SPECIALE 2020 – Angolo Fiorentina

Angolo del tifoso Fiorentina Focus On Prima Pagina SERIE A
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2020: L’ANNUS HORRIBILIS DI COMMISSO. IL MEGLIO È LA FINE

Si è chiuso finalmente il 2020 Viola, il primo anno intero della presidenza Commisso e, a parte qualche sussulto, non si registra altro che il desiderio di passare al 2021.

Il 2020 era iniziato col neo arrivato tecnico Iachini costretto, insieme alla società, a rimediare attraverso il mercato ad una rosa che non funzionava. Montella aveva lasciato al tecnico di Ascoli Piceno un gruppo sfiduciato e privo d’inventiva (un anno dopo invece…).

Arrivano cinque elementi: Igor per la difesa, Agudelo e Duncan a centrocampo, Kouamè e Cutrone a risollevare l’attacco. Settanta milioni, un anticipo di cassa per rialzare la squadra ed evitare il rischio retrocessione.

Il meglio, quella squadra lo dà subito. L’approdo di Iachini porta una resurrezione atletica vera e propria con un pressing che sembrava di vedere all’opera proprio l’allenatore viola ai tempi in cui giocava.

Il 15 gennaio al Franchi si gioca il passaggio agli ottavi di coppa Italia con l’Atalanta, squadra sublime che nei mesi seguenti farà esaltare ogni appassionato di calcio. Quel giorno i viola superano il più quotato avversario grazie al neo arrivato Cutrone e allo spagnolo Lirola, arrivato con squilli di tromba dal Sassuolo e poi caduto in disgrazia. Il miglior biglietto da visita per il nuovo allenatore. Commisso in tribuna vip con le braccia al cielo e la faccia di chi pensa di aver fatto la scelta giusta.

E in effetti quei mesi trascorrono bene: il gioco non piace, ma negli scontri diretti i viola mettono il vestito buono per uscire dalle “sabbie mobili” della classifica. Basta pensare al successo per 1-4 a Marassi con la Samp con doppietta di Chiesa (a proposito, il malumore che aveva ai tempi di Montella scomparve di colpo. Un caso?) E al successo sempre per 1-4 al “Via del Mare” contro il Lecce. Quelle vittorie, oltre al recupero del sopracitato Chiesa e alla ritrovata vena di Ribery, portano Commisso a confermare l’allenatore.

La Fiorentina finisce nona ed in società tutti credono che il peggio sia passato. Si chiude infatti per Commisso un’annata logorante, fra l’emergenza Covid e le varie questioni legate alla costruzione del nuovo stadio della Fiorentina.

Quest’ultima è una grana che non vede ancora la fine, mentre la grande vittoria del tycoon è l’acquisto dei terreni su cui nascerà il “Viola Park”, il centro sportivo di ultima generazione che sorgerà a Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze.

VOTO ALLA STAGIONE PASSATA = 5,5 (di stima).

L’annata in corso porta in dote un calciomercato con pochi colpi ma di qualità. Gente come Amrabat (forte come un guerriero, un tipo che porteresti sempre in battaglia con te) che si era fatto notare come il mediano più positivo della scorsa stagione. Per non parlare dello svincolato di lusso, Giacomo Bonaventura, che lasciava presagire classe e gol al servizio della squadra.

I big tutti confermati, da Milenkovic e Pezzella, da Ribery al giovane Vlahovic. Eccetto uno. La smania di successo di Federico Chiesa lo porta infatti al tanto desiderato passaggio alla Juventus, sostituito, l’ultimo giorno, dall’usato sicuro Callejon.

I giornali parlano della Fiorentina come di una delle pretendenti alla zona Europa. Solo che, escluso l’esordio casalingo col Torino, in cui la vittoria arriva grazie al gol nel finale di Castrovilli, la squadra non dà mai l’impressione di esprimersi in libertà. La sconfitta con la Samp in casa ed i pareggi con Spezia e Parma, rimandano l’immagine di un gruppo totalmente bloccato e che fatica a seguire l’allenatore.

Dopo la settima giornata, infatti, si opta per il cambio alla guida. Niente Sarri (tanto sperato ma non realizzabile causa contratto in essere con la Juve), ma Cesare Prandelli.  Il Mister che aveva fatto salire i Viola in Champions ben due volte (tre, contando l’anno tolto da calciopoli). Le sue esperienze precedenti non depongono a suo favore, considerato sia l’esonero sia al Genoa che a Dubai.

Anche con lui tanta sofferenza: una sola vittoria in sette gare. Col punto più basso raggiunto nel pareggio casalingo col Genoa per il rotto della cuffia.

È stata vissuta la rabbia dei dirigenti ed il ritiro punitivo, con tanto di striscioni della curva a richiamare impegno e rispetto per la maglia.

Poi, tutt’un tratto, è arrivata “la presa di Torino” come un raggio di sole dopo mesi di tempesta.

VOTO ALLA STAGIONE IN CORSO: 5

Dal 4 gennaio sarà di nuovo mercato. Quest’anno, nella calza della Befana, sarebbero graditi due dolcetti: un regista alla Torreira ed una punta di esperienza alla Caicedo.

VOTO AL 2020: 5

a cura di Marco Collini

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