Hermano Maradona

#SOCIALVLAD – ‘Hermano Maradona’: quando il dolore si trasforma in amore

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Tempo di lettura: 3 minuti

Sono ormai passati mesi dal triste pomeriggio del 25 novembre. Ma ciò non è bastato per mutare il vuoto che Diego Armando Maradona, tra i calciatori più iconici e forti di sempre, ha lasciato in tutto il mondo del calcio. Da Buenos Aires a Napoli, passando per ogni latitudine possibile, le commemorazioni in onore del Pibe si sono moltiplicate in queste settimane.

A partire proprio dalla sua città, Napoli, che gli ha donato ciò che ha di più caro, sportivamente parlando. Quello stadio, che oggi porta il suo nome, dove ha vinto e ha fatto il giro del mondo con le sue magie. Gli stessi Quartieri Spagnoli, che oggi sono diventati pellegrinaggio continuo di tanti appassionati che ricordano il grande Diego.

Il dolore è stato unanime e ha toccato ogni singola generazione: da chi ha avuto la fortuna di viverlo a chi è stato inculcato il racconto di un mito, divenuta leggenda da quel maledetto 25 novembre.

E’ il caso anche di Ivan Lorito, autore della canzone ‘Hermano Maradona‘, composta il 29 novembre 2020 a 4 giorni di distanza dalla morte di Maradona. Abbiamo avuto il piacere di parlarne con Giancarlo Lubrano, che ne cura in toto la produzione. Lubrano ci ha raccontato alcuni retroscena interessanti, ma soprattutto, ci ha trasmesso tutta la sua emozione in un racconto ricco di significato. Siamo stati avvolti anche noi, grazie alle sue parole, dalla potenza che la memoria di Diego continua a sprigionare.

I primi ad ascoltare le note di Hermano Maradona, sono stati gli amici più stretti, quasi tutti musicisti, tra cui Ermanno Romano, che suona le chitarre e ne ha curato l’arrangiamento, lo stesso Lubrano, Antonio Manco che ne girerà il videoclip ufficiale ed Eliana Iovino e Franco Buonocore che collaborano al progetto di produzione. Il gruppo di amici si è da subito sentito coinvolto totalmente in quello che proprio Lubrano definisce un appuntamento con il destino.

Il brano è un tentativo da parte di un figlio di Napoli di mettere in musica e parole emozioni impossibili da dimenticare e difficili da raccontare. Perché d’altronde soltanto chi è figlio di questa città può capire l’immensità della figura di Maradona.

La canzone scritta in napoletano e castigliano arriva come un grido che attraverso “l’amore maradoniano” unisce idealmente tutti i popoli del Sud del mondo. Non a caso, il riferimento nel testo a quello spirito di lotta sociale, solidarietà e fratellanza che attraverso “100 e più battaglie” hanno reso Diego la leggenda che va oltre il calciatore.

Una dedica che tocca anche la concezione più ampia della napoletanità, che si ritrova nel vissuto di personaggi come Pino Daniele, lo stesso Diego Armando e chiunque contribuisce a portare alto il nome della città.

Intanto, così come la canzone era nata dal dolore e dall’esigenza espressiva dell’autore, nel team di produzione, nasceva l’idea di un progetto sociale, tema molto a cuore di Maradona, protagonista di numerosi gesti benefici nel corso della sua breve, ma intensa, vita.

Ispirazione che è stata il trampolino di lancio di un’iniziativa lodevole, che prevede parte degli eventuali proventi generati da questa canzone destinati al sostegno di progetti sociali. In primis, la nascita di un’associazione sportiva e culturale dal nome ‘Hermano Maradona – La pelota no se mancha’, con sede a Napoli in cui bambini, ragazze e ragazzi meno fortunati, potranno avvicinarsi e coltivare gratuitamente i valori dello sport, della musica e dello stare insieme.

Tutto nel segno del compianto Diego Armando Maradona, campione che tutta la città, così come tutto il mondo, ha imparato ad amare e che tutt’ora ama ancora, ed amerà per sempre.

Diego Eterno. 

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