Le Bombe ‘in protesta’ dalla A alla Z

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Si gioca oggi, si è giocato ieri e si giocherà domani. Il calcio è tornato ed invade l’estate dei tifosi italiani. I matrimoni, dopo aver resistito alla quarantena da Covid, provano a resistere all’ondata di calcio.

Arrivano le prime delusioni ed arriva soprattutto il primo trofeo post covid vinto dal Napoli di Gennaro Gattuso che, in finale di Coppa Italia, batte senza troppi patemi la Juventus dell’ex Sarri, sempre più nell’occhio del ciclone.

Ma andiamo con ordine e ripercorriamo tutta la settimana, rigorosamente dalla A alla Z:

A come Atalanta: De Zerbi ed il suo Sassuolo sicuramente ci mettono del loro, ma la Dea sembra non essersi mai fermata.

B come Brewster: ancora un gesto che farà discutere. Un gesto di solidarietà e, allo stesso tempo, di critica verso un mondo che ogni giorno mostra sempre più le piaghe del razzismo insinuarsi nella vita di tutti i giorni. Il giocatore dello Swansea, dopo aver realizzato un goal, mostra la maglia con la scritta: “Il nostro colore non è un crimine”.

C come Callejon: l’esterno spagnolo, con ogni probabilità, lascerà Napoli alla fine della stagione. L’immagine, bella e triste allo stesso momento, della vittoria alla finale di Coppa Italia, chiude forse una lunga storia d’amore.

D come Dopo sei anni il Napoli alza al cielo un trofeo. E per la prima volta nella storia del calcio italiano quel trofeo viene alzato in uno stadio vuoto e silenzioso.

E come Eriksen: e pensare che c’è gente che dopo un paio di partite del danese lo aveva già etichettato come un ‘pacco’. Gli esperti allenatori da tastiera non si smentiscono mai.

F come Fantacalcio: riparte la Serie A e finalmente riparte anche il gioco più amato dagli allenatori di tutta Italia. Non perdetevi i nostri consigli sul nostro canale YouTube.

G come Gattuso: l’arrivo all’ombra del Vesuvio ha dato nuova linfa ad una squadra che ormai sembrava morta. Il tecnico calabrese ha restituito quel carattere e quella voglia matta di vincere che mancava dai tempi di Mazzarri. Gli azzurri dopo sei anni tornano ad alzare al cielo un trofeo e il merito è di un grande uomo: Gennaro Gattuso.

H come Haland: padrone indiscusso di questa lettera. Lui continua a segnare, i tifosi del Borussia, e non solo, continuano ad osannarlo e noi non possiamo esimerci dal citarlo ancora una volta. Fenomeno.

I come Indiscrezione: il Napoli continua a sondare i mercati dei terzini e torna in auge il nome di Davide Calabria, vecchio pallino di Giuntoli. Tutti i dettagli.

L come Leone: il mio segno zodiacale? Anche. Ma in questa circostanza la lettera è dedicata alla bellissima attrice Miriam Leone presa di mira sui social per le sue folte sopracciglia. Ecco, ogni parola che io possa aggiungere in questo momento è superflua. Sfogo personale.

M come Mattia: 11 anni, nato calcisticamente nel San Giorgio, scelto dalla cantera del Genoa. Un futuro radioso davanti a sé, un sogno da cullare e realizzare, ma il destino a volte non guarda in faccia nessuno. Un infarto nel sonno, undici giorni di battaglia in quel maledetto letto. Ed una giovane vita che si spezza. A volte si fa fatica a comprendere il senso della vita, e questi episodi non aiutano certo a farlo. Che la terra ti sia lieve piccolo Mattia.

N come Nkoulou: primo goal in Serie A post- covid e prima esultanza dedicata a George Floyd. Un goal al razzismo.

O come Ozio: dopo l’ozio da quarantena è iniziato ufficialmente l’ozio da calcio. Partite tutti i giorni, divano, birra e ‘non disturbare grazie’.

P come Per sempre insieme: Ciro Dries Mertens ed il Napoli raggiungono l’accordo per il rinnovo del contratto. Il folletto belga diventa ufficialmente ‘Napoletano a vita’.

Q come Quattro: Lukaku, con il goal contro la Sampdoria, è uno dei quattro attaccanti ad aver raggiunto quota 18 goal al primo anno in Serie A.

R come Ronaldo: due finali con la maglia della Juventus e due finali perse. Per il portoghese un record di cui non vantarsi. L’aria della Continassa inizia a farsi pesante per CR7? Le voci iniziano a girare ed un addio non sembra un’utopia. Ma nel calcio tutto cambia e con uno scudetto ed uno Champions ancora da vincere la stagione può assumere risvolti memorabili.

S come Sarri: Non decido solo io!”. Fanno sicuramente riflettere le dichiarazioni del tecnico il quale ha ammesso che, dopo una discussione con Ronaldo e Dybala sul tridente di Juve-Milan ha accettato la posizione centrale della Joya. Sarri in balia dei senatori?

T come Timo Werner: E’ lui il nuovo bomber del Chelsea per la prossima stagione. Il primo grande colpo del prossimo mercato.

U come Università: riaprono bar, ristoranti e discoteche ma le università sono ancora chiuse e non si possono effettuare esami in presenza. Le priorità della nostra amata Italia.

V come Verona: record su record per l’Hellas che ha sempre vinto al Bentegodi quando è andato in vantaggio in questa Serie A. Garanzia.

Z come Zanardi: sulla provinciale 146 del Senese nel tratto che da Pienza scivola a tornanti verso San Quirico d’Orcia e Montalcino. Erano da poco passate le 17 quando, su un tratto di leggera discesa, Alex ha spinto al limite la sua handbike all’entrata di una curva perdendo il controllo del mezzo che si è capovolto due volte e l’ha proiettato contro un grosso furgone. Trasportato al Policlinico le Scotte di Siena, Zanardi è stato poi sottoposto a un intervento chirurgico alla testa. L’ultimo bollettino medico fa intravedere una piccola luce in fondo al tunnel, non sappiamo però in che condizioni uscirà da quella terribile stanza. L’unica cosa che noi tutti speriamo è poter rivedere il suo sorriso e riascoltare la sua voce. Perché Alex è terapeutico, perché in lui si trovano tutte le motivazioni che possono aiutare a superare un momento difficile. Non mollare Alex, lotta e, ancora una volta, porta a casa la vittoria.

A volte ventidue lettere non bastano per riassumere al meglio un’intera settimana di calcio. Non sempre si riescono ad esprimere concetti esaustivi all’interno di una rubrica dove la sintesi la fa da padrona.

Ma per la serie ‘la rubrica è mia e ci faccio quello che voglio io’, aggiungo un’altra lettera:

G come George Floyd: una tragedia, un abuso di potere, un atto di razzismo senza se e senza ma. Ma alla fine il troppo storpia e forse vedere ancora persone inginocchiarsi in segno di protesta inizia a stufare. Forse è arrivato il momento di alzarsi in piedi, e di continuare a lottare per un qualcosa che nel 2020 dovrebbe essere una banalità: la libertà.

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