Baldini: “Scudetto all’Inter, De Zerbi pronto per una big”

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Il tecnico della Carrarese, Silvio Baldini, ha parlato a Tuttomercatoweb.com rilasciando un’intervista soffermandosi su tanti aspetti della Serie A.

Troppe critiche per Sarri e la sua Juve?

“Quando si partecipa a un campionato c’è chi vince e c’è chi perde. Quindi aldilà dell’onore che bisogna riconoscere al vincitore, servirebbe riservare onori anche a chi perde per l’impegno che ci mette, per la passione. E invece questo in Italia non esiste più: ma non solo in Serie A, a tutti i livelli. O sei il più bravo o sei un fallito. Quando andavo a scuola io la maestra leggeva il libro Cuore e quando lei piangeva, noi piangevamo. Perché in quel momento ci trasmetteva le emozioni, i sentimenti. Oggi invece c’è il telefonino e un ragazzo a 7-8 anni già scopre come fare l’amore, una cosa che noi scoprivamo a 15-16-17 anni. Oggi è tutto accelerato: o sei bravo, o sei un fallito. Ma uno nella vita prova a fare quello che sa fare e può godersela anche senza arrivare primo”.

In questi giorni c’è stata anche una polemica tra Sarri e le Poste.

“Sono quelle polemiche che non sanno di nulla, voleva dire che poteva scegliere un lavoro in cui non c’è pressione. Con tutto il rispetto per chi lavora alle poste, i dipendenti non possono avere la pressione di chi allena alla Juventus o di qualsiasi altro allenatore. Si crea la polemica solo per avere un momento di notorietà. La nostra società va verso un orizzonte in cui c’è da preoccuparsi”.

Per un allenatore è difficile inculcare certi principi nei giocatori se sono dei big?

“Ripeto, se vinci sei un mago, se perdi se un coglione e hai fatto degli errori che hanno consentito all’altro di vincere”

L’Inter di Conte può vincere lo Scudetto?

“Conosco Conte e lui vive in maniera passionale, non maniacale. Lo scopo della sua vita è sentirsi realizzato quando allena, lui ci mette tanta passione e alla fine riesce a migliorare tantissimo i suoi calciatori. Perché quando i giocatori si accorgono che quello che ha lui non è l’essere maniacale ma passione riescono ad alzare il loro livello di gioco”.

Il passo indietro di col Napoli come va letto?

“Fa parte del gioco, magari l’Inter va a Napoli nella gara di ritorno e vince 2-0. In fondo il Napoli ha battuto Liverpool, Juventus e Lazio: questo vuol dire che non sono certo sprovveduti altrimenti quelle gare non le vincono. Poi è vero che il Napoli ha anche perso contro il Lecce ma questo è un altro tipo di discorso”.

C’è chi ha detto che l’Inter contro squadre chiuse fa fatica a imporre il proprio gioco.

“Ma in Italia siamo 60 milioni di abitanti e ci sono 40 milioni di allenatori. E’ normale, dai”.

Cosa pensa di Lukaku?

“Oltre a essere un giocatore che ha fatto vincere all’Inter tante partite gioca tutte le partite. Questo vuol dire che è un punto di riferimento di cui l’Inter non può farne a meno”.

Simone Inzaghi riuscirà a resistere fino alla fine in questa corsa Scudetto?

“Secondo me si. E’ un ragazzo che, quando lo vedo, mi dà la sensazione di essere innamorato di questo mestiere. Anche lui mi sembra un appassionato, non un ossessionato. Il passionale prova una emozione, mentre l’ossessionato prova odio verso gli altri. Il maniacale vuole vincere a tutti i costi e quando non ci riesce il sentimento che prova è l’odio. Invece il passionale, che certamente vuole vincere, quando perde cerca di migliorarsi e questa è una differenza che a certi livelli è fondamentale. Inzaghi come Conte fa parte delle persone passionali”.

Per Immobile, quando l’aveva visto al Torneo di Viareggio, aveva pronostico una grande carriera…

“Lui faceva già allora movimenti importanti, ma gli serviva maturare fisicamente e acquisire maggiore autostima. Per fortuna quel giorno, quando lo dissi a suo padre, c’era anche Lele Adani al mio fianco che lo confermò. Sono contento di non essermi sbagliato, sta facendo una grande carriera”.

Luis Alberto quando lo vedi giocare ti riempie gli occhi.

“Non guardo troppo spesso un certo tipo di partite, ma si vede che è un giocatore a suo agio quando ha la palla, non in imbarazzo”.

Che idea si è fatto su De Zerbi, tecnico del Sassuolo?

“Lo conosco benissimo ed è un ragazzo che ha alla base l’umiltà. Chi lo invidia gli dà del presuntuoso. Ma non si deve preoccupare, sono loro presuntuosi. Lui cerca di migliorarsi tutti i giorni sotto tutti i punti di vista. Vuol trasmettere emozioni col suo calcio. Lui, Liverani, D’Aversa, Juric sono tutti pronti ad un grande salto. Serve che ci siano dei dirigenti che siano in grado di accompagnarli nelle difficoltà. E invece certi dirigenti per salvare il loro orticello scaricano poi le colpe sul tecnico”

Gattuso le piace?

“Di persona non lo conosco ma Lele Adani mi ripete che Gattuso fa parte di noi, è umile, viene dalla terra, sa cosa sia il sacrificio, vuole imparare. E vuol trasmettere i valori giusti. Se me lo ha detto Adani è come se lo dicessi io. Gattuso fa parte dei grandi”

La crisi della Roma da dove nasce?

“Roma è uno dei posti più difficili per far calcio. Si passa dalle grandi esaltazioni alle grandi delusioni, la struttura mentale di quella città è così. I tecnici stranieri? Sono in gamba e si sono meritati di essere qui e possono ulteriormente crescere nel confronto con gli italiani”

La Fiorentina se l’aspettava così?

“Bisogna dar tempo a Commisso di organizzarsi ma esprime gioia, passione e sentimenti positivi. Speriamo che questo connubio con la gente possa portare a costruire una squadra importante. Firenze è la capitale mondiale della cultura e mi auguro che anche calcisticamente la città ritrovi una squadra possa ambire a grandi risultati”

Da ex del Brescia, la situazione della squadra è difficile

“Posso dire che si sapeva che il presidente Cellino quando non ci sono risultati cambia allenatore. Mi spiace per Corini che l’anno scorso ha fatto un gran campionato e quest’anno aveva iniziato anche bene. Credo che Corini faccia parte pure di quei tecnici giovani che sanno dire la loro”

Il Var e il modo di utilizzo: gli arbitri non sempre lo consultano

“E’ un’arma a doppio taglio. Se c’è va consultato. A volte gli arbitri non vanno a vedere l’azione perchè hanno un senso di narcisismo, di sentirsi più bravi e belli”

Scudetto: chi lo vince?

“Juve, Inter e Lazio se la giocano. Speriamo questa lotta duri fino alla fine, per il pathos che regala. I numeri dicono che la Juve è la più forte. Sono interista e amico di Conte, spero nei nerazzurri”

Sogni personali dal punto di vista calcistico?

“Mi piacerebbe avere dei ragazzi che riuscissero a capire che le emozioni sono più importanti dei successi. Quelle negative ti migliorano come uomo, quelle positive ti possono consentire di realizzare il sogno di conquistare una grande platea. Voglio sentire l’orgoglio di essere italiano, di sentire l’inno, di mangiare gli spaghetti e la bistecca. Ma vedo che queste cose stanno sparendo e il fatto di essere italiano non conta più: tutto ciò mi rende triste perchè mi sento orgoglioso di essere italiano”