Avellino
ANCHE MENO: Le pagelle di Avellino – Sampdoria 2-1
Avellino – Sampdoria: 2-1
Avellino–Sampdoria…Già solo il titolo, per gli attempati come me, richiama sfide dal gusto vintage anni ’80. Nelle orecchie risuona la musica ipnotica di 90° Minuto, la voce calda di Paolo Valenti che, in un commento sintetico e carico di tutte le sfumature possibili, riusciva a raccontare alla perfezione l’atmosfera di una gara.
No. Non sono gli anni ’80, non è la Serie A e io non sono Paolo Valenti. E, a dirla tutta, in questo freddo pomeriggio invernale non ho visto nessun Barbadillo né Ramón Díaz, né tantomeno Gianluca Vialli e neppure la brutta copia di Roberto Mancini.
È stata una partita bloccata per lunghi tratti, decisa solo da spunti individuali, errori del portiere e clamorose sviste arbitrali (l’ennesima). In campo ho visto una squadra ricca di buone individualità, ma incapace di diventare davvero squadra, e un’altra povera di talento ma compatta, feroce, che del branco fa la propria arma principale. E come spesso accade anche nella vita è la seconda che vince.
Vittoria costruita con determinazione e ordine tattico, gestita a lungo e poi trasformata, negli ultimi venti minuti, in un esercizio di resistenza nervosa per chi guardava. Dicono della Samp che sia molto aiutata dagli arbitri, lascio agli altri il compito di dirlo. Fatto sta che la squadra ligure vista al Partenio merita ampiamente la classifica che ha. A noi bastava vincere e chiudere il girone d’andata a 25 punti, centrando in pieno gli obiettivi fissati a inizio stagione. Brindo.
E mentre lo faccio penso al nostro direttore sportivo che, al di là delle dichiarazioni di rito, sono sicuro che questa sera è uscito dal Partenio con un solo pensiero che gli ronzava in testa, sussurrato fra sé e sé: “Amma accattà l’attaccante buono… è necessario”.
E chest’è.
Le pagelle dell’Avellino
Ghidotti: 8
Esistono quegli ex che, appena ti giocano contro, ti purgano con quel gol infame, quella giocata da fenomeno o la prestazione della vita. Ghidotti no. Tutto si può dire a sto povero ragazzo, tranne che non sia dotato di un’altissima forma di coerenza. Oggi gli ho visto fare gli stessi orrori madornali che faceva con noi. Da quando sei andato via da Avellino ho iniziato ad apprezzarti, a considerarti un mio vecchio amico caro. Spero di rivederti più spesso… contro. Lupo vero.
Daffara: 6,5
Non si può dire che stasera lo abbiano preso a pallate, né che abbia fatto miracoli. Però, in quelle due-tre occasioni pericolose, si è fatto trovare pronto. Sempre all’erta. Kobra.
Cancellotti: 6,5
Non deve correre troppo, non deve avere responsabilità particolari, non è l’uomo che guida la difesa. Deve solo salvare il salvabile e abbattere quelli pericolosi. Da braccetto di destra Cancellotti ha scoperto una nuova giovinezza. Niente di esaltante, ma tremendamente utile.
E quella vena alla De Rossi per un intervento piratesco non fischiato dall’arbitro a ridosso del novantesimo gli fa tanto onore.
Šimić: 7
Nel primo tempo gioca a distanza, controllando il suo dirimpettaio blucerchiato sulla nostra trequarti e rischiando più volte di essere preso alla sprovvista. Nel secondo tempo impara i movimenti alla perfezione e sale in cattedra come leader indiscusso della difesa.
Fontanarosa: 6
Cavallo pazzo è tornato negli undici titolari e con lui ritornano tutti i rischi e le leggerezze che produce in quasi ogni gara. Si fa ammonire subito, vive costantemente sul filo del rasoio e concede qualcosa di troppo in fase difensiva. Però spinge, non si tira mai indietro e tiene alta la linea quando serve. È istinto puro: prendere o lasciare. Stasera abbiamo vinto e ci prendiamo tutto.
