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Serie A: un calcio al pro…tracollo

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Una sensazione di deja-vu, nel calcio così come in tutto il nostro Paese. Per la pace di chi ha cominciato a vedere il Covid come un male sconfitto, la situazione torna a salire oltre il livello di guardia. Aumentano i casi, così come i posti occupati negli ospedali e nelle terapie intensive.

E così, mentre in queste settimane si lavora alla riapertura degli stadi per il 25% della capienza, la notizia della positività di quattordici membri del Genoa (tra giocatori e staff) riporta tutti coi piedi per terra. Il campionato torna a tremare, soprattutto se si pensa alla concreta ipotesi che il virus possa colpire anche altre squadre, come l’ultimo avversario del Genoa, ossia il Napoli, dove si vive un clima di giustificata apprensione e paura.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

Ma andiamo per gradi. Nella giornata di sabato, il Genoa comunica la positività al Covid-19 di Mattia Perin. Una notizia che inizialmente non desta preoccupazioni, dati gli ormai ‘sistematici’ contagi che si registrano nel mondo del calcio. Contestualmente all’applicazione del protocollo previsto in casi analoghi, parte subito il giro dei tamponi in casa rossoblù. Ragion per cui, la partita contro il Napoli, in programma domenica alle ore 15:00, sarà posticipata di tre ore.

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Negativi i primi test della serata, ‘debolmente positivo’ invece Lasse Schone che, al pari del suo compagno di squadra Perin, resterà in isolamento nel capoluogo ligure.

L’incontro si svolge regolarmente – terminando con il risultato di 6-0 – ed ogni pericolo sembra essere lasciato alle spalle.

E invece no. Il comunicato apparso sul sito del Genoa nella serata di ieri è una doccia gelata, che mette a serio rischio l’intero prosieguo del campionato. Categorica appare l’impossibilità di far disputare il match contro il Torino in programma sabato alle 18:00. Il tutto, in attesa di capire ciò che ne sarà del giro dei tamponi in casa Napoli che, a questo punto, trema.

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Siamo solo alla terza giornata e ci tocca fare i conti con la possibilità – concreta – che possano essere rinviate numerose partite, complicando un calendario già di per sè complesso, e alterando un altro Campionato anomalo che vedrebbe risultati condizionati da numerose e improvvise assenze.

UN VERO E PROPRIO PRO…TRACOLLO

Considerati i fatti descritti, appare evidente che si dovrà discutere del nuovo protocollo messo a punto dalle varie istituzioni, con ministero dello Sport e Comitato Tecnico Scientifico in prima linea.

“I calciatori dovranno obbligatoriamente sottoporsi ai test soltanto nelle 48 ore precedenti alle competizioni”, aveva annunciato infatti Vincenzo Spadafora soltanto pochi giorni fa. Una modifica apportata dopo svariati solleciti da parte delle società e del numero uno della FIGC Gabriele Gravina, da sempre sostenitore di un modello preventivo più snello e meno pesante per le casse del calcio.

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Al di là di ogni questione politica, è chiaro che, ad oggi, nessun organo competente sia stato capace di prevedere determinati rischi, e ciò appare grave.

Nei prossimi giorni, inevitabilmente, la questione sarà sottoposta a necessari approfondimenti. Bisognerà capire, infatti, se ci sono responsabilità specifiche delle parti in questione (Lega e Genoa compresi) e cercare di conprendere la questione.

In ogni caso, è fuori discussione che qualcosa non torni e che bisognerà rivedere l’iter procedurale. Sì, perché un elevato numero di casi riscontrato in un solo gruppo e dopo solo 24 ore dall’ultima partita, resta un mistero sul quale è d’obbligo far luce.

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Tornano dunque le ombre sul protocollo, in una situazione poco lineare ed inusuale per tutto il mondo del calcio. Perché vi è una differenza sostanziale tra l’agire in anticipo e l’agire a fatto compiuto.

Una tra tutte, la situazione economico-finanziaria che sta vivendo già adesso gli effetti dello stop al calcio giocato, con un calciomercato limitato a poche idee e a pochi contanti circolanti.

Che la terza industria del Paese non possa permettersi un ulteriore stop è un dato acclamato. In virtù di ciò, vanno limate il più possibile negligenze e leggerezze che possano mettere a repentaglio la salute dei protagonisti (e delle loro famiglie), ancor prima dei bilanci delle varie società.

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Per evitare ogni spiacevole inconveniente, è giusto adesso confrontarsi e trovare una soluzione. Al netto di ogni schermaglia ideologica e di ogni protocollo. Ascoltare le esigenze dei club è prioritario. Prima che il calcio subisca un pro…tracollo.

(foto: profilo Twitter Serie a)

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