta odierna contro la Lazio. Le domande che rapide si insinuano in tutti i vicoli della città partenoepa sono due: Antonio Conte sarà ancora al timone della barca azzurra nella prossima stagione?, è giusto continuare con lui?.
Come sempre succede quando si parla dell’allenatore salentino l’opinione pubblica è spaccata in due, ma per capire quale potrebbe essere la strada giusta c’è da precisare una cosa: Antonio Conte non ha mai dato disponibilità a nessun’altro club ne nazionale senza aver parlato prima con il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.
Conte terzo, si
Il terzo capitolo della storia azzurra di Antonio Conte sulla panchina del Napoli sembra già scritto, anzi lo è su un contratto faraonico garantitogli dal numero uno azzurro. La sua idea come più volte detto tra le righe è quello di completare il suo ciclo a Napoli, ed una buona parte della tifoseria rema in questa direzione.
Per chi sa leggere bene le parole dette qualche settimana fa Conte non si è mai proposto alla Nazionale italiana, ha soltanto voluto esaltare se stesso dicendo: “Se fossi il presidente federale mi metterei nella lista dei papabili commissari tecnici.” ed ne ha ben donde visto e considerato che oltre ad avere un palmares invidiabile sia in Italia che in Premier League, non bisogna dimenticare che l’attuale allenatore del Napoli ha sfiorato la semi finale europea nel 2016 quando è andato ad un solo rigore dal battere la Germania.
Il partito pro Conte può avvalersi dell’ammirazione innanzitutto del patron azzurro che forse troppo preventivamente nei giorni scorsi si è lasciato andare a dichiarazioni d’amore fraintendibili, di un uomo scottato dal recente passato dall’esperienza che ha portato alla disastrosa separazione con Luciano Spalletti post Scudetto e al conseguente decimo posto nella stagione 2023/2024.
Quali sarebbero gli effetti positivi di una permanenza dell’ex tecnico di Intere Juventus all’ombra del Vesuvio?, Sicuramente la sicurezza per i tifosi che il progetto continui a crescere con investimenti forti su calciatori importanti.
Dal suo arrivo Antonio Conte ha portato a Napoli calciatori di grande livello, McTominay, Buongiorono, Neres, Hojlund, Lukaku, tutti protagonisti delle recenti vittorie azzurre e alcuni come l’attaccante danese e il centrocampista scozzese del futuro azzurro. Inoltre sembra che lo spogliatoio sia in completa sintonia con l’allenatore che crede ancora in buona parte della squadra.
Conte terzo, no
Il partito del no invece sembra essere rappresentato da una parte di stampa e di tifosi partenopei che non hanno preso bene sia il livello di gioco mostrato, soprattutto quest’anno dalla squadra, sia dai continui battibecchi tra il tecnico e i giornalisti locali rei a suo dire, e non solo, di cercare di creare “nemici” anche quando non ci sono.
Con nemici facciamo riferimento ai presunti malumori con i calciatori, vedi Kevin De Bruyne post Milano nel match d’andata contro i rossoneri, Noa Lang andato via a gennaio per cercare spazio al Galatasaray o addirittura contro tutto il gruppo squadra post disfatte contro Bologna e Psv.
Sappiamo benissimo come spesso la stampa partenopea e l’ambiente partenopeo partecipino in modo attivo e (spesso) creativo alle dinamiche di spogliatoio, ma siamo ancora sicuri che la strada intrapresa con Conte sia quella che porterà ancora ai successi già ottenuti in questi due anni?
Il secondo punto da analizzare, quello che sembra essere il più importante è la scarsa qualità del gioco e la confusione tattica. La squadra per costanti esigenze d’infermeria è stata costretta a variare molteplici varianti tattiche. Gli infortuni a catena hanno fatto trovare nuove soluzioni e nuova linfa in quei giocatori che dovevano risultare seconde linee come Elmas.
Gli azzurri nelle difficoltà hanno tenuto botta, trovando anche dei buoni risultati ma la mezza disfatta di Parma ha praticamente annullato tutte le certezze azzurre. Nonostante il recupero delle pedine più importanti vedi De Bruyne e Anguissa, non c’è stata nessuna evoluzione tattica. La difesa sembra subire costantemente le imbarcate degli avversari che saltano facilmente il centrocampo e si lanciano contro i confusi difensori azzurri che non sempre riescono a metterci una pezza.
Alisson Santos (non scelto da Conte come più volte ammesso da lui stesso) sembra essere l’unico, in assenza di Neres, deciso a creare azioni in grado di mettere in difficoltà gli avversari e non viene quasi mai schierato titolare. Dove sono finiti i vari Gutierrez, Gilmour ed Elmas?.
Hojlund spesso lotta isolato e De Bruyne non sembra essere a suo agio nelle posizioni in cui viene schierato, risultando spesso abulico e fuori dal gioco risultando un rebus irrisolto, senza considerare lo stato di forma di Anguissa lontano parente del dominante calciatore ammirato fino a poco prima che si infortunasse in nazionale.
Sarà solo colpa della sfortuna e degli infortuni? Una buona parte della tifoseria non lo crede. A sei giornate dalla fine l’Inter sembra aver già scucito dal petto quel tricolore tanto sofferto lo scorso anno, ed un cammino europeo disastroso in Champions League.
Cosa dice la realtà…
A parte tutte queste osservazioni, una cosa giusta Antonio Conte l’ha detta nella conferenza stampa post Lazio:” Napoli e in generale anche l’anno scorso sin dall’inizio si è parlato di altre squadre e futuro ma poi dico delle cose che vengono fraintese.
Ma parte del campo, più si sta zitti meglio è per tutti. Poi dietro le quinte ci si può incontrare, vedere e fare mille di queste cose. Più siamo concentrati e meglio è per chi ci sostiene e chi ci viene a vedere. Noi siamo concentrati. Io come l’anno scorso. Capisco che il mio nome possa fare pagine sui giornali e trasmissioni ma si strumentalizzano frasi per fare numeri».
C’è sicuramente da finire una stagione che può essere ancora soddisfacente dal punto di vista dei risultati: Sueprcoppa Italiana in bacheca e qualificazione in Champions Legue per il secondo anno consecutivo da conseguire.
Fatto questo bisognerà fare profonde riflessioni su vari temi, allentore, stampa e tifosi…
(Foto DepositPhotos)
