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#LBDV – Napoli, caso Allan: insofferenza che parte da lontano
In questa stagione il Napoli, tra dinamiche sportive ed ambientali, si direbbe che non si è fatto mancare proprio nulla. Il rendimento in campionato che è noto a tutti, uno spogliatoio spaccato in due e a cui adesso si cerca di ricomporre i cocci. Le scorie di una rottura, avvenuta ufficialmente nel post Napoli-Salisburgo, che continuano a rendersi spigolose tutt’oggi.
Ultimo, esclusivamente in ordine tempo, è il caso Allan, lasciato a casa da Gennaro Gattuso in occasione della trasferta di Cagliari, che gli azzurri hanno reso vittoriosa con la magia di Dries Mertens. Il tecnico calabrese mostra il suo ‘ringhio‘ e fa la voce forte. A prescindere da ciò la grana Allan parte da molto lontano e a cui sono state stipulate soltanto tacite tregue, tra tentativi di rinnovo e malumori alternanti tra di loro.
LE SIRENE PARIGINE DI UN ANNO FA
Tutto ha inizio poco più di dodici mesi fa a mercato di riparazione in corso. Allan è uno degli uomini chiave per l’allora tecnico partenopeo Carlo Ancelotti e le sue prestazioni sono di caratura imponente che non passano inosservate nell’èlite del calcio europeo. La squadra a fare il passo più importante è il Paris Saint Germain che tenta il giocatore con un’offerta irrinunciabile. La volontà del centrocampista ex Udinese appare subito chiara, date anche le ammissioni pubbliche dell’ex allenatore napoletano.
Ma il Napoli non gioca un ruolo da sparring partner e non rende facile la via dell’accordo con il club parigino. Morale della favola: Allan rimane all’ombra del Vesuvio con la società azzurra che rinuncia ad una plusvalenza notevole pur di non perdere il brasiliano.
Da allora la permanenza del calciatore è stata caratterizzata da mesi di alti, non molti, e soprattutto di bassi. Aspetto mentale che ha influito sensibilmente sul suo rendimento, rendendo inevitabile l’inflessione.
L’AMMUTINAMENTO, LE PROBLEMATICHE AMBIENTALI E L’OMBRA DELL’INTER
La premessa è d’obbligo: la stagione in corso segna un passo indietro per tutti, in cui le uniche note di sollievo vanno trovate al momento solo nel cammino delle coppe. Tuttavia la figura di Allan salta all’occhio come tra gli uomini chiave, in quanto giocatore importante anche nello spogliatoio.
Ruolo messo in campo lo scorso 5 novembre che segna una delle pagine più scure della storia recente del Napoli. Il brasiliano è tra gli uomini al centro della rivolta contro la società. Al di là di quelli che sono stati i fatti reali o presunti, l’insofferenza di mesi e mesi sfociano probabilmente in uno scatto di reazione in quella notte nel ventre del San Paolo. Periodo in cui le prestazioni non riescono ad essere più all’altezza del suo effettivo valore.
L’ambiente tra l’altro non aiuta a calmare le acque e la notizia della rapina in casa è un’altra mazzata per il calciatore che non fa altro che renderlo più agitato.
Un mese più tardi, nel frattempo, Aurelio De Laurentiis affida la panchina a Gattuso che cerca subito di affidargli abiti importanti nelle nuovi veste azzurre. Tuttavia la situazione non tende a stabilizzarsi, complici soprattutto le avances dell’Inter che tenta sia il brasiliano che gli azzurri con un’offerta, ad un anno di distanza di quella proveniente dalla Francia. L’addio è ancora una volta rinviato e a Gattuso non resta che gestire una grana – l’ennesima – scomoda da gestire. Infatti, nonostante i tentati approcci di rinnovo, il caso non vuole sentirne di rientrare.
IL BASTONE LASCIA IL POSTO ALLA CAROTA: SCELTA GIUSTA?
“Io penso che i giocatori devono essere professionisti. Il rinnovo dei contratti non riguarda me. Bisogna allenarsi in un certo modo e rispettare il club. Io vado a scalare le montagne per i miei giocatori, ma voglio che lavorino con serietà, voglio grande coerenza e rispetto per i compagni. Così anticipo le domande sull’esclusione di Allan… Domani è un altro giorno, non si porta rancore, sarò il primo a incitarlo. So che in questi mesi ha avuto proposte importanti, ma questo riguarda la società”.
Queste sono le parole di Gattuso nel post partita di Cagliari, nella quale era annunciata l’assenza tra i convocati del numero 5. Il calabrese mostra i muscoli, entrando a gamba tesa – conoscendo il soggetto, non è una novità – sul rendimento fiacco, a detta del tecnico stesso.
Tutto questo accade quando il calendario segna il mese di febbraio con l’estate che sembra ancora un miraggio lontano, tra una classifica ancora da risalire e gli obiettivi di Coppa da raggiungere per salvare il salvabile.
Cosa accadrà, dunque, con Allan fra qualche mese? Probabile che possa rientrare tra gli epurati in vista del nuovo ciclo. Oggi però rimane ancora un calciatore del Napoli ed una soluzione, seppur temporanea, va trovata per la buona pace di tutti.
In estate non è escluso un ritorno dell’Inter – dato che le vie del mercato sono infinite – , ma è probabile che il Napoli decida di aprirgli le porte dell’estero con l’Everton di Ancelotti che è una sorpresa da non sottovalutare. Eventualità che ad oggi non interessano nè a Gattuso, nè a De Laurentiis e nemmeno all’ambiente. C’è da salvare una stagione; per mettere una pezza al caso Allan c’è ancora margine di tempo, ammesso e concesso che il brasiliano sia d’accordo.
