Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – Tre passi indietro
La Juventus incassa una memorabile batosta nell’andata dei playoff della Champion’s League 2025-2026, perdendo per 5 a 2 sul campo del Galatasaray. Nulla di clamoroso: lo stadio dei turchi è, notoriamente, una bolgia infernale in grado di intimidire anche i giocatori più esperti; la dirigenza ottomana ha messo a punto una formazione di ottimo livello e con grandi ambizioni; un gruppo raccogliticcio ed inesperto come quello bianconero era costretto a giocare anche contro i propri complessi di inferiorità.
Mister Spalletti non si nasconde e ammette chiaramente che i suoi hanno subito un brusco ridimensionamento dopo questa trasferta. Hanno fatto, in pratica, tre passi indietro.
Gioco, personalità e consapevolezza
Il tecnico toscano ha posto l’accento su alcuni punti fondamentali. Ad Istanbul si è vista una squadra presa a pallate dall’avversario, con una difesa ballerina, un centrocampo impalpabile ed un attacco inesistente. Non ci si deve meravigliare se, già al quarto d’ora del primo tempo, un errore in disimpegno di Yildiz regala la rete del vantaggio alla formazione turca.
I padroni di casa si erano già impadroniti con disinvoltura della mediana e avevano imposto il proprio ritmo ai bianconeri, incapaci di produrre una singola azione di gioco manovrato.
Come se non bastasse i giocatori di maggior affidamento si dimostravano privi di personalità, completamente inadatti a trascinare con l’esempio i compagni più giovani.
Infine, loro stessi erano attanagliati da una grave crisi di identità, talmente privi di consapevolezza nei loro mezzi. Tre passi indietro.
La doppietta di Lazzaro
E, tuttavia, in questo disastro, i bianconeri riuscivano a ribaltare il punteggio e ad andare al riposo in vantaggio di due reti ad una. Merito di un Koopmeiners in versione Lazzaro.
Sarà che il clima infuocato del match alimenta il suo orgoglio, sarà che finalmente le sue gambe girano a dovere sta di fatto che il panzer olandese mette a referto una doppietta da paura.
Prima si catapulta su un pallone respinto corto dal portiere turco e lo mette dentro di destrezza. Poi effettua un pregevole uno due con McKennie e, trovandosi in zona tiro, scarica tutta la potenza del suo sinistro spedendo un siluro sotto l’incrocio dei pali.
La rediviva mezzala orange riporta in rotta i suoi dopo averli trascinati a galla e regala l’illusione di poter vivere una serata di gloria.
Prima che si facessero tre passi indietro.
Una ammonizione ogni dieci minuti
Una volta rientrati in campo dopo l’intervallo inizia la serata di tregenda per la Juventus.
La retroguardia bianconera, già priva dalla mezz’ora del primo tempo del suo leader Bremer per infortunio, va completamente in bambola sotto l’assedio dei turchi.
A brillare in negativo è soprattutto l’ultimo entrato, il terzino Cabal, che proprio non ce la fa a tenere con le buone il suo avversario diretto sulla fascia.
Gli scappa quando vuole e non c’è altra soluzione che stenderlo. Risultato? Una punizione regalata ai padroni di casa dalla quale nasce la rete del 2 a 2 e poi due ammonizioni per altrettanti fallacci sull’esterno che gli era scivolato via come una anguilla.
Cartellino rosso e squadra in dieci, in completa balia delle sfuriate offensive della squadra ottomana e costretta a ridisegnare la propria linea difensiva decisamente verso il basso. Tre passi indietro.
Inevitabile disfatta
Ma la trincea di mera sopravvivenza non può mai dare buoni frutti. I turchi si scatenano e mettono a segno prima il gol del 3 a 2, poi quello del 4 a 2 e quindi infieriscono pure, infilando la quinta marcatura.
Un passivo pesantissimo che rende quasi utopistico pensare che, al ritorno, ci si possa guadagnare la qualificazione vincendo per tre gol di scarto su questi rivali senza subire neanche una rete al passivo.
E anche in questo caso, stante la perfetta parità di risultato, si andrebbe prima ai tempi supplementari e poi ai rigori per decidere l’esito definitivo della sfida. Ma qui siamo nel campo delle mere ipotesi, la realtà che abbiamo sotto gli occhi è quella di una inevitabile disfatta. Causata da tre passi indietro.
(Foto: Depositphotos)
