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ANCHE MENO: Le pagelle di Avellino – Empoli

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Biancolino Avellino
Tempo di lettura: 3 minuti

Avellino – Empoli: 0 – 3

Piove sul Partenio-Lombardi. Piove tanto quanto i gol che incassiamo. Piove freddo, come la comunicazione del nostro allenatore, che nelle ultime conferenze stampa non ne ha centrata una. Il confine tra “fenomeno” e “fenomeno da baraccone” è sottile, e oggi ci camminiamo sopra.

L’Avellino prende altri tre gol. Gli ennesimi, da peggior difesa del campionato. E lo fa contro una squadra mediocre, rimaneggiata e in crisi di risultati. La manovra non parte mai, la difesa è in balia costante delle progressioni avversarie, e l’attacco è più che sterile. Siamo in un momento buio, inutile negarlo.

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I continui cambi di modulo e interpreti non fanno che peggiorare la fiducia di un gruppo che si sta lentamente sfaldando. La compattezza dello spogliatoio è sempre stata la nostra unica vera forza. Se perdiamo quella, è notte fonda.

Il gruppo è incompleto, è vero, ed in calo di fiducia. Eppure, non riesco ad arrendermi. Non posso rassegnarmi a un campionato di fatiche insormontabili. Serve fame. Fame vera, quella che accende i giovani di buona prospettiva. È arrivato il momento di far tirare fuori le unghie ai ragazzi del gruppo, ai talenti che scalpitano in panchina. E le gerarchie, quando serve, vanno spazzate via.

I giovani lupi devono gonfiare il petto e proseguire il cammino del branco. I lupi combattono per la libertà (e per vincere le partite).
Hirpus harpe takhe kuì.

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Le pagelle dell’Avellino

Daffara – 5

Troppi errori, troppe uscite a vuoto. Tra i pali ha qualità non comuni, ma – parafrasando il mio amico Peppo ‘a Sentenza – “un portiere che non sa uscire è un mezzo portiere”. E chest’è.

Cancellotti – 4

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Sei uscito dal campo come un pugile suonato: colpito da destra, da sinistra, di gancio e di rovescio. Troppe indecisioni, mai un anticipo, mai un momento di lucidità. Hai finito paonazzo, con lividi emotivi evidenti e colpe diffuse sui gol subiti. Knock out.

Simic – 5,5

Dieci giorni senza allenarsi sono una mazzata, e si è visto. Ma è stato l’unico a reggere l’urto dell’Empoli, a combatte­re su ogni pallone e a cercare spunti sui piazzati. Poco determinante, ma decisamente non il peggiore.

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Fontanarosa – 4,5

Cavallo pazzo sulla scena, ça va sans dire. Scivolate rischiose, marcature aggressive, tanta confusione. Salvo solo la personalità.

Missori – 6

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Una delle pochissime note liete del pomeriggio uggioso. Corre, spinge, ci prova sempre. Se impara a crossare con più mestiere, diventa un’ancora di salvezza.

Russo – S.V.

Qualcuno ha visto malizia nel suo infortunio, come se volesse abbandonare anzitempo. Sciocchezze. Raffaele gioca jazz calcistico: o illumina, o sparisce. Oggi ha scelto la seconda.

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Palmiero – 4

L’insostituibile Palmiero, Perfino su un campo pesante che poco si adatta alle sue caratteristiche. I fischi piovuti oggi sono forse ingenerosi, ma è arrivato il tempo di lasciare spazio ai giovani del branco. Inevitabile. Inesorabile.

Besaggio – 4,5

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Corre nel vuoto, mai pericoloso, sempre in affanno. Crollo atletico e tattico evidente.

Oggi sembravi correre con la “nuvola nera dell’impiegato” sopra la testa. Il Secondo tragico Fantozzi.

Kumi – 5

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In settimana Biancolino ha dichiarato che voleva in campo giocatori che “fanno legna”. Quei giocatori che contrastano, corrono e fanno quantità in mezzo al campo. Ed infatti hai contrastato, hai corso e fatto presenza a centrocampo. Il problema è che hai fatto tutto male.

Biasci – 4

Un solo tiro diretto in curva Nord in 93 minuti. Tutto qua.

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Tutino – 3

La forma è lontana, anzi lontanissima. La ferocia calcistica forse è rimasta a Genova. Si divora un gol clamoroso. A questo punto aspetto il gol di natica. Mezzo destro, mezzo sinistro, un giocatore nel pallone.

I Subentrati dell’Avellino

Milani – 5

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Stanco e col fuso orario addosso. Subentra presto per l’infortunio di Russo, ci mette volontà e impegno, ma la Serie B richiede qualità tecniche più elevate.

Palumbo – 6,5

Gli applausi durante il riscaldamento dicono tutto. Tenerlo costantemente in panchina è un affronto al dio del calcio. Il futuro dell’Avellino passerà dai suoi piedi, che Biancolino lo voglia o no. Qualcuno volò sul nido del cuculo.

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Enrici – 5,5

Vale lo stesso discorso: talento evidente, ma oggi qualche svarione pesa. Serve lavoro sulla tattica, soprattutto sulle preventive. Ma tenerlo fuori così spesso è quasi una bestemmia tecnica.

Patierno – 5,5

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Caparbio, testardo, combattivo: queste doti te le porterai nella tomba. Ma la forma è ancora lontana.

Sounas – S.V.

Quando sono uscite le formazioni ufficiali, un brusio ha attraversato il Partenio durante il riscaldamento. Finché un anziano non ha urlato a Biancolino: “Perché sta fuori Sounas?”.
Già, perché? Bah.

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(Foto: Depositphotos)

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