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Salernitana, Nicola: “Il nostro popolo merita la salvezza”

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Il tecnico della Salernitana, Davide Nicola, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della conferenza stampa di vigilia del match contro il Cagliari. Questo quanto raccolto da TMW:

Come sta la squadra a 48 ore di distanza dalla partita con il Venezia e quanti cambi in formazione ci saranno?
“La rotazione non è mai minima. All’inizio qualche variazione potrebbe esserci. Incontriamo una squadra che ha cambiato allenatore, che ha idee diverse e che potrebbe modificare il modo di stare in campo. Ci stiamo preparando bene, energia ed entusiasmo ci danno una spinta in più e siamo perfettamente consapevoli che ci sono nove punti in palio per coronare il nostro sogno. Sul piano psicofisico stiamo bene perchè stanno raccogliendo i frutti di due mesi e mezzo di lavoro. Stiamo esprimendo un bel calcio, anche domani siamo pronti a dare tutto quello che abbiamo”.

Cosa ha pensato dopo Genoa-Juventus?
“Non ho avuto la possibilità di vederla. Per me e per il mio staff sono stati giorni molto impegnativi. Un conto era incontrare il Cagliari di Mazzarri, un altro prevedere cosa accadrà con un nuovo allenatore. Ho avuto poco tempo per concentrarmi sugli altri. Domani mattina ci sarà un altro allenamento per curare gli ultimi dettagli”.

In cosa dovete migliorare?
“E’ quasi scontato dire che si può far meglio sotto tutti i punti di vista. Ho detto ai ragazzi che realtà inaspettate possono raccontare in futuro storie fatte di lavoro, passione, sudore, valori umani. Quello che abbiamo fatto fino a questo momento è frutto di un lavoro importante, è nell’interesse di tutti esprimerci sempre meglio. Salerno è un posto meraviglioso, è moralmente giusto che piazze del genere raggiungano determinati risultati. Tutti insieme vogliamo sovvertire il consueto andamento delle cose. Siamo una neopromossa, ma non è scritto da nessuna parte che non si possano raggiungere traguardi importantissimi. Possiamo veramente entrare nella storia, il connubio con la gente è un’arma in più”.

Rotazioni in attacco?
“Può darsi. Tutti devono dare il loro contributo. Domani abbiamo un altro allenamento prima della partita e vedremo di prendere le decisioni migliori”.

Bastano due vittorie per salvarsi o la quota si è alzata?
“Può darsi si sia alzata, ma non mi interessa. E’ una lotta apertissima, importante, piacevole, che deve darci la carica. Sembravamo fuori dai giochi, invece due mesi e mezzo di lavoro stanno dando i frutti sperati. Abbiamo dimostrato valori non indifferenti, l’energia dentro di noi è incredibile. La Salernitana e il suo popolo meritano di restare in serie A”.

C’è stanchezza?
“Se percepisco stanchezza io, forse la percepiranno anche i miei ragazzi. Invece sono felice ed emozionato per loro, ho una energia bellissima e mi piace poter giocare frequentemente. In questo modo siamo sempre sul pezzo, facciamo il gioco più bello del mondo ed è vitale poter competere”.

Quanto conterà il fattore pubblico?
“Tifoseria fantastica. Questo sport ha senso con il pubblico. Vorrei che, per una volta, tutti insieme sovvertissimo il corso degli eventi. Per ottenere un grande risultato è fondamentale che la gente ci trasmetta la loro energia. Ho detto scherzando che pagherei io per vedere sempre lo stadio pieno e portarli all’Arechi. E’ una componente importante, questa piazza merita la salvezza”.

Quanto è difficile preparare una gara senza avere alcuna informazione sull’avversario e vi aspettate un Cagliari con una difesa a 4?
“Non cambia nulla. Il Cagliari, durante il campionato, ha giocato sia a quattro, sia a tre. Voi parlate di moduli, io mi concentrerei sull’occupazione degli spazi e sulle caratteristiche dei giocatori. Non escludo possano cambiare qualcosa, mister Agostini in Primavera giocava così. Abbiamo immaginato potenziali scenari, è chiaro che abbiamo dovuto ripassare alcune situazioni che tornarono utili nel nostro passati”.

Nel processo di crescita targato Nicola, cosa ha maggiormente colpito lei e lo staff tecnico?
“Sin dal primo giorno mi è piaciuta la totale disponibilità dei ragazzi, hanno sposato le nostre idee mostrando in campo aggressività e rapidità. Io mi diverto quando vedo un calcio veloce. L’applicazione è stata ottima, hanno voglia di apprendere. Spero che, da domani alle prossime gare, mi colpirà la loro gioia. Vogliono dimostrare di essere ragazzi di livello, io credo ciecamente in loro e nella possibilità di tagliare il traguardo”.

Come stanno Ribery e Sepe?
“Non convoco giocatori che non possano dare una mano. Hanno tutti energia e mentalità per incidere, anche se non dovessero giocare. A me dispiace non portare con me alcuni ragazzi che si stanno comportando benissimo, ma non posso schierare trenta calciatori”.

L’uomo Nicola come sta vivendo questi momenti così emozionanti?
“Credo di parlare a nome di ogni componente: vedo una voglia matta di poter raggiungere qualcosa che stiamo meritando in questi tre mesi. C’è una città che vuole dimostrare il suo valore, anche in luoghi che non sono grandi metropoli ci sono valori tecnici, umani ed emozionali importantissimi. Tutti insieme, lo ripeto, dobbiamo sovvertire l’ordine naturale delle cose e degli eventi. Lo possiamo fare, ci dobbiamo credere e ognuno di noi deve mettere a disposizione la propria energia nel rispetto dei ruoli”

Come mai Mamadou Coulibaly non è convocato?
“Sta lavorando tantissimo e gli manca poco per poter essere pienamente a disposizione, manca la giusta intensità perchè arriva da un doppio infortunio tramutatosi in un terzo infortunio non gravissimo. Ho bisogno di avere gente che sia al 110%. Lo conosco, sin dai tempi di Udine, e sono convinto farà uno sforzo per aumentare il livello delle sue prestazioni”.

Quanto sta crescendo Verdi dopo un avvio altalenante e il cambio di modulo può averlo aiutato?
“Se c’è qualcosa che mi sta sulle scatole è la parola merito. Non credo ci siano individualità talmente importanti che possano determinare tre mesi di lavoro. Gli unici meriti sono del mio presidente, del direttore sportivo e della gente che, per un anno intero, ha dato una mano a questa squadra. So che posso aiutare, stesso discorso per i miei giocatori che sono a disposizione del compagno. A me interessa altro. Verdi è importante come tutti gli altri, chiunque dimostra valori che vadano oltre il mero discorso tecnico-tattico ha la mia grossa considerazione”.

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