Benevento
Profumo di B, il Benevento batte il Catania in un big-match di fuoco al Vigorito
BENEVENTO – CATANIA 2-1
L’attesa è finita, è finalmente Benevento-Catania, big-match della 30esima giornata. Confronto tra le prime due in classifica. Ed è stata una dolce attesa soprattutto per il Benevento che, in rimonta, ha avuto la meglio per 2-1 su un Catania, mai domo, attento e molto dinamico e disinvolto nel giocare a viso aperto, che ha messo in seria difficoltà i giallorossi fino alla fine.
L’ha risolta Mignani, ma, alla fine, in quel flipper impazzito di tiri continui in un’unica azione, poteva veramente segnare chiunque. Dini ha parato, in quel frangente, quello che poteva, ma s’è dovuto arrendere alla zampata da falco del giovani centravanti toscano.
A +10 dal Catania, adesso, il Benevento ipoteca seriamente la beatificazione nella serie cadetta, senza passare per i playoff (aspettando, sempre, la sentenza sull’esclusione del Trapani del prossimo 9 marzo). Un passo gigantesco ha compiuto la squadra di Floro Flores.
Più che la notte della verità, era il big-match della consacrazione definitiva del Benevento, che, con la vittoria contro la prima diretta concorrente siciliana, sarebbe volata via, imprendibile a 8 giornate dal termine e aspettando la matematica certezza della promozione diretta. Più che la notte del giudizio, s’è presentata come la serata dell’ingiustizia, per via dell’esclusione nella giornata di ieri, da parte della Prefettura di Benevento, della vendita dei biglietti per i tifosi del Catania residenti in Sicilia.
Un divieto che è arrivato a meno di 48 ore dalla gara. E già quest’elemento è, a dir poco, allucinante. Peccato, però, che 1.196 tifosi siciliani quel biglietto lo avessero già acquistato, con le ferie già prese per partecipare ad una trasferta infrasettimanale. Ora, la spesa per il biglietto allo stadio verrà naturalmente rimborsata.
Ma quella per il viaggio e per il B&B o per l’albergo? Un disagio senza precedenti, che penalizza il tifo sano, vero e appassionato delle persone verso la propria squadra. I tempi lunghi e ritardatari della burocrazia hanno più ragione del cuore.
Inaccettabile tutto questo. Soprattutto perché, se eventuali pericoli si profilavano, non si attendeva quasi il fischio d’inizio per comunicarlo. Come se il fattore di rischio per l’ordine pubblico non possa essere debitamente previsto per tempo. Senza una fetta consistente della sua vasta tifoseria casalinga, il Catania, che ha disputato una buona gara, e che si morde anche le mani per il pari a Salerno, si presentava al Vigorito con la stessa rosa che s’è schierata all’Arechi, ma con un assetto più guardingo che mai, pienamente consapevole che questa era l’ultima spiaggia.
L’arsenale di entrambe le squadre ha un potenziale assolutamente incandescente. Tant’è che Floro Flores, con tutte le munizioni a disposizione, ha voluto fare qualche variazione, inserendo fin dall’inizio sia Prisco che Salvemini in avanti.
PRIMO TEMPO – Gara avvincente, tra temerarietà e preoccupazioni
Diecimila tifosi pronti a sostenere la Strega in quello che non era un semplice big-match, ma il big-match. Quello che, con una vittoria, faceva scattare in avanti, quello che poteva consentire di chiudere i conti, quello che avrebbe benedetto una stagione. E proprio così è andata, in un match davvero estremamente avvincente. La cornice giusta e due protagoniste aitanti.
Squadre piuttosto a viso aperto, sia nei primi 20 minuti di gioco sia da dopo la mezz’ora, con il Benevento che sente molto l’importanza cruciale di questa gara. Cosa che porta il Catania al primo squillo di serata. E’ il 5’ e Casasola innesca il solito D’Ausilio. Pregevole il suo destro, ribattuto da Vannucchi. Risponde il Benevento, dieci minuti dopo, con un colpo di testa, di non facile esecuzione, di Tumminello su cross di Salvemini, il portiere ospite Dini si allunga.
