ANGOLO SPEZIA – Vittoria dolce come lo zucchero

Angolo del tifoso Focus On Htest SERIE A Spezia
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Derby vero, elettrizzante, giocato a ritmi alti con un Picco carico a pallettoni. Ogni attacco, ogni palla è accompagnata da un boato come se qualcuno avesse segnato. Gli steward fuori lo stadio, ad un certo punto, devono aver pensato che si fosse sul 5-4. Senza dubbio lo Spezia ha meritato i tre punti e la vittoria, seppur in bilico fino al 94′, non ha mai dato l’impressione di poter varcare i confini di Deiva, direzione Genova. Prima della partita: curva Ferrovia piena come un uovo, blucerchiati un po’ in “piscina” e un po’ nel Montagna. Niente allenamento di atletica però. Solo lanci di torce e fumogeni.

Partenza a razzo

Partenza a razzo anche sul campo. Lo Spezia va sotto per un euro goal di Sabiri. Sessanta secondi e gli aquilotti pareggiano. Autorete di Murillo. Spinge forte lo Spezia. Holm a destra corre come un treno. Gyasi e Nzola sono in sintonia perfetta. Ampadu tra i più precisi. I suoi lanci per le punte tagliano come una katana la prima linea di sbarramento avversaria. Nel secondo tempo, lo Spezia capisce che è arrivato il momento di attaccare e lo fa in maniera saggia ma veemente. Sulla prima Gyasi si invola sulla sinistra ma il suo traversone teso non trova compagni in grado di toccarla in rete. Sulla seconda Ampadu di testa sfiora il palo facendo alzare tutto lo stadio che già immaginava la palla in fondo al sacco.

PICCO ALL’INGLESE

Alla terza Holm serve al centro Nzola che di destro la butta dentro: 2-1. Adesso il Picco è una bolgia. Degno di uno stadio inglese. Anzi ligure. Agudelo fa spellare le mani ai suoi tifosi con le sue accelerazioni e per poco non riesce a provocare il terzo goal. Sabiri continua a provarci da lontano. Anzi, a dire il vero, non ha mai smesso. Anche prima di andare sotto, Sabiri impegna Dragowski. Al club dei “nemici” del portierone polacco si iscrive anche Gabbiadini: tiro respinto. Inizia il recupero. Lo Spezia si mette a difesa della propria area come una guardia reale. La Samp sembra una falena che imperterrita sbatte contro una lampadina bianca, bianca come le maglie dei giocatori di casa. Nell’ultimo assalto, la palla finisce sui piedi di Quagliarella. Molti sembrano gia’ rassegnati all’inevitabile. Uno però, decide che non è arrivato ancora il momento di soccombere. Dragowski esce incontro all’attaccante e ribatte il tiro chiudendo lo specchio della porta. La palla esce e con essa la residua speranza doriana. Zona cesarini toglie (Napoli), zona cesarini restituisce. Lapalisse.

ZUCCHERO FILATO

Felicità che diventa dolce e reale come un bastoncino di zucchero filato tra le mani di un bambino. Lo stesso che all’inizio del secondo tempo mi dice: “Papà, vinciamo 2 – 1!”. Lui già sapeva. Sapere profetico degli innocenti.
Grazie Gabriele e grande Spezia.

 

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