Benevento
PUNTO A C – Lotta tra Benevento e Catania, quando la differenza la fanno 26 minuti….
Qui i colpi di scena sono addirittura due: il Catania si scotta a Potenza contro il Sorrento fino a bruciarsi e a bruciare 3 punti; la Salernitana, che aveva recuperato speranza ed entusiasmo, esce totalmente ridimensionata dall’ultima gara casalinga contro il Giugliano, raccogliendo soltanto il pari. E il Benevento, che pure ha avuto il suo bel da farsi contro l’Atalanta baby degli Under 23 in un match al cardiopalma, gongola dall’alto del primato in classifica: +3 punti sui siciliani, +8 sui salernitani.
E’ iniziata una bella corsa verso il nastro del traguardo finale. E, come si dice in questi casi, anche analizzando il calendario delle restanti partite, è tutto in mano ai giallorossi di Floro Flores. Che, da questo momento, sono ufficialmente i favoriti.
Eppure, dalle parti degli etnei qualcosa questa volta non ha funzionato. Il meccanismo di cinismo misto a corazzata equilibrata tatticamente, s’è inceppato. Al vantaggio iniziale, il Catania s’è sgonfiato come un’arancina che da soffice diventa proprio molle, quasi immangiabile e impalpabile.
L’afflosciamento è consistito nel non reggere al senso di rivalsa e riscatto dei Costieri, che l’hanno ribaltata come un calzino in un tempo solo, con le reti sottoporta di Sabbatani, Crecco e al 90’ di Federico Ricci.
Anzi, in 26 minuti per la precisione.
Troppo molli e fiacchi, appunto (forse perché convinti che sarebbe stata una gara agevole, partita anche bene dopo i primi 6 minuti) per reggere l’urto dei rossoneri di Serpini.
Andando sempre in direzione mare, vista Tirreno, qualcosa continua perennemente a non andare per il verso giusto in casa Salernitana, che stecca in casa contro il modesto Giugliano.
Anche in questo secondo caso, granata in vantaggio, non riescono a mantenerlo. Resistono per tre quarti d’ora, poi il Giugliano sfonda le linee avversarie con un capolavoro di D’Agostino.
Il cosiddetto “tiro della domenica” è sempre e dovunque in agguato. Ma non riuscire a sviluppare gioco e azioni incisive contro l’ultima in classifica (ultima anche come reti realizzate e reti subite), richiama un fischio lunghissimo sulla crisi della Salernitana, che non accenna né a fermarsi, né a placarsi.
Il possesso palla c’è stato e ha assunto anche contorni voluminosi (e fosse stato il contrario, la situazione era ancora più preoccupante), ma riuscire a calciare in porta soltanto 3 volte contro le 2 degli ospiti (che non hanno mai toccato palla) dovrebbe far riflettere. E non poco.
Ultima nota sui caduti di giornata, va compilata per la Casertana, entrata anche lei in una crisi di risultati, a quanto pare.
Terza sconfitta consecutiva per la squadra di Coppitelli, questa volta a Cosenza, forse più derivate da un’ansia da prestazione o da una poco abitudine al macinare vittorie, da quando s’è affacciata dal balcone dell’alta classifica.
Fatto sta che s’è vista rimontare il vantaggio iniziale in un secondo tempo da incubo, in cui forse è stata punita eccessivamente. Certo è che i giri del motore si sono un attimino ingolfati. E, in quei casi, si sa, basta un’accelerazione di troppo per andare in panne. In pochi minuti.
(Foto: DepositPhotos)