Il Catania, che appare molto più solido nella costruzione, negli anticipi e nelle ripartenze, passa in vantaggio al 22’. Palla persa, prima del cerchio di centrocampo da Pierozzi, con Di Noia che serve immediatamente Donnarumma. Qualche passo, cross e Lunetta insacca con una capocciata. La risposta alla chiamata non si fa attende al 25’. Punizione dai 25 metri di Lamesta, imprendibile per Dini.
La Strega pareggia subito i conti, senza dare il tempo agli avversari di festeggiare. Si aprono maggiori spiragli tra il 30’ e il 40’. Al 32’ ancora Lamesta pennella in un corridoio strettissimo per Prisco, che, per un soffio, non arriva a colpirla di testa. Dall’altra parte, stessa identica scena per un gol mancato degli etnei, con Casasola che trova una luce nella galleria di gambe.
Il cross attraversa tutta l’area, con il centravanti D’Ausilio che, per un nulla, manca l’appuntamento con il gol. Sfida aperta a qualsiasi risultato.
SECONDO TEMPO – La spunta la Strega
Primi minuti della ripresa un po’ come l’inizio delle ostilità. Benevento più attendista, forse con la paura di sbagliare, e Catania più spregiudicato che arriva troppo facilmente alla conclusione dopo 90 secondi, con Jimenez Castillo, e al 49’ con Di Noia.
Animi che si accendono al 53’, e nei minuti successivi, quando dopo un fallo resta a terra Ceresoli, ma il Catania continua a giocare, fino a giungere ad una bordata di Pieraccini dal limite, disinnescata d Vannucchi. Qualche minuto dopo, fallaccio di Quaini su Prisco, una gomitata in pieno volto.
Il Benevento si gioca l’FVS per chiedere il rosso diretto, ma il direttore di gara, dopo aver visionato il replay, non si smuove dalla sua decisione iniziale. I bollenti spiriti in campo paiono placarsi. Al 73’ Casasola sfugge alla marcatura per crossare in mezzo, molto alto. Caturano ci arriva, Vannucchi blocca.
Catania che, anche molto rude e poco delicato negli interventi, sembra avere una spanna in più, in questa fase, con i padroni di casa che sbagliano qualche palla di troppo. Ma dopo aver conquistato una punizione al 79’, si rendono pericolosi. Pierozzi fa furore sulla destra e la mette di piatto all’indietro per l’accorente e nuovo entrato Kouan che, da posizione favorevolissima, spara altissimo in curva.
Il Benevento mette il piede sull’acceleratore e passa in vantaggio all’ ’85. E’ un tiro al piccione alla porta difesa da Dini, prima con Pierozzi, poi con Ceresoli e infine con Guglielmo Mignani, attaccante classe 2002. Curva e giocatori possono festeggiare.
Non sbaglia l’appuntamento nel buttare giù dal piedistallo la diretta concorrente con una spallata nel finale. Benevento sente già l’inebriante profumo della serie B.
IL TABELLINO
Benevento (3-5-2)
Vannucchi; Pierozzi, Scognamillo, Saio, Ceresoli (90’ Borghini); Maita, Prisco (90’ Talia); Lamesta (79’ Kouan), Tumminello (79’ Mignani), Della Morte (70’ Caldirola); Salvemini
All. Floro Flores
Catania (3-4-2-1)
Dini; Pieraccini (81’ Bruzzaniti), Miceli, Ierardi; Casasola, Quaini, Di Noia (62’ Di Tacchio), Donnarumma; Jimenez (67’ Caturano), D’Ausilio; Lunetta
All. Toscano
Arbitro: Drigo di Portogruaro
Reti: 22’ Lunetta (C), 25’ Lamesta (B), 85’ Mignani (B)
Ammonito: Della Morte (B), Di Noia (C), Casasola (C), Pieraccini (C), Pierozzi (B)
Recupero: 1’ primo tempo; 5’ secondo tempo
(Foto: Depositphotos)
