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Rocchi, così non va(r)

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Arbitro Var Rocchi
Tempo di lettura: 3 minuti

Quando? Sabato scorso. Dove? A San Siro. Come? In modo confusionario. Perché? Per l’inadeguatezza della classe arbitrale. È con queste quattro domande che potremmo spiegare il progressivo declino che il gioco del calcio sta subendo per via dell’esistenza di uno strumento chiamato VAR. Nato per ridurre gli errori e le polemiche, ma che in realtà ha fatto sì soltanto che le stesse si spostassero su un altro piano. Milan-Lazio docet.

Confusione

Ricordate quando il video assistent referee (meglio noto come VAR) fu presentato come lo strumento che avrebbe migliorato il calcio? Bene, dimenticatelo. I tempi in cui ci veniva rassicurato che il VAR non sarebbe stato l’equivalente della moviola in campo sono ormai morti e sepolti. Oggi infatti l’ingerenza del VAR nel corso dello sviluppo della partita è fin troppo eccessivo, almeno in Italia.

Già perché chi mastica un po’ di calcio estero oppure segue con assiduità le sfide delle coppe europee, si è reso conto che è soltanto nel paese delle mezze verità, l’Italia, che il VAR ha finito per scavallare l’autorità dell’arbitro. Un uomo, il direttore di gara di campo, che ormai finisce per tradire se stesso, arrivando a farsi condizionare dai propri colleghi in merito ad un episodio che semmai ha visto e giudicato (in modo giusto) con i propri occhi a pochi metri dall’accaduto.

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La conseguenza di tutto ciò è una classe arbitrale in cui, escludendo forse gli ultimi cresciuti in un mondo senza VAR come Guida o Doveri, ci sono persone insicure che stentano a prendere decisioni sul campo, in attesa di un aiutino che a volte nemmeno arriva oppure che se arriva lo fa nel momento e nella circostanza in cui non serviva.

Il riferimento, fin qui nemmeno troppo velato, all’episodio con protagonista Pavlovic sabato scorso è soltanto l’ultimo di una lunga sequenza di decisioni sbagliate. Anzi, di valutazioni fatte correttamente ma che per condizionamento di due persone, VAR e AVAR, si finisce per vedere rovesciate. Un teatrino che, unitamente alla pagliacciata della spiegazione live, svilisce sia il ruolo dell’arbitro che il senso del gioco del calcio.

Regole sbagliate

E qui veniamo ad un’altra nota dolente. Se è vero che Collu, arbitro di Milan-Lazio, si è forse inventato il fallo di Marusic per salvare la faccia al VAR prendendo così la decisione giusta (cioè nessun rigore) nel modo più sbagliato possibile, è altrettanto vero che stando alla spiegazione il braccio di Pavlovic era stato reputato “fuori sagoma”.

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Ma può un braccio in marcatura con il difensore di spalle al pallone essere considerato punibile? Nel calcio moderno evidentemente sì. E gli esempi non mancano. Da Ehizibue in Udinese-Bologna fino ad arrivare a Joao Mario in Verona-Juventus (ritenuto in quel caso dai vertici AIA un errore), sono tante le casistiche nelle quali si sta tentando sempre più di ridurre i difensori a meri burattini e, in generale, il gioco del calcio ad un esame di geometria in cui figure, sagome e angoli vanno per la maggiore.

Quale futuro?

Chiedere per il futuro l’uniformità di giudizio non è quanto in questa sede sarà auspicato. Ciò in quanto il calcio è uno sport nel quale, al netto di alcune chiare situazioni, ci sono da sempre fin troppe zone grigie in cui un arbitro può decidere in un modo mentre un altro nel modo opposto.

Tuttavia per il futuro un passo in avanti sarebbe in realtà un ritorno al passato. Un VAR non da eliminare ma la cui ingerenza deve essere ridotta alle cosiddette “cantonate”, ossia abbagli che un direttore di gara può prendere nel corso di una partita. In altre parole errori da matita blu da dover cancellare.

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Evitare quindi le manie di protagonismo di chi è seduto a Lissone sarebbe il primo passo verso un miglioramento del gioco più bello del mondo. E se un VAR a chiamata, in stile tennis, è chiedere troppo, quantomeno si inizi con l’evitare di indurre l’arbitro a prendere decisioni sbagliate quando invece le aveva prese corrette. Altrimenti c’è il rischio che ogni gara possa terminare con il fatidico “dov’è Rocchi”?

(Foto:DepositPhotos)

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