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Angolo del tifoso

ANGOLO MILAN – Prova di forza

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Uno, due, tre, quattro, cinque e sei. Gol. Leao. I settantasei centesimi di secondo, li avete impiegati battendo le ciglia o respirando. Tanto è bastato al Milan per passare in vantaggio contro il Sassuolo, nella prima delle due partite più delicate di questa tanta attesa fine 2020.

Nessuno avrebbe pensato a un gol così incredibilmente prezioso, ottenuto così velocemente. Eppure, a quanto pare, nei miracoli tocca crederci. E chi, meglio del tifoso milanista, alla luce di tutto quello che è successo da giugno a oggi, può dirlo?

Com’è noto, la lotteria degli infortuni tiene banco a Milanello. Comanda da un mese. In campo Pioli deve rinunciare all’ossatura che conferisce solidità e automatismi accertati. Avendo fuori Kjaer, Bennacer, Ibrahimovic e aggiungiamo anche Gabbia e Rebic, il coach in attacco decide di schierare Saelemekers a destra, Brahim Diaz a sinistra, Calhanoglu trequartista centrale dietro Leao, Kessie e Tonali a centrocampo.

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L’andamento della partita, con la vela spiegata e rigonfia del bruciante vantaggio, procede come nei piani del Milan, che amministra con la solita calma.

Si capisce che sarà una buona giornata di raccolta, da un segnale inequivocabile. Il grande sacrificio degli esterni d’attacco di tornare spesso a difendere. Brahim Diaz spesso si fa trovare al limite dell’area di rigore rossonera, pronto per raccogliere i preziosi palloni che escono dalle mischie. La sua corsa e la sua grande abilità di saltare l’uomo sono proprio ciò che serve per lanciare quelle ripartenze che, se gestite con precisione, contro una squadra propositiva come il Sassuolo, possono fare molto male.

Ed è quello che succede. Diaz prende la palla che esce e la passa al quattrocentometrista del Milan, Theo “Figlio del Vento” Hernandez, che più campo ha e più va veloce, Tonali sulla traiettoria si scansa per il fuorigioco e per non essere travolto, il terzino arriva fino a un centimetro dalla linea di fondo, la mette in mezzo e Saelemekers insacca.

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Le corsie laterali. L’aspetto che fa la differenza in un modulo come quello rossonero.

In fase difensiva, perchè sulle corsie esterne troppo scoperte, possono aprirsi spazi pericolosi, come nella partita contro il Parma. Saelemekers forse meglio di tutti simboleggia quella duttilità e versatilità che Pioli ha reso ingredienti principali del suo progetto sportivo. Il belga non è un fenomeno, eppure la sua assenza in questi dieci giorni, ha pesato. 

E in fase di attacco. Perchè la reattività degli elementi laterali, di quello sinistro su tutti, è forse il vero grimaldello di questa squadra. Partire da dietro, spezzare in due la squadra avversaria, costringerla a scegliere fra un fallo che può sembrare unico rimedio oppure la speranza che si fermi per un rimpallo o una zolla che falsa il rimbalzo del pallone. E mentre l’avversario pensa, Theo passa e già sceglie se passarla o provare il tiro da fuori.

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L’altra specialità della casa. Davies e Robertson? Sicuramente dei grandi terzini, ma le statistiche fra il 2019 e questo 2020, non lasciano dubbi. Lo scozzese del Liverpool ha totalizzato 50 partite giocate, 3 gol, 2 assist. Il canadese dei bavaresi, 35 partite, 3 gol e 4 assist. Il francese del Milan 45 partite, 9 gol e 14 assist. Non c’è gara. Se sta bene Hernandez, il Milan può vincere contro chiunque.

Non deve sfuggire il significato di aver vinto contro il Sassuolo. Anche al netto del cartellino giallo, difficilmente comprensibile, rimediato da Kessie che salterà la prossima contro la Lazio, per squalifica.

Difficile chiedere di più ad una squadra che, giusto un anno fa, segnava un record rovesciato, col peggiore inizio campionato degli “ultimi” ottant’anni.

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Alla luce di questo stillicidio di infortuni, anche Tonali fuori per un fastidio muscolare, i due pareggi nelle ultime due partite rimediati con Parma e Genoa, sembrano meno cupi e penalizzanti.

Le inseguitrici fiutano il sangue e gli ultimi due pareggi della capolista hanno rinvigorito la loro corsa e spingono, nella speranza che qualcosa li davanti venga a mancare.

In un risultato a specchio, che fa capire come Milano stia vivendo questa corsa, l’Inter vince contro lo Spezia per 2-1 e poi la Juve schiaccia il Parma per 4-0, ma vincere oggi vuol dire vanificare questa che poteva essere una buona giornata.

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E mercoledi si ricomincia da capo. Ma l’Inter affronterà il Verona e la Juve ospiterà la Fiorentina. E il dodicesimo comandamento scritto sulle tavole che Mosè portò giù dal Monte Sinai, recita: La palla è rotonda. Tutto può succedere.

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