ANGOLO ROMA – Tre punti “lusitani”

Angolo del tifoso Roma
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La Roma, alla ricerca di punti obbligati dopo le debacle di inizio anno; di fronte il Cagliari, terzultimo e decimato da covid e infortuni: da fuori sembrerebbe anche facile.

Pronti, via ed è la Roma a fare la partita: subito Zaniolo atterrato in area, rigore, ma il VAR giustamente fa dietrofront. La partita è soporifera, il baricentro romanista è alto, ma i sardi sono attenti e ben poco si produce se non qualche guizzo (poco lucido) di Gyan.

Al minuto 33 Oliveira, appena sbarcato, va al dischetto per realizzare il rigore del vantaggio, procurato dallo stesso portoghese per un fallo di mano di Dalbert. Partita in discesa, si penserebbe. Invece no.

Il secondo tempo aumenta leggermente il ritmo rispetto al primo. Gli isolani provano a spingere, fornendo alla Roma vari contropiedi, gettati alle ortiche dalla foga di Gyan, dalle scelte sbagliate di Abraham o Mhkytarian e dalle “mozzarelle” di Veretout e Shomurodov.

La Roma ha difficoltà enormi a segnare e la partita assume le sembianze del classico pareggio al primo tiro. La buona sorte stavolta ci bacia, perché su un cross Mancini dimentica Joao Pedro che scavetta, ma l’altro portoghese, Patricio, devia da campione sulla traversa. Finisce così.

Patricio, come detto, spettatore tutta la partita; la salva sull’unico guizzo rossoblu. Poco lavoro per la difesa ma Mancini fa un errore decisivo e i pochi minuti giocati tolgono sicurezza a Kumbulla, che compie un paio di leggerezze.

Vina evanescente, mentre Niles prosegue nel suo inserimento giocando in maniera fin troppo semplice e poco audace. Veretout avrebbe dovuto riposare, non fosse stato per l’infortunio del capitano nel riscaldamento. La partita conferma questo bisogno.

Se i giallorossi avessero tutti la metà della voglia di Gyan sarebbero primi in classifica: impagabile questo ragazzo; purtroppo manca il fosforo che età ed esperienza gli porteranno in seguito. Male Shomurodov da subentrato.

Zaniolo e Mkhitaryan sono gli unici che, a sprazzi, fanno vedere cosa sia calcio. Appunto: sono solo sprazzi che fanno ripartite le azioni, ma si incartano laddove vanno concluse.

Abraham solito impegno e lavoro, ma continua ad “intruppare” sul pallone e ad avere poche o nulle occasioni reali.

La nota positiva è il neo acquisto. Senza stappare champagne troppo presto, il portoghese gioca a tutto campo, compassato e dal fisico esile, ragiona e sa cambiare gioco coi piedi, differenziandosi come tipologia dai suoi compagni di reparto. Al di là del gol vittoria, ci sono i prodromi della chiave di uno scacchiere.

Soffrire così non è normale. Nulla di nuovo, Roma in difficoltà a creare e con zero cattiveria in mezzo e in area. Contro il Cagliari: qualunque squadra, dal Torino in su, avrebbe sfruttato due o tre contropiedi sui dieci creati. Mourinho ha le sue colpe, ma lui in area a segnare non può proprio andare.

Tre punti d’oro, che però nulla cambiano sulla improbabilità di una rincorsa Champions.

Ma al mercato Mourinho chiedeva alcune cose e queste cose sono arrivate subito, senza aspettare il 31 come al solito. Questo è segno della volontà di cambiare registro. Speriamo che la personalità dimostrata oggi da Oliveira sia solo la prima di una lunga serie da qui alle prossime sessioni.

Work in progress…

P.S. Poi senti dire a Mazzarri che il Cagliari meritava di vincere, con un tiro in porta e guardandolo, rubizzo, ti ricorda Cesare Cesaroni, non tanto per la somiglianza con Fassari, ma con l’attinenza estetica e professionale con un proprietario di bottiglieria. Con tutto il rispetto per quest’ultimo.

 

 

 

 

 

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