Angolo del tifoso
ANGOLO SPEZIA – Aquile sull’ottovolante
Uno Spezia inarrestabile centra l’ottava vittoria consecutiva e prova la fuga per la vetta. Quella col Gubbio è una vittoria convincente, colta al termine di una prestazione convincente e davanti al pubblico delle grandi occasioni per i festeggiamenti dei centoventi anni di storia del club.
Maglia speciale
Vecchie glorie, giocatori del passato. Ricordi indelebili di un passato fatto di calore popolare e passione per la maglia. Una maglia speciale.
Metà bianca e meta azzurrina in onore dei primi anni di storia del club dove i colori erano azzurri, quelli della prima maglia del Crystal Palace. Tutte cose che cementano il pubblico con la squadra. Una simbiosi che è stato sempre il propellente unico e fondamentale di questo club e che sembra aver trovato in Turati il protagonista umano e tecnico di tutto ciò.
È il primo a dare la carica, il primo a chiamare i suoi ragazzi in cerchio per caricarli e farli sentire tutti importanti. Uniti e compatti. Sembra questa la vera alchimia per dare identità e forza al gruppo. Al di là del gioco, degli schemi o dei movimenti.
Partita in ghiaccio
La partita è stata archiviata in poco meno di un tempo. Sganzerla la sblocca all’alba dopo pochi minuti, Mazzocchi la chiude con l’assistdi un ritrovato e sempre grintoso Mateju. Il Gubbio preso subito nella morsa. Alle sue spalle una curva Ferrovia che si mette subito a spingere, con lo Spezia che ha voluto far capire agli avversari che oggi sarebbero usciti a mani vuote dal Picco.
Coreografia da serie A
Un Picco bello come non mai, appassionato come sempre. Impreziosito da una coreografia degna di palcoscenici ben più importanti della serie C. Secondo tempo quasi accademico, dove lo Spezia comanda il gioco senza rischiare mai nulla e mettendo il risultato in ghiaccio con la gestione della palla.
Solo passerella e l’occasione ver vedere le qualità tecniche di Jimenez. Tutto bello, tutto quasi perfetto. Lo Spezia sembra già aver scoraggiato gli avversari sulle possibilità di vittoria. Il campionato però è ancora lungo. Non è una delle classiche frasi fatte che si dicono per scaramanzia, ma la descrizione perfetta di uno sport dove i campionati si vincono in primavera, non in autunno. Quindi guai ad abbassare la guardia.
(Foto: Depositphotos)
