Avellino
ANCHE MENO: Le pagelle di Avellino – Empoli
Avellino – Empoli: 0 – 3
Piove sul Partenio-Lombardi. Piove tanto quanto i gol che incassiamo. Piove freddo, come la comunicazione del nostro allenatore, che nelle ultime conferenze stampa non ne ha centrata una. Il confine tra “fenomeno” e “fenomeno da baraccone” è sottile, e oggi ci camminiamo sopra.
L’Avellino prende altri tre gol. Gli ennesimi, da peggior difesa del campionato. E lo fa contro una squadra mediocre, rimaneggiata e in crisi di risultati. La manovra non parte mai, la difesa è in balia costante delle progressioni avversarie, e l’attacco è più che sterile. Siamo in un momento buio, inutile negarlo.
I continui cambi di modulo e interpreti non fanno che peggiorare la fiducia di un gruppo che si sta lentamente sfaldando. La compattezza dello spogliatoio è sempre stata la nostra unica vera forza. Se perdiamo quella, è notte fonda.
Il gruppo è incompleto, è vero, ed in calo di fiducia. Eppure, non riesco ad arrendermi. Non posso rassegnarmi a un campionato di fatiche insormontabili. Serve fame. Fame vera, quella che accende i giovani di buona prospettiva. È arrivato il momento di far tirare fuori le unghie ai ragazzi del gruppo, ai talenti che scalpitano in panchina. E le gerarchie, quando serve, vanno spazzate via.
I giovani lupi devono gonfiare il petto e proseguire il cammino del branco. I lupi combattono per la libertà (e per vincere le partite).
Hirpus harpe takhe kuì.
Le pagelle dell’Avellino
Daffara – 5
Troppi errori, troppe uscite a vuoto. Tra i pali ha qualità non comuni, ma – parafrasando il mio amico Peppo ‘a Sentenza – “un portiere che non sa uscire è un mezzo portiere”. E chest’è.
Cancellotti – 4
Sei uscito dal campo come un pugile suonato: colpito da destra, da sinistra, di gancio e di rovescio. Troppe indecisioni, mai un anticipo, mai un momento di lucidità. Hai finito paonazzo, con lividi emotivi evidenti e colpe diffuse sui gol subiti. Knock out.
Simic – 5,5
Dieci giorni senza allenarsi sono una mazzata, e si è visto. Ma è stato l’unico a reggere l’urto dell’Empoli, a combattere su ogni pallone e a cercare spunti sui piazzati. Poco determinante, ma decisamente non il peggiore.
Fontanarosa – 4,5
Cavallo pazzo sulla scena, ça va sans dire. Scivolate rischiose, marcature aggressive, tanta confusione. Salvo solo la personalità.
Missori – 6
Una delle pochissime note liete del pomeriggio uggioso. Corre, spinge, ci prova sempre. Se impara a crossare con più mestiere, diventa un’ancora di salvezza.
Russo – S.V.
Qualcuno ha visto malizia nel suo infortunio, come se volesse abbandonare anzitempo. Sciocchezze. Raffaele gioca jazz calcistico: o illumina, o sparisce. Oggi ha scelto la seconda.
Palmiero – 4
L’insostituibile Palmiero, Perfino su un campo pesante che poco si adatta alle sue caratteristiche. I fischi piovuti oggi sono forse ingenerosi, ma è arrivato il tempo di lasciare spazio ai giovani del branco. Inevitabile. Inesorabile.
Besaggio – 4,5
Corre nel vuoto, mai pericoloso, sempre in affanno. Crollo atletico e tattico evidente.
Oggi sembravi correre con la “nuvola nera dell’impiegato” sopra la testa. Il Secondo tragico Fantozzi.
Kumi – 5
In settimana Biancolino ha dichiarato che voleva in campo giocatori che “fanno legna”. Quei giocatori che contrastano, corrono e fanno quantità in mezzo al campo. Ed infatti hai contrastato, hai corso e fatto presenza a centrocampo. Il problema è che hai fatto tutto male.
Biasci – 4
Un solo tiro diretto in curva Nord in 93 minuti. Tutto qua.
Tutino – 3
La forma è lontana, anzi lontanissima. La ferocia calcistica forse è rimasta a Genova. Si divora un gol clamoroso. A questo punto aspetto il gol di natica. Mezzo destro, mezzo sinistro, un giocatore nel pallone.
I Subentrati dell’Avellino
Milani – 5
Stanco e col fuso orario addosso. Subentra presto per l’infortunio di Russo, ci mette volontà e impegno, ma la Serie B richiede qualità tecniche più elevate.
Palumbo – 6,5
Gli applausi durante il riscaldamento dicono tutto. Tenerlo costantemente in panchina è un affronto al dio del calcio. Il futuro dell’Avellino passerà dai suoi piedi, che Biancolino lo voglia o no. Qualcuno volò sul nido del cuculo.
Enrici – 5,5
Vale lo stesso discorso: talento evidente, ma oggi qualche svarione pesa. Serve lavoro sulla tattica, soprattutto sulle preventive. Ma tenerlo fuori così spesso è quasi una bestemmia tecnica.
Patierno – 5,5
Caparbio, testardo, combattivo: queste doti te le porterai nella tomba. Ma la forma è ancora lontana.
Sounas – S.V.
Quando sono uscite le formazioni ufficiali, un brusio ha attraversato il Partenio durante il riscaldamento. Finché un anziano non ha urlato a Biancolino: “Perché sta fuori Sounas?”.
Già, perché? Bah.
(Foto: Depositphotos)
