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Fiorentina, Barak: “A Firenze per fare il salto di qualità”

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Nella giornata odierna, all’indomani del suo primo gol con la maglia viola sotto la Fiesole, Antonin Barak è stato presentato dalla Fiorentina. Ecco le sue dichiarazioni in conferenza stampa:

Riportiamo le dichiarazioni integrali da TMW:

Inizia, introducendo il nuovo acquisto, il ds Daniele Pradè: “Per me non è stato un buongiorno, stanotte ho dormito poco. Ci tenevo però a venire qua per presentare Antonin, nonostante potessimo anche non farlo perché lo conoscete bene. Il 26 agosto ha fatto le visite, il 27 il primo allenamento e il 28 la prima partita. Lo conosco benissimo, soprattutto come uomo: era il centrocampista che cercavamo, riteniamo sia colui che completa il nostro reparto”.

Si procede con le domande per Barak. Mai capitato prima di entrare così velocemente in un gruppo?
“No, così mai, però sapevo che può succedere con il mercato… Mi sono allenato proprio per essere a disposizione da subito e tutti mi hanno fatto contento. Non vedevo l’ora di giocare delle partite con questa maglia”.

Con Italiano ha parlato del suo ruolo? Come si trova da mezzala?
“Sapevo tutto e sono contento, è il mio ruolo. In Repubblica Ceca e nella nazionale ho sempre giocato da mezzala. A Verona mister Juric mi metteva trequarti, ma le caratteristiche mie sono da centrocampista. Qui ho ancora più possibilità di essere dentro il gioco. Stavo a centrocampo anche a Udine e nello Slavia Praga, è il mio ruolo preferito”.

Un commento alla serata agrodolce di ieri?
“Potevo aver segnato già prima, contro il Napoli. Mi piace che con le nostre idee di gioco creiamo tante occasioni ma dobbiamo essere più concreti e affamati nell’area, oltre che più svegli. Non siamo riusciti a segnare tanto ma sono convinto che i gol arriveranno, sono sereno per come vedo lavorare la squadra. Ieri per me è stata una bellissima gioia poter segnare al Franchi, è la prima volta e spero che ce ne siano altre. Non sono contento, dovevamo chiudere la partita già nel primo tempo ma capita, ci vuole solo pazienza per proseguire sul lavoro che stiamo facendo”.

Cosa rappresenta la Fiorentina?
“Sono arrivato in un club molto organizzato, con grandi idee e che sta crescendo. Questo mi dà tanto, posso migliorare ed è questa la strada che voglio fare. Dimostrare sì il mio valore, ma crescere e imparare grazie al mister. Per me è un grande salto di qualità, ora dobbiamo abituarci a giocare tante partite ma la questione è solo di testa. Dobbiamo metterci in testa che ci si allena poco e ogni tre giorni si gioca. Ci vuole sempre la mentalità per vincere. Penso che la squadra sia molto forte, possiamo raggiungere grandi risultati e obiettivi in questa stagione”.

Colpito dall’affetto della gente?
“Sin dal primo giorno tutti coloro che erano qua mi hanno fatto sentire bene. Ho sentito una grandissima voglia di aiutarli sul campo. Anche prima di venire qua mi arrivavano tanti messaggi dai tifosi viola, vedere una tifoseria così calda fa piacere. Mi sento molto bene qua”.

Quale la chiave per vincere a Bologna?
“Sappiamo tutti già ora che il nostro punto debole è nella finalizzazione, lì c’è da migliorare e se ci riusciamo sicuramente possiamo vincere. Il Bologna è in una situazione non facile, dobbiamo andare lì a prenderci questi tre punti”.

Come vi sentite fisicamente?
“Parlo per me e dico che mi sento molto bene. Ho fatto una preparazione importante, ora sto trovando il ritmo partita che è fondamentale. Anche la squadra sta bene, c’è qualche giocatore da recuperare perché ha problemi fisici ma giocando ogni tre giorni è normale. Dobbiamo lavorare da gruppo per vincere le partite, sia che giochi io o che ci sia un altro. L’importante è solo il risultato. Nella mia prima partita, contro il Napoli, c’è stata un’intensità impressionante per me, la sfida è stata di alto livello e la squadra fisicamente ha mostrato di star bene”.

Un pregio e un difetto.
“Si può sempre migliorare tutto, io sicuramente ho ancora tanti punti deboli. Come caratteristiche positive dico solo una cosa che io ho: sono arrivato dalla Repubblica Ceca, contento e orgoglioso di poter giocare in Italia. Per i cechi non è facile arrivare in Serie A e rimanerci per un po’ di anni. La cosa che mi ha sempre aiutato è la testa: voglio vincere e migliorare, la mia mentalità mi ha portato qua”.

Cosa colpisce di Italiano?
“Parliamo tanto di fase offensiva ma una sua forza è che, nonostante un certo tipo di gioco, facciamo creare poco gli avversari e subiamo pochi gol. Per sistema di gioco e idee riusciamo a mettere sotto gli altri. Mi ha colpito per la sua passione e ambizione, per come sta lavorando con la squadra. Lo conosco ancora poco, ma per quello che ho visto è un grandissimo professionista e allenatore, che negli ultimi anni ha dimostrato di essere in grado. Può far migliorare i giocatori singolarmente, questo per ogni gruppo è importante. Mi fa molto piacere come mi prende ogni giorno, spiegandomi le situazioni: è una soddisfazione vedere quanto ci tenga”.

Come si migliora nella finalizzazione?
“Solo con lavoro, partite e allenamenti. Ci servirebbe una partita in cui un giocatore segna e prende fiducia. Il fatto che si crei tanto mi fa stare sereno, so che la strada è giusta”.

Un obiettivo personale?
“Non mi interessa troppo, conta soprattutto il gruppo. Voglio ottenere grandi risultati con la squadra, perché so che se facciamo bene poi arriveranno pure i risultati individuali. Società e mister mi hanno scelto per la caratteristica che ho di saper arrivare in area, creare occasioni e segnare. Se poi farò gol e assist sarò contento ma di numeri non voglio parlare, non mi interessa e per me non è importante quanto fare i conti a giugno. Spero arriveremo in alto”.

Differenze tra Juric/Tudor e Italiano? Su cosa può migliorarla?
“Per me è importante che ci sia un feeling positivo tra allenatore, giocatori e club. Ogni giorno stiamo tanto assieme, per questo dobbiamo andare d’accordo e capire ciascuno cosa debba fare. So che ogni allenatore può insegnarmi delle cose, Italiano ha un carattere molto simile a Juric: tutti e due sono ambiziosi, vogliono vincere e portare la squadra più in alto possibile oltre ad avere professionalità e voglia di dimostrare ogni giorno quanto fanno. Il gioco è un po’ diverso, con mister Italiano siamo forse più belli da vedere: già così si vedono grandi risultati, se poi segneremo o meno dipenderà da noi”.

(Foto: Depositphotos)

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