Missori: 7
La Torre negli scacchi simboleggia i carri da guerra. Pezzo pesante, potente, che controlla colonne e traverse in linea retta. Rappresenta l’azione lineare, difende gli angoli e domina ampie porzioni della scacchiera. Nel calcio sono tradotti con cross, incursioni, contropiedi. La Torre è uno dei pezzi più insidiosi degli scacchi… e anche dell’Avellino Calcio.
Sala: 7
Per tutta la prima parte del campionato ci siamo lamentati del fatto che la nostra manovra partisse solo da destra. Ecco, Sala ha finalmente riequilibrato il centrocampo. Da oggi le manovre possono partire da entrambi i lati. Buon piede, ottima intelligenza tattica e grinta vera. Marco Sala da Rho, detto l’Equilibratore.
Palmiero: 5
Non so quante volte ho visto quel buco davanti alla difesa lasciato sistematicamente scoperto. Non so quante volte io e Biancolino ti abbiamo urlato di coprirlo. Entrambi siamo rimasti senza voce.
Biancolino ti ha perdonato. Io no.
Palumbo: 7,5 (MVP)
L’aurora boreale è un fenomeno ottico naturale: uno spettacolo di luci colorate causato dalla collisione tra particelle solari e gas dell’atmosfera terrestre. Martin gioca con un’aura scintillante sulla testa che illumina ogni giocata, ogni goal. Se impara a dosare le forze e a giocare con la stessa splendida qualità per tutti i 90 minuti, Martin in Serie A ci arriva. Con noi o senza di noi. M’illumino d’immenso.
Besaggio: 6,5
Una trottola tra i reparti. Il piede gentile gli consente di slalomeggiare tra le linee avversarie. Gioca un’infinità di palloni. Se impara ad essere anche determinante, ci troviamo in casa un gran bel prospetto.
Biasci: 6
La solita partita di sacrificio, corsa e lavoro sporco. Fa a sportellate, apre spazi, gioca palloni che non finiscono nelle statistiche, ma servono alla squadra. L’assist del secondo gol impreziosisce una prestazione di quantità. Non è il bomber che ti fa sognare, ma è uno che non tradisce mai.
Tutino: 5
Oggi sei riuscito a irritare entrambe le tifoserie. Prestazione confusa, scelte sbagliate, poco dentro la partita. Male, malissimo…Poi però c’è il gol infame dell’ex. E tanto basta per cambiare il giudizio, ma non la prestazione.
I subentrati dell’Avellino
Patierno: 6
Entra per calamitare su di sé tutti i falli possibili. Il suo famosissimo savoir-faire lo aiuta ad attirare con metodo le irregolarità avversarie. Se vuoi frizzare la partita innescando una miriade di interruzioni, allora Chicco è il tuo Mr Wolf personale.
Enrici: 6,5
Chiamato a sostituire Fontanarosa, ammonito da tre quarti di gara. Entra e mette ordine, calma e pulizia, impreziosendo la prestazione con qualche giocata di fino.Difensore moderno.
Favilli: 5
Oggi mi sei sembrato il Dottor Balanzone appena uscito da un luculliano pranzo di Natale: fuori tempo, fuori forma, fuori contesto. Movimenti macchinosi, idee in ritardo e la sensazione costante di essere capitato in una partita che viaggiava a un’altra velocità. Serve tempo e tanto….TANTO allenamento.
Sounas: 7
Entra in campo con il piglio di un vero combattente. Taglia, crea, sposta equilibri. Che sia titolare o subentrato, con lui in campo si combatte… o si soccombe. La cerniera inossidabile del nostro gruppo squadra. Sto già raccogliendo le firme per sostituire la statua del Principino, al centro storico di Avellino, con quella di Demetrios Sounas.
Armellino: 6
Il kicker nel football americano è lo specialista dei calci: calcia all’inizio della partita, dopo un punteggio o alla ripresa del gioco, cercando di consegnare la palla agli avversari il più lontano possibile. Un ruolo spesso cruciale, capace di decidere le partite. Armellino conserva ancora questo “superpotere”, una qualità che in categorie inferiori potrebbe fare la differenza…e accattativell’.
(Foto: Depositphotos)
