I nostri Social

News

AL VAR DELLO SPORT – Commissariamento FIGC: la Ricostruzione dei fatti

Pubblicato

il

Malagò Mattarella Italia
Tempo di lettura: 2 minuti
Il commissariamento della FIGC: la Ricostruzione dei fatti

I CAPITOLO: Gli antefatti- le Elezioni e il mancato tesseramento

Cercheremo di non tediarvi, provando a fare una ricostruzione di cosa è successo.
Perché si è arrivati a questa situazione?
Perché è stato eletto Malagò come Commissario?
Partiamo dalle Elezioni.
I candidati alla presidenza della FIGC erano tre: Giovanni Malagò, Giancarlo Abete e Renato Miele.
I primi due hanno presentato il programma e l’accreditamento formale da parte della maggioranza della Lega Calcio (Malagò) e della Lega Dilettanti (Abete), necessario secondo lo Statuto Federale.
L’avv. Miele non aveva questo supporto e la sua candidatura è stata dichiarata inammissibile.
Allora, lo stesso, decide di presentare ricorso contro l’inammissibilità e contestualmente contro l’ammissione di Malagò, per il mancato tesseramento, e di Abete (per un presunto conflitto d’interessi).
Il ricorso per la sua riammissione viene respinto dal Tribunale Federale Nazionale e dichiarato inammissibile per quanto riguarda le posizione di Malagò ed Abete perché Miele, da Statuto, non è nelle posizione per effettuare quel tipo di ricorso: avrebbe dovuto farlo la Procura Generale.
Cosa che successivamente farà per violazione dell’art. 29 comma 1 dello Statuto della FIGC: “Fermo il rispetto dei requisiti generali stabiliti dallo statuto del CONI per i componenti degli organi elettivi e di nomina,…possono essere eletti o nominati alle cariche previste dal presente Statuto e dalle norme da questo richiamate, se in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura, i cittadini italiani….”

Malagò non era tesserato.

Perché la FIGC e la Procura Federale ritengono che la candidatura di Malagò sia comunque valida?
1) secondo una interpretazione, l’obbligo vale solo per chi ne è già in possesso (alcuni statuti di altre federazione specificano infatti in maniera diversa l’obbligatorietà di possesso)
2) La Federcalcio è l’unica federazione che tutela “l’appartenenza” pretendendo che sia una delle componenti federali (la LEGA CALCIO per Malagò) a “portare” il candidato”.
La Procura Generale non ci sta: per Ugo Taucer il tesseramento è un presupposto fondamentale.
E dopo aver archiviato il caso, perché Malagò (non essendo tesserato) non poteva essere condannato dalla Giustizia Sportiva, “passa la palla” trasmettendo gli atti al segretario generale del Coni, perché verifichi se vi siano state violazioni dei principi fondamentali degli statuti delle federazioni sportive nazionali.
Curiosità: l’unico “candidabile” per la Procura, perché in regola col tesseramento, era proprio l’Avv. Miele, tesserato al 16 aprile 2026 per la Vigor Mellis, una piccola società romana di cui è stato socio fondatore 16 anni fa.
Giancarlo Abete era incompatibile in quanto Presidente della Lega Nazionale Dilettanti.

in evidenza