ANGOLO DEL TIFOSO ROMA – Terza vittoria su una “bella Giulietta”

Focus On Roma SERIE A
Condividi
Tempo di lettura: 4 minuti

La Roma non delude e porta a casa la terza vittoria di fila, dimostrando di aver trovato il bandolo della matassa.

La partita si rivelava molto complicata e così è stato, contro la squadra vera e propria rivelazione del campionato.

Veramente complimenti al Verona per trame di gioco e atteggiamento e complimenti al bravissimo Juric. Lui, Liverani e De Zerbi possono essere una rivoluzione in un calcio in cui anche le “piccole” se la giocano alla morte, speriamo.

D(iger) S(elz)

Bene i giallorossi a non farsi influenzare da eventi esterni.

Nella mattinata era arrivata la notizia della missiva di licenziamento recapitata al DS Petrachi, prontamente impugnata per essere portata in tribunale. Ricordate Petrachi? Il DS del Torino, strappato a forza, con penale pagata, licenziato per atteggiamenti “non consoni” allo stile Trigoria.

Al di là di torti o ragioni, non credo sia stato lanciato in una cassa da un elicottero di Amnesty International, quindi magari valutare prima i profili dirigenziali può aiutare. Insomma il solito circo di foche e clown nel tendone di Via Tolstoj (P.S. Pagherei oro per leggere il messaggino di insulti che, pare, sia stato inviato a Mr President).

Ma andiamo al match. Il Verona parte a razzo, dimostrando di non aver paura di nulla. Ma la Roma accetta il confronto e gioca di contropiede. Mancini tira alto davanti alla linea di porta, mentre al 10′ Pellegrini viene anticipato da Veloso e l’arbitro Maresca concede rigore. Più di qualche dubbio su chi abbia toccato prima la palla, ma il fallo sembra non esserci. Veretout, per nulla turbato dal trambusto, infila l’1 a 0.

Juric, profilo greco alla Strega Nocciola (ma col fascino alla Vincenzo Salemme), deve averne dette di ogni, se l’arbitro in dieci secondi cambia il cartellino da giallo a “vatti a vedere la partita in tribunetta”.

La partita è veloce e divertente, merito degli scaligeri, aggressivi e veloci su ogni palla, ma anche dei giallorossi che liberi delle paure di un paio di settimane fa, reagiscono da squadra con fraseggi di grande qualità ed energia. Come quello che porta Mhkytarian a cogliere il palo.

Roma- VARona

Prosegue la gara non proprio impeccabile di Maresca perchè prima Dzeko viene atterrato in area in maniera vistosa, poi lo stesso bosniaco tocca di mano involontaria dall’altro lato, oltre ad una vistosa spinta di Ibanez, nell’unica leggerezza di serata, a Verre. In tempi normali non sarebbero mai rigori per me, ma i regolamenti odierni parlano chiaro e l’arbitro un’altra volta scontenta tutti. Il fallo di Dzeko soprattutto non è diverso da quello fischiato all’Atalanta contro la Juve, nè da quello NON fischiato alla Roma a Bologna. Un bel circo anche qui insomma.

Deliziosa l’azione nel recupero che porta Spinazzola a crossare e Dzeko ad appoggiare per il raddoppio. 105 per il bosniaco che mette la freccia per superare Volk al quarto posto nella classifica di sempre.

Pronti via, il Verona riapre i giochi: cross di Zaccagni e Pessina di tacco accorcia le distanze. Il match prosegue sullo stesso registro, con i gialloblu che non ci stanno e, pur non impensierendo Pau Lopez più di tanto, tengono alta la tensione dello scontro. Se ci fosse un pubblico, si divertirebbe.

A questo va aggiunto che gli attaccanti della Roma cominciano ad abbuffarsi di gol come fossero ad una serata di beneficienza contro la fame del mondo. Dzeko liberato due volte davanti a Silvestri spara alto, mentre l’armeno, servito da Pellegrini, spara a porta sguarnita sul coraggioso Lazovic.

Finisce 2 a 1, importantissima vittoria in chiave Europa League, considerato il terreno perso dal Napoli. Ma bisogna tenere viva l’attenzione perchè, pur non essendo in discussione ormai l’accesso alla coppa, il rinnovato vigore del Milan pone il rischio play off che, quest’anno in particolare, significa giocare il giorno dopo la fine della stagione in corso.

Ma la Roma merita contro una squadra che non demerita e questo dà fiducia anche a un negativista come il sottoscritto.

DIVERTENTI E DIVERTITI

Ancora bene la difesa a tre. Ibanez si conferma innesto del futuro, bene Kolarov a fare il centrale, correndo di meno ne beneficia. Diawara continua nella sua fattiva ricerca di ordine, mentre Cristante, subentratogli nella mezzora finale, va al di là delle sue possibilità, giocando una partita sufficiente (non mi piace che devo fare?). Veretout, copia e incolla dai giudizi precedenti, polmoni e muscoli. Meno brillante Bruno Peres, mentre in grande giornata ancora Spinazzola. Capitan Miki ieri impreciso ma sempre vivo e tecnicamente una spanna sopra la maggior parte degli interpreti in campo. Stavolta non buono l’ingresso di Zaniolo, giustamente centellinato da Fonseca, troppo nervoso e poco presente nell’aiuto alla squadra. Dzeko più vivo rispetto alle uscite precedenti, segna il gol decisivo, ma se ne mangia altri.

DZEGOIST!!!!

La nota negativa è l’atteggiamento del bosniaco. Già poco prima del gol si dimostra insofferente quando Pellegrini non gli passa la palla, in più la sua non esultanza sul gol porterà strascichi di cui la squadra non ha bisogno (stranamente il bosniaco invece festeggia il vantaggio di Veretout, non so cosa pensare). E’ il capitano e il giocatore più forte ed esperto a Trigoria e ciò implica responsabilità. In questo senso, male male Edin, e si sa quale pregiudizio positivo io nutra per te.

PLIN PLIN

Ringrazio infine il Sassuolo che col punto di ieri è matematicamente salvo e fa scattare la clausola per Defrel. Se poi il Milan ci farà la grazia di acquisire Schick si comincia l’espulsione delle scorie “monchiane”. Tante ancora sono sul treno di ritorno per Roma, ma chissà che il nostro DS (quale?) non riesca nell’operazione “Acqua Uliveto”.

Print Friendly, PDF & Email