Fischi per fiaschi

FISCHI PER FIASCHI – Il VAR

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Tempo di lettura: 3 minuti

IL VAR

Il VAR ed il relativo protocollo sono probabilmente la più rilevante novità degli ultimi anni nel mondo del calcio, insieme all’utilizzo della tecnologia di controllo della linea di porta.

Il Video Assistant Referee (abbreviato in VAR – tradotto dall’inglese “arbitro di video-assistenza“) è l’ufficiale di gara che collabora dall’esterno con l’arbitro in campo, attraverso una connessione radio, esaminando le situazioni dubbie della partita tramite l’ausilio di filmati in tempo reale.

L’INTRODUZIONE DEL VAR

L’introduzione del VAR è stata preceduta dall’adozione di un protocollo di utilizzo, introdotto poi nel Regolamento del Giuoco del Calcio.

Dopo una fase di sperimentazione nel Campionato Primavera, è divenuto operativo in serie A a partire dalla stagione 2017-2018.

Successivamente ad una prima reazione di apparente “rigetto” da parte di un po’ tutte le componenti del mondo calcistico, oggi sembra divenuto indispensabile.

IL PROTOCOLLO

Il VAR può intervenire, di sua iniziativa, solo in ben determinati casi.

Due le primarie condizioni che devono essere soddisfatte, alternative tra loro o concorrenti: –   deve trattarsi di un “chiaro ed evidente errore”; – oppure deve essere un “grave episodio non visto”.

Inoltre, anche al ricorrere di queste condizioni, il VAR non può intervenire se l’episodio non si è concretizzato durante le seguenti situazioni di gioco: – rete segnata/non segnata; – calcio di rigore o no; – episodi da espulsione diretta; – scambio di identità (quando l’arbitro ammonisce o espelle il calciatore sbagliato).

Il protocollo descrive poi, minuziosamente, tutti le singole situazioni di gioco che sono inquadrabili nelle categorie sopra indicate, ad esempio la posizione dell’infrazione (interno o esterno area) per il calcio di rigore, piuttosto che un gesto offensivo non visto per la espulsione diretta.

LA ON FIELD REVIEW

Al di fuori delle ipotesi prima indicate, il VAR può intervenire soltanto su richiesta, via radio, dell’arbitro di gara.

In ogni caso, la decisione finale di rivedere o meno una azione spetta sempre all’arbitro di gara, a prescindere dalla intervenuta segnalazione o meno del VAR.

Nel caso intenda rivedere una azione, l’arbitro interrompe il gioco, fa il segno dello schermo TV, e procede a bordo campo davanti alla postazione video dove può vedere le immagini che invia il VAR. Non c’è alcun tempo limite, ma ovviamente l’arbitro dovrà tenerne conto ai fini del recupero.

Una volta completata la revisione (c.d. on field review), l’arbitro fa nuovamente il segno della TV con le mani ed adotta i provvedimenti che ritiene, modificando i precedenti o confermandoli. Le decisioni riguardanti le riprese di gioco (calci d’angolo, rimesse laterali, ecc.) non possono essere cambiate.

Quando il gioco è ripreso, l’arbitro non può più tornare sullo stesso episodio e rivedere immagini, se non nel caso di scambio di identità o quando sia rilevato un episodio di condotta violenta o antisportiva tale da giustificare una espulsione diretta

LA DIFFUSIONE E L’USO

VAR e AVAR (Assistant Video Assistant Referee) sono ormai utilizzati in tutte le maggiori competizioni mondiali, e cominciano a diffondersi anche nelle serie cadette.

Dopo i primi anni abbastanza difficili, dovuti anche alla necessità di tempo perché gli arbitri acquisissero dimestichezza col mezzo, oggi la tecnologia di revisione in tempo reale e i VAR appaiono ormai indispensabili, contribuendo in maniera determinante ad una maggiore equità degli arbitraggi.

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