Cremonese Serie A

Cremonese, Giacchetta: “Non contenti del mercato. Volevamo Okoli”

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Nella giornata di oggi Simone Giacchetta, direttore sportivo della Cremonese, è intervenuto in conferenza stampa. A pochi giorni dalla sconfitta interna con il Lecce, il dirigente ha parlato del mercato, da poco conclusosi e della situazione generale che vede la squadra inchiodata all’ultimo posto. Di seguito le sue parole, riportate da Cuoregrigiorosso.com.

Al termine di Cremonese-Lecce sono arrivati cori di contestazione nei suoi confronti.

La sconfitta con il Lecce è più importante per la classifica che non per il malumore, seppur giustificato, di qualche tifoso“.

Che giudizio dà al mercato appena concluso?

Non siamo pienamente soddisfatti, c’erano altri inserimenti da fare: un centrocampista e un attaccante. La stessa idea era condivisa anche col nuovo allenatore, alcune non si sono concretizzate. C’era concorrenza e qualche prestazione delle ultime gare non ha favorito”.

Rispetto ad inizio gennaio la rosa è meno profonda

Non tutti si sono adattati alle esigenze del campionato. Si è pensato di renderla più snella, compatta e unita, cosicché tutti si considerino potenziali titolari“.

L’esonero di Alvini è arrivato troppo tardi?

La sconfitta di Empoli ha bruciato, ma la prestazione c’è stata. Abbiamo voluto portare avanti la sua idea perché pensavamo che in due mesi di tempo si potesse ricreare un qualcosa di buono. Infatti con la Juve non abbiamo giocato male, invece a Verona e col Monza sì. E infatti abbiamo preso determinate decisioni“.

Tra le operazioni più discusse c’è quella di Felix, per molti pagato troppo.

Lui comunque ha grandi potenzialità, ci sono tanti pregiudizi nei suoi confronti. La Cremo vuole fare patrimonio. Siamo saliti in A con molti prestiti, oggi ne abbiamo 20 di proprietà, tra cui lui che in prospettiva può essere il migliore. Ricordiamoci che è un 2003.

A cosa è dovuta la cessione di Milanese in prestito?

Non stava giocando ed è un peccato. È uno dei migliori under 21.

Qual è il suo rapporto con Braida?

Con Ariedo c’è un buon rapporto. I ruoli sono distinti, ascolto i suoi consigli ed esperienze. Il suo ruolo è di raccordo tra il ds e la proprietà.

Come è cambiato il mercato dopo l’arrivo di Ballardini?

Con Alvini si sono cercate certe caratteristiche, di corsa e fisico. Con Ballardini più di palleggio. Poi il mercato di gennaio è meno disponibile.

Una delle accuse rivolte alla società è quella di una comunicazione scarsa.

Io ero qui l’anno scorso e non sono mai andato a radio e giornali, ma così come non ci vado adesso. Non mi piace apparire molto, provo con le mie capacità. Per quanto riguarda il club, credo sia una filosofia. A me dispiace questo, umanamente parlando, perché non penso che la Cremonese faccia silenzi per chiudere le porte all’esterno, perché è questo che ci fa vivere. C’è stima e rispetto sia per voi che scrivete sia per i tifosi che reputo una grande tifoseria. Tra lo scorso anno e questo è una delle migliori in assoluto. È anche un’occasione per crescere tutti assieme. Magari non a livello locale, ma a livello nazionale la Cremo è tra le più apprezzate per comunicazione.

A cosa è dovuta la rivoluzione estiva?

Pecchia se ne è andato lui, ce lo ha comunicato dopo una settimana e non abbiamo neanche chiesto dei soldi al Parma, è una qualità della Cremonese. Però lo sapevamo anche all’inizio che tanti giocatori non erano nostri. E abbiamo provato a tenerli. Poi Sernicola e Zanimacchia li abbiamo tenuti, rendendoli di proprietà. Abbiamo fatto diverse ricerche con allenatori, e abbiamo scelto Alvini perché era un emergente di B con idee di qualità.

In caso di retrocessione si ripartirà con Ballardini?

Mancano 17 partite, anche se siamo in fondo. Eppure, se con gli stessi giocatori siamo in semifinale di Coppa, vuol dire che qualcosa abbiamo. Ballardini ha avuto un impatto positivo. Siamo concentrati comunque sull’oggi. Crediamo di poter dare di più e lo vogliamo dimostrare.

Si aspettava una stagione così traumatica?

È chiaro che non si pensa sempre al peggio. Il campionato è competitivo, tante volte abbiamo perso per episodi. Ci crediamo e ci dobbiamo credere. Possiamo fare tanto.

C’era la possibilità concreta che ritornasse Okoli?

Ci sono state situazioni, tra cui anche l’infortunio di Palomino, che hanno fatto sì che l’Atalanta lo tenesse, ma lui voleva giocare di più

Avere diversi giocatori di proprietà può essere un vantaggio o un problema in caso di retrocessione, dati i costi?

Io credo che la Cremonese sia una società forte e mantenere certi giocatori è nelle proprie possibilità. Poi sarà il mercato estivo e la loro volontà a fare la differenza.

Quali sono secondo lei gli errori commessi?

Tanti e diversi. Se giudichi tutto dalla classifica non puoi dire diversamente. Mancavamo dalla A da 26 anni. Il mercato è stato spietato nei nostri confronti. Il Lecce era già stato in A e ha fatto pochi investimenti, ma mirati. Ci è mancata un po’ la conoscenza di questa spietatezza. Abbiamo sbagliato a pensare che il campionato dello scorso anno fosse un riferimento per tanti club e calciatori, anche esteri.

Gestione Zanimacchia?

Lo volevamo fortemente e la società ci ha creduto. Alvini ci ha puntato da subito come titolare, ma la Serie A è diversa dalla B. Ha perso il posto, e a gennaio noi non volevamo cederlo, lo abbiamo invitato a dare di più, ma lui ha preferito andare nella categoria inferiore, oltretutto da chi lo aveva già avuto. Abbiamo voluto non perdere il controllo perché abbiamo il contro riscatto.

Farete qualche operazione con gli svincolati?

Se c’è qualcuno di funzionale bene, altrimenti no. Stiamo guardando, ma non so se c’è.

(Foto: Depositphotos)

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