Juventus
Juventus, sotto accusa l’attacco
La parola “processo” calza a pennello in casa Juventus: il reparto offensivo è sotto la lente degli appassionati e della dirigenza. Tre attaccanti, tre destini diversi, ma una medesima necessità: dare risposte concrete.
Partiamo da Dusan Vlahović, che non è mai stato un problema tecnico, ma un caso contrattuale. La società ha provato tutto per vendere il serbo durante l’estate e avrebbe voluto riprovarci a gennaio; trattenerlo fino al 30 giugno rappresenterebbe un costo ingente, senza certezza sul rendimento che possa giustificarlo.
Si profila quindi l’alternativa: non farlo partire titolare o addirittura “esiliarlo” fuori rosa. Ma fuori rosa è una soluzione estrema per un giocatore che, tecnicamente, rimane tra i più forti della rosa. Se non viene gestito con equilibrio, il rapporto tra squadra, tecnico e giocatore rischia di deteriorarsi. L’inizio è stato davvero ottimo, ma il problema dell’attacco resa più che mai centrale in casa Juventus,
Su Loïs Openda e Jonathan David grava l’onere di dimostrare che non sono solo investimenti estivi ambiziosi, ma attaccanti da protagonisti. Openda ha qualità ma fatica ancora a convincere, e David, per alcuni, rischia già di trasformarsi in un caso da leggere con attenzione: il suo mancato impiego contro l’Atalanta ha alimentato dubbi su come Tudor intenda utilizzarlo. Il rischio è che il tecnico si trovi intrappolato nella gestione di un reparto che è percepito come un labirinto tattico, senza soluzioni semplici.
La Juventus deve fare chiarezza al più presto: decidere se Vlahović è ancora il perno offensivo, oppure se il progetto rimane su Openda e David. Serve una rotta definitiva: chi gioca, chi è riserva, chi può essere ceduto. In caso contrario, il reparto rischia di diventare un peso più che un valore.
(Foto DepositPhotos)